Dopo settimane di polemiche arriva nei cinema di tutta Italia Lockdown all’Italiana, la commedia ambientata nel recente periodo di lockdown diretta da Enrico Vanzina. Parlare di un film come questo non è facile, sembrerebbe, fondamentalmente, la classica commedia italiana da quattro soldi che esce settimanalmente nei cinema italiani, ma nel profondo c’è di più, molto di più.
Il film inizia, dopo un inizio con musichetta (di Umberto Smaila!) e con i titoli di testa su sfondo nero e scritte bianche alla Woody Allen… subito dopo vediamo una frase di Jacques Prévert ovvero: “Bisognerebbe tentare di essere felici, non fosse altro che per dare l’esempio”.
Tutta la polemica che si è creata attorno a questa produzione è stata fin dall’inizio sbagliata, si, è vero, ci troviamo di fronte alla solita commediola italiana di Vanzina uguale da almeno 30 anni, ma, appunto per questo, perché accanirsi? Questa polemica ha fatto sì che un film come questo abbia avuto più spessore di quanto dovesse realmente averne, portando la gente a parlarne moltissimo e creando dietro anche un hype che non doveva assolutamente esserci. Enrico Vanzina, alla sua prima prova da regista dà l’idea di non essere, purtroppo, minimamente a suo agio con il mezzo, girando un film fatto tutto di telecamera fissa e di primi piani non elegantissimi: c’è inoltre una breve scena a tavola dove vediamo la coppia Memphis – Stella che litiga e la macchina rotea attorno a loro con una stabilità terribile, spezzando completamente tutto quello che si era fatto fino a prima.
La trama è condita delle solite cose: tradimenti, battute demenziali al limite dell’imbarazzante, situazioni viste e riviste (fatte inoltre dagli stessi attori, i quali le mettono sempre in scena), donne giovani che ci provano con Greggio e via dicendo… Quello che realmente, forse, è l’unico elemento più interessante è proprio il tema caldo della pellicola, il lockdown. Infatti il film inizia l’8 marzo 2020 con la chiusura di tutta Italia (anche se gli andrebbe ricordato che questa cosa è avvenuta il 9 marzo, però lasciamo perdere) e finisce il 4 maggio 2020, quando si è potuto iniziare di nuovo ad uscire, almeno per quasi tutti i lavoratori.
Questi 2 mesi sono scanditi ogni 10 giorni con delle riprese di varie parti di Roma deserta realizzate con un drone, riprese tra l’altro veramente poco interessanti. In questi mesi assistiamo alle due coppie che si rovinano la vita a vicenda, anche se in maniera davvero sciocca e banale: Vanzina, durante la conferenza, aveva fatto grandi paragoni citando Perfetti Sconosciuti, Carnage e anche La Parola ai Giurati di Lumet come grande ispirazione per la sua storia, anche se tutto ciò non risulta minimamente in scrittura.
Oltre a litigare, i 4 attori vedono ognuno un film diverso: I nuovi mostri, Scent of a Woman, La Terrazza e Sapore di Mare… In una commedia, gli attori dovrebbero essere brillanti, soprattutto se, come in questo caso sono chiusi dentro un’abitazione e devono quindi reggere tutto loro e non possono fare affidamento ad altri caratteristi (che ogni tanto compaiono tramite computer) o situazioni che portano alla risata.
Bene, qui tutti e 4 gli attori sono al minimo storico: Greggio è sempre il solito Greggio, Martina Stella che cerca di parlare in toscano è fastidiosissima, Memphis è sempre se stesso, ormai non prova neanche più a fare qualcun’altro e la Minaccioni (che ha dato un grande contribuito alla sceneggiatura), pur provando a fare qualcosa in più degli altri, risulta comunque acerba e poco dirompente nelle scene.
In sostanza questo Lockdown all’Italiana è il classico film che vediamo da anni e anni, ma il fatto che si chiami Lockdown e che sia ambientato durante la quarantena ha creato tanto scalpore. Non c’è niente su cui accanirsi: a volte è meglio lasciar correre e dare meno spazio a questo tipo di cose, per far sì che possano scomparire.















