Celine Song torna, dopo Past Lives, insieme alla A24 a parlare di amore e relazioni con Material Love. La pellicola, che sarà nelle sale italiane dal 4 Settembre grazie ad Eagle Pictures e Sony Pictures Italia, vede nei panni dei tre protagonisti racchiusi in un complicato triangolo amoroso, Dakota Johnson, Chris Evans e Pedro Pascal. Una commedia romantica che vuole rappresentare una cruda realtà che affligge le relazioni contemporanee, ma pecca dal punto di vista della scrittura.

Material Love racconta la storia di Lucy, giovane donna di successo che di professione si occupa di cercare il giusto partner per uomini e donne single. Lucy sembra un’anima indipendente, non ha una relazione e non la cerca, ma le cose si complicano quando finisce in un triangolo amoroso con il suo ex ragazzo John e un uomo tanto affascinante quanto ricco, Harry. Amore e carriera si mischieranno e porteranno la donna a vivere dei cambiamenti e dei momenti di riflessione.

Celine Song dirige un film che vuole essere una critica ai cosiddetti “materialists”, ovvero quelle persone che, nella ricerca di un partner, risultano estremamente superficiali e materialisti, andando a ricercare elementi fisici specifici, su cui non intendono trattare, ed aspetti socio-economici importanti. Nonostante questo lato dell’opera emerga, lo fa in maniera timida e confusa, a causa di una scrittura che non ha saputo toccare i punti giusti. Il cinismo che la regista ha voluto conferire alla storia si perde nel corso della narrazione e distrugge completamente quel senso di sospensione dell’incredulità, trascinando lo spettatore in un’atmosfera surreale e finta. Nonostante qualche istante comico interessante venga toccato, ancora una volta rimane appeso, incompiuto e si perde nel tutto.

Material Love si apre su una New York stereotipata che ricorda vagamente il clima di Sex & The City, con una protagonista, Dakota Johnson, che sembra vivere una vita perfetta. La donna eccelle nel suo lavoro di combina coppie, guadagna bene e sa quello che vuole dalla vita e, almeno inizialmente, sembra non esserci spazio per un uomo. Questo fino a quando compare nella sua vita Pedro Pascal, che la corteggia in maniera ostinata, ma romantica. La chimica tra i due personaggi risulta sempre molto artificiosa, dove il film ricorda costantemente allo spettatore che Lucy ha un preciso piano per la sua vita, a livello sentimentale ma soprattutto economico. I dialoghi tra i due si muovono sempre tra il costruito e il finto, in un mondo che sembra vivere in un contesto estraneo alla normalità, impedendo la creazione dell’empatia nei confronti dei protagonisti. In questo calderone entra in gioco il personaggio di Chris Evans, il classico stereotipo dell’attore wannabe che per mantenersi fa il cameriere e che, nemmeno a dirlo, affascina e cattura Lucy in qualche modo.

Il romanticismo di Material Love non si fa mai sentire, rimanendo in uno strato superficiale di finzione patinata di colori sgargianti e lusso. Tutto questo impedisce alla trama di subire una vera e propria svolta, in un contesto in cui il finale risulta facilmente intuibile sin dai primi fotogrammi. Si ha la sensazione di un film che non ingrana mai, rimanendo sostanzialmente piatto per quasi due ore. Si assiste ad un solo plot twist che, però, riesce a danneggiare semplicemente il racconto. La tematica delicata in questione viene inserita per dare una nota drammatica al tutto, ma finisce per affrontare, nuovamente, un argomento serio in maniera banale e stereotipata. 

La recitazione è costantemente sottotono, anche qui ci si imbatte in un muro di finzione che fa crollare completamente l’empatia e l’interesse per i protagonisti. In parte questo effetto è provocato anche dal doppiaggio, mentre dall’altra parte si torna ad una scrittura povera e poco pensata, che crea personaggi sterili e frutto di una banalizzazione del mondo contemporaneo. La critica di Celine Song non arriva al pubblico, troppo nascosta e mal interpretata dalla sceneggiatura e dai dialoghi. L’intento è chiaro, ma mal progettato.

Dal punto di vista tecnico Material Love utilizza delle ambientazioni e delle scenografie che ben si adattano al mondo dei protagonisti, passando dal lusso in cui Lucy e Harry vivono, alla povertà e precarietà di John. La fotografia luminosa e sfarzosa riflette la caoticità e la bellezza di una città come New York, mentre i movimenti di camera estremamente basici non conferiscono nessun guizzo creativo alla narrazione visiva.

Material Love è una pellicola che non lascia nulla allo spettatore, nè a livello di romanticismo, nè a livello di dramma. Celine Song ha voluto costruire una critica sociale alle relazioni contemporanee che, a causa di una scrittura superficiale e mal arrangiata, non arriva al bersaglio. I dialoghi artificiosi e la recitazione hanno contribuito a rendere il tutto un puro esercizio di stile e finzione, contando su una tecnica che risulta, tutto sommato, esteticamente piacevole.


Material Love, la nuova pellicola prodotta dalla A24 e diretta da Celine Song, arriva al cinema il 4 Settembre grazie a Eagle Pictures e Sony Pictures Italia. Ecco il trailer italiano del film:

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