In questa edizione del Festival di Venezia sono poche le produzioni americane e dai nomi altisonanti. In lista, però, effettivamente c’è un film che ha richiamato l’attenzione del pubblico e della critica quando è stato annunciato. Questo film è Pieces of a Woman. Oltre al sorprendente cast molto variegato l’attenzione era anche relativa al regista Kornél Mundruczó, qui al suo primo film internazionale dopo anni di carriere perlopiù europea. Con i suoi ultimi lavori, ossia White God – Sinfonia per Hagen e Una luna chiamata Europa, ha ottenuto un discreto successo. Successo che gli ha permesso di realizzare, appunto, Pieces of a Woman.

Questo ultimo lavoro di Mundruczó, che arriva a distanza di tre anni dal suo ultimo progetto, si dimostra essere la rampa di lancio definitiva del regista, che con questa produzione punta sicuramente a grandi premi internazionali visto il cast, il soggetto e quello che viene raccontato.

Pieces of a WomanPieces of a Woman ha come protagonisti Martha e Sean Carson, coppia di Boston in procinto di avere un bambino. La loro vita cambia irrimediabilmente durante il parto della donna, che avverrà in casa per mano di un’ostetrica confusa e agitata, successivamente accusata di negligenza criminale. Comincia così un’odissea lunga un anno per Martha, che deve sopportare il suo dolore e al contempo gestire le difficili relazioni con il marito e la dispotica madre. In tutto questo dovrà anche confrontarsi in tribunale con l’ostetrica, divenuta nel frattempo oggetto di pubblica denigrazione.

La pellicola parte con una scena molto forte che ha lasciato di stucco tutti i presenti in sala. Si tratta della scena del parto, girata in piano sequenza e della durata di ben 30 minuti. Innegabile che si tratti di un momento di cinema incredibile. Non si tratta di un esercizio di stile come può essere un film come 1917 di Sam Mendes. In questo caso la tecnica non c’entra: si vuole raccontare una storia nella maniera più veritiera possibile. Il mezzo per arrivare a tale obiettivo è, appunto, il piano sequenza, consentendo così al pubblico di non allontanarsi mai dai personaggi. Questa scena regala il primo momento davvero importante di recitazione della pellicola, dove possiamo vedere una grandiosa Vanessa Kirby che dona una prova ai limiti dell’ incredibile!

Tutto cambia dopo la scena del parto e si passa ad una seconda parte molto drammatica, dove vengono presentati in maniera soddisfacente tutti gli altri personaggi. Sean Carson, il marito, è interpretato da un Shia LaBeouf che continua a collezionare presenze in gran bei film negli ultimi anni e che fornisce un’ottima performance attoriale. C’è da dire che l’attore è aiutato da un personaggio scritto benissimo e che dà l’impressione di essere tridimensionale già sulla carta della sceneggiatura. Elizabeth, madre del personaggio della Kirby, invece, è interpretata dalla grande Ellen Burstyn in un ruolo che la farà sicuramente  essere in lizza fino all’ultimo per l’Oscar come miglior attrice non protagonista. Menzione speciale per le parti minori ma comunque importanti di Sarah Snook, Molly Parker e Benny Safdie (il regista e attore di Good Time e Diamanti Grezzi).

Tutto il film segue la protagonista che, lentamente, impazzisce per la traumatica perdita del figlio. Il regista la pone spesso davanti ad altri bambini, per testimoniare la sua voglia, spezzata, di maternità. Scelta interessante quella di riversare il desiderio di avere un bambino nella necessità, ovviamente metaforica, di mele: Martha comprerà continuamente mele su mele, facendo crescere i semi dentro un frigorifero. La dinamica è ovviamente da leggere come un rimando ad una situazione in cui una madre si prende cura e fa cresce il proprio figlio.

I rapporto che si creano tra i personaggi della Kirby, di LaBeouf e della Burstyn sono gli elementi per cui maggiormente vale la pena vedere questo film, essendo questo ricco di bellissimi dialoghi che fanno scontrare ben più di una volta una Martha devastata con le persone che ama di più.

Senza addentrarci più nella trama e nei particolari, possiamo sostanzialmente dire che Pieces of a Woman è uno dei film in concorso più belli visti per ora a Venezia 77 e tra i più interessanti e emotivamente emozionanti visti di recente in generale. La storia pungente farà impazzire gli spettatori che avranno modo di vederlo, sperando che possano essere in tanti.


Di seguito potete visionare una clip di Pieces of Woman:

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