Lucca Changes – Non sarà il Lucca Comics & Games, ma un evento diverso senza spazi espositivi

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Lucca comics and games

La nuova edizione di Lucca Comics and Games non sarà, come già sapevamo, un’edizione “classica”, ma qualcosa di completamente diverso. L’evento che si terrà dal 29 ottobre all’1 novembre, infatti, si chiamerà diversamente, Lucca Changes, e guarderà al futuro con un occhio all’evoluzione delle normative anticontagio.

Tutte le novità e il lavoro che c’è stato dietro alla decisione finale sono emerse con chiarezza dalla commissione consiliare partecipate di questa mattina a cui hanno partecipato presidente Mario Pardini e il direttore generale Emanuele Vietina.

Le prime dichiarazioni sono di Francesco Raspini:

“Obiettivo dell’amministrazione  è quello di salvare non solo il brand, ma anche la possibilità di salvaguardare con profitto la manifestazione affinché eventuali difficoltà di quest’anno non vadano a pesare anche sul futuro. Per questo abbiamo sposato una logica di investimento sugli anni a venire che crediamo che alla lunga possa pagare”.

Ha poi preso parola il presidente Mario Pardini:

“Il nostro bilancio sociale  parla di una società fortemente patrimonializza e solida che ha chiuso un grande 2019. I dati, infatti, dicono che il fatturato è stato di 8 milioni di euro con 500mila euro di utile netto. Questo è il punto di partenza per programmare il futuro non solo di Lucca Comics ma dell’intera attività di Lucca Crea”.

E’ stata poi la volta del direttore Emanuele Vietina:

“Nel primo mese di lockdown c’è stata la fase di ibernazione degli eventi. Abbiamo sospeso il Salone dell’ediliziaCollezionando e Verdemura. Gli ultimi due eventi sono stati sospesi mentre il Salone è stato recuperato a inizio luglio. Ad aprile è partita l’analisi dei bisogni, all’unterno di un mercato molto concorrenziale e con analisi fatte tramite una serie di focus group. Abbiamo nello stesso periodo formalizzato l’ingresso nell’Associazione degli enti fieristici italiani, cosa che ci ha permesso di confrontarci sul tema anche della prevenzione del contagio per Covid. Dal 15 maggio al 30 giugno, poi, c’è stata la fase in cui abbiamo iniziato a parlare di come mettere in pratica le soluzioni prospettate, confrontandoci con il Comune e con i diversi portatori di interesse.

Gli obiettivi che sono emersi sono stati quelli di difendere il periodo dell’anno in cui si svolge la manifestazione, difendere il brand e difendere l’industria dell’hobby market. A fianco di queste esigenze è emersa la necessità di costruire nuove modalità di fruizione dell’evento sia nell’ottica della situazione contingente sia in prospettiva futura, dicendo comunque no a pure soluzioni di emergenza.

L’importanza  è quello di mantenere il driver economico per gli editori, la portata promozionale degli eventi per gli stessi, i numeri e il dialogo con la community e una delle caratteristiche della manifestazione di Lucca: il contenuto esclusivo. Abbiamo risposto ad alcune eccezioni, che ci sono state prospettate dai grandi eventi esteri, dicendo che per noi il luogo, Lucca, è la manifestazione e che quindi non si sarebbe potuto fare tutto in digitale. L’obiettivo primario, duinque, era quello che ci fosse una manifestazione comunque nella città. Abbiamo lavorato a una media partnership con media generalisti di primo piano che potessere diffondere i contenuti culturali al di là del pubblico presente nelle diverse location. Il tutto mentre all’estero i grandi eventi fieristici hanno deciso di migrare totalmente verso il digitale, così come in Italia, per esempio Napoli, salvo alcune eccezioni che hanno previsto eventi in presenza.

Dopo aver presto tutte queste informazioni abbiamo deciso che non si farà Lucca Comics and Games ma si farà Lucca Changes, ovvero, come recita il sottotitolo A new Lucca Comics and Games Story. La città sarà sempre il centor degli eventi di carattere culturale con 7-8 location integrative al teatro del Giglio, cuore pulsante della manifestazione. Ma non ci sarà, anche perché non ci sono indicazioni generali per eventi del genere, una manifestazione di tipo fieristico espositivo. Avremo poi una espansione poi del mondo digitale, quindi i Campfire, luoghi fisici che ospiteranno micro eventi, che abbracciano tutta l’Italia. Questi dovranno essere i nuovi asset strategici: una rete di negozi, che poi sono i nostri espositori e che hanno già risposto in gran numero. Lucca è solo il più grande dei camp: in questi luoghi si potranno comprare le novità in anteprima, ci saranno delle mostre, si potranno fare dei tornei di giochi di ruolo. Infine c’è la Rai come grande partner broadcast che trasmetterà i contenuti della manifestazione. Tutto questo alla ripartenza degli eventi tradizionale ci potrà permettere di ricominciare, anche irrobustiti.

In città ci saranno le attività nei palazzi storici, le attività esports in San Romano, il Cosplay nei giardini storici cittadini, in particolare Villa Bottini. I biglietti saranno solo in prevendita on line. Poi si potrà verificare di scalare la grandezza degli eventi in base alla situazione sanitaria del momento. Di base, dunque, non sarà una manifestazione di carattere dinamico ma in principal modo statica.

La dimensione economica  rimane importante e studieremo in questo senso un marketplace on line o una rete di negozi”.

In conclusione, Lucca cambia, come facilmente intuibile dal nome dato all’evento e dalla situazione decisamente atipica in cui si è scelto di andare avanti pur cercando di tenere in alto il brand cittadino e dell’evento dedicato al fumetto e al gioco intelligente. Nelle prossime settimane saranno svelati ulteriori dettagli sulla manifestazione.

Fonte: Lucca Comics and Games

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