Nelle ultime ore Chloé Zhao, regista della pellicola tre volte premio Oscar Nomadland, è entrata di diritto nella storia del cinema divenendo la prima donna asiatica a vincere l’Academy Award come Miglior Regista. Tuttavia nel suo Paese natale la notizia non è stata praticamente diffusa. I maggiori organi di stampa insieme ai motori di ricerca più importanti hanno totalmente oscurato la notizia, con i censori della rete che si stanno comportando come se tutto questo non fosse mai accaduto.
La Zhao, seconda donna nella storia ad aver vinto un Oscar come Miglior Regista, ha ricevuto di tutta risposta una miriade di congratulazioni sui social media cinesi. Una volta saputo del suo netto trionfo lunedì mattina, nel giro di qualche ora tutti i commenti positivi sono stati cancellati. Le ricerche del suo nome sulle piattaforme Baidu e Sogou hanno generato dei link a proposito dei suoi vecchi successi. Tuttavia solo un numero decisamente esiguo di questi riguardava la sua vittoria alla cerimonia dei 93esimi Academy Awards.
L’emittente nazionale China Central Television, l’agenzia ufficiale Xinhua News e il portavoce del partito comunista non hanno rilasciato nulla a proposito dei rimarchevoli traguardi di Chloé Zhao. Due noti reporter hanno parlato al The Wall Street Journal degli ordini dati dal ministro della propaganda cinese circa il non dover dire nulla sulla regista.
Già quest’anno la Zhao è stata messa alla gogna online a causa di alcuni polemici commenti di quest’ultima sul proprio Paese, risalenti al 2013. Il ministro degli Esteri cinese ha negato la rimozione dei post a favore della regista. Questi ha testualmente affermato che non si trattava di argomentazioni diplomatiche.
La regista tuttavia subì già delle rappresaglie online dai social media cinesi già quest’anno dopo la vittoria ai Golden Globes a marzo. Il sentimento dei social media cinesi, inizialmente esultante per il successo della Zhao sulla scena mondiale, è diventato presto vero e proprio rancore dopo che alcuni utenti hanno diffuso un’intervista del 2013 per la rivista Filmmaker nella quale la regista fece riferimento alla Cina definendola un luogo “dove ci sono bugie ovunque.”
La Cina ha cercato a lungo il prestigio soft-power che segue a ruota premi come gli Oscar, il che rende particolarmente degno di nota il silenzio ufficiale intorno alla Zhao. Questa reticenza, alimentata dal Partito Comunista cinese, arriva in mezzo a un’ondata di nazionalismo sulle piattaforme digitali cinesi che ha portato a esplosioni di rabbia online tra gli altri verso il rivenditore di abbigliamento svedese Hennes & Mauritz AB, l’NBA e altri per dei cosiddetti insulti all’onore nazionale della Cina.
Nomadland, diretto da Chloé Zhao, ha come protagonista Frances McDormand. Il film ha trionfato agli ultimi premi Oscar, aggiudicandosi, oltre al premio per la Miglior Regista, anche le categorie di Miglior Film e di Miglior Attrice Protagonista. Potete leggere a seguire qui sotto la sinossi del film:
“Fern è una donna di sessantun anni che ha perso suo marito e tutta la sua vita precedente, dopo che la città mineraria in cui viveva è stata sostanzialmente dissolta. Ma durante il suo percorso, diventa più forte e trova una nuova vita. Fer
Fonte: The Wall Street Journal
















