Dopo il clamoroso successo della prima stagione, che ha debuttato su Netflix nel novembre del 2022 trasformando Jenna Ortega in un’icona globale, Mercoledì torna con una seconda stagione, questa volta distribuita in due parti. La prima parte, composta da quattro episodi, è disponibile su Netflix dal 6 agosto, mentre la seconda parte, anch’essa formata da quattro episodi, uscirà il 3 settembre 2025. Creata da Alfred Gough e Miles Millar, la serie vede il ritorno alla regia di Tim Burton, che firma il primo e il quarto episodio, affiancato da Gandja Monteiro e Paco Cabezas, già presenti nella prima stagione. Il cast principale conferma le presenze di Jenna Ortega nel ruolo di Mercoledì Addams, Emma Myers nei panni della coinquilina e amica Enid, Catherine Zeta-Jones e Luis Guzmán come Morticia e Gomez Addams, insieme a Hunter DoohanJoy SundayMoosa Mostafa e Georgie Farmer. A questi si aggiungono nuovi e importanti ingressi come: Steve BuscemiBillie Piper e Thandiwe Newton, che arricchiscono ulteriormente il mondo della Nevermore Academy. Grazie a Netflix abbiamo potuto vedere la prima parte della nuova stagione in anteprima e di seguito vi riportiamo il nostro parere.

Mercoledì Addams (Jenna Ortega) torna ad aggirarsi per i corridoi gotici della Nevermore Academy, dove l’attende una nuova serie di nemici e problemi. In questa stagione Mercoledì deve destreggiarsi tra famiglia, amici e vecchi avversari, per affrontare un altro anno di caos splendidamente oscuro e bizzarro. Armata della sua caratteristica arguzia tagliente e del suo fascino imperturbabile, Mercoledì si ritrova al centro di un nuovo agghiacciante mistero soprannaturale.

 A distanza di due anni dal debutto, Mercoledì torna con una seconda stagione che si presenta subito come un’evoluzione più matura, ambiziosa e stratificata rispetto alla prima. La decisione di Netflix di dividere la stagione in due parti – con i primi quattro episodi disponibili dal 6 agosto e i successivi in arrivo a settembre – non appare solo come una scelta commerciale, ma si rivela stranamente funzionale: questi primi quattro episodi costituiscono un arco narrativo compiuto, capace di raccontare una storia autonoma, pur gettando le basi per sviluppi futuri – al contrario di quanto già accaduto con produzioni precedenti come Bridgerton. Il mondo della Nevermore Academy si espande, si fa più oscuro e la serie mostra fin da subito l’intenzione di andare oltre la semplice formula teen-horror che aveva caratterizzato la prima stagione. Le atmosfere gotiche, sono qui riportate in modo più coerente, meno giocoso. In questo, la mano di Tim Burton, nuovamente dietro la macchina da presa per il primo e il quarto episodio, risulta essenziale: il suo tocco visivo, visionario e malinconico, restituisce alla serie quella coesione artistica che talvolta era mancata nella prima stagione.

Questa seconda stagione sembra rispondere a una doppia esigenza: rassicurare i fan della prima ora e provare a conquistare chi non aveva trovato nella prima stagione abbastanza profondità o coerenza. La serie abbandona in parte i toni da liceo gotico e l’ironia slapstick, puntando invece su una narrazione più cupa, più adulta e meno caricaturale. Il tema centrale sembra essere quello dell’identità: Mercoledì è sempre più divisa tra il desiderio di essere se stessa e il peso dell’essere un’Addams. Il rapporto con la famiglia, già accennato nella prima stagione, qui si fa più intenso e problematico. Le visioni, le ossessioni, ma anche i legami emotivi – spesso negati o repressi – contribuiscono a costruire un ritratto di adolescente fuori dal comune, ma profondamente umana. Anche gli altri personaggi, precedentemente funzionali alla trama, guadagnano maggiore tridimensionalità: Enid non è più solo l’amica solare e colorata, ma una figura che reclama spazi, autonomia e confronto, i genitori di Mercoledì escono da una funzione decorativa per diventare elementi centrali del conflitto.

Il cast si conferma all’altezza delle ambizioni della stagione. Jenna Ortega è nuovamente impeccabile: la sua Mercoledì ha perso ogni meccanicità iniziale e ora è pregna di sfumature e tensioni. Emma Myers, nel ruolo di Enid, ha finalmente l’opportunità di uscire dai margini: il suo percorso emotivo e la sua indipendenza narrativa la rendono una presenza importante, ben bilanciata rispetto alla protagonista. Ritornano anche Catherine Zeta-Jones e Luis Guzmán come Morticia e Gomez Addams, che trovano spazio in momenti chiave, con dialoghi più intensi e meno decorativi rispetto alla prima stagione. Tra i volti nuovi spicca Steve Buscemi, perfettamente a suo agio nei panni del Preside Barry Dort, un personaggio sfuggente e ambiguo, che sembra custodire molte delle chiavi del mistero. Billie Piper interpreta l’insegnante di musica della Nevermore Academy: Isadora Capri. Infine, Thandiwe Newton porta sullo schermo la Dr.ssa Fairburn direttrice dell’ospedale psichiatrico di Willow Hill.

La direzione artistica resta il vero fiore all’occhiello della serie. La messa in scena è curata nei minimi dettagli: la Nevermore Academy è ancora una volta un personaggio a sé, tra corridoi gotici, biblioteche polverose e ambienti decadenti. Anche gli esterni, immersi in nebbie costanti e paesaggi fuori dal tempo, contribuiscono a costruire un immaginario forte e riconoscibile. Il costume design conferma la sua iconicità: l’abbigliamento di Mercoledì – un misto di estetica vittoriana, punk e dark contemporaneo – continua a influenzare moda e cultura pop. Le musiche, curate da Chris Bacon con l’ormai iconico tema composto da Danny Elfamn, sono una miscela seducente di passato e presente. I temi originali si intrecciano a brani classici rielaborati e a hit contemporanee trasformate in arrangiamenti gotici. Anche le citazioni cinematografiche, come l’omaggio visivo alla Moglie di Frankenstein legato ad nuovo personaggio in particolare, sono numerose e raffinate, perfettamente inserite nel contesto narrativo.

Gli episodi di questa prima parte riescono a costruire un arco narrativo autonomo, evitando la frustrazione tipica di certe stagioni divise a metà. La tensione cresce in modo graduale, l’intreccio si sviluppa con coerenza e i pochi momenti filler non compromettono l’equilibrio generale. La sensazione è quella di assistere a un primo atto ben costruito, pronto a esplodere nella seconda metà già prevista per settembre. Il finale dell’episodio quattro apre nuove domande senza cancellare le risposte ottenute, dimostrando una solidità strutturale e narrativa rara in produzioni del genere. Inoltre, la terza stagione è già confermata, segno che gli showrunner hanno una chiara roadmap e una visione a lungo termine dell’universo narrativo.

Più cupa, più riflessiva, più coesa: la seconda stagione di Mercoledì segna un’evoluzione decisa e ben riuscita. Chi aveva apprezzato la prima troverà qui conferme raffinate; chi era rimasto perplesso potrebbe scoprire una nuova profondità, in una serie che non ha paura di crescere insieme al proprio pubblico.


La prima parte della seconda stagione di Mercoledì arriva su Netflix a partire dal 6 agosto. Ecco il trailer italiano della serie:

Lascia un commento