Una delle saghe sci-fi horror più famose e amate continua il suo corso con una nuova pellicola diretta da Dan Trachtenberg, Predator: Badlands. Si tratta di un capitolo ambientato nel futuro, dove il Predator è il protagonista, catapultato in un pianeta ostile e sconosciuto. Nel cast troviamo Elle Fanning, in un doppio ruolo, e Dimitrius Koloamatangi. Il film è in uscita oggi 6 Novembre nelle sale cinematografiche, distribuito da Walt Disney Company e 20th Century Fox.

La trama di Predator: Badlands segue Dek, un giovane Yautja (Predator) escluso dal suo clan perché considerato debole, che cerca di dimostrare il suo valore su un pianeta ostile, Genna, dando la caccia a un predatore leggendario chiamato Kalisk. Lungo il percorso, stringe un’alleanza con Thia, un’intelligenza artificiale della Weyland-Yutani rimasta senza gambe dopo un incidente, e insieme i due emarginati imparano a fidarsi l’uno dell’altra per sopravvivere e affrontare minacce letali.

Predator: Badlands catapulta lo spettatore nel futuro, in un viaggio in un pianeta e in una terra ostile, dove lo Yautja, Dek, ha una missione: uccidere il Kalisk e portare un trofeo al suo clan. Trachtenberg racconta una storia che di horror ha veramente molto poco, allontanandosi dall’idea di base della saga originale, dove la caccia e il terrore contraddistinguevano la creatura famelica. Questo nuovo capitolo vira molto di più sull’aspetto avventura ed action, creando una storia che è colma di combattimenti adrenalinici, ma poca tensione sia visiva che narrativa, andando, a poco a poco, ad annoiare lo spettatore. La regia e il comparto creativo hanno realizzato una terra desolata, abitata da strane creature e da sintetici, giunti lì per fare ricerche. Dal punto di vista tecnico la realizzazione risulta ben fatta, soprattutto per quanto riguarda la CGI, ad esclusione del design del Predator che sembra peggiorato rispetto ai precedenti film.

L’opera presenta un lato più umano del Predator, che cozza con ciò che sta nell’immaginario della creatura, scadendo nel sentimentalismo e sfiorando di molto il ridicolo. Risulta necessario un plauso per Elle Fanning, che interpreta qui due ruoli agli antipodi: da una parte abbiamo il sintetico Thia, giovane e entusiasta, dotata di emozioni, che riesce ad empatizzare pienamente con Dek; dall’altra troviamo Tessa, sua sorella, un’intelligenza artificiale fredda e calcolatrice che ha come unico scopo la riuscita della missione, ad ogni costo. Nel cast anche Dimitrius Koloamatangi che si nasconde dietro il volto del Predator e che da vita ad un personaggio che, inizialmente, risulta circondato da un enorme muro, che poi i suoi compagni di viaggio saranno capaci di distruggere. Non vi è la presenza di umani, ma solo creature in CGI e sintetici che popolano il pianeta Genna.

Se il pubblico si aspettava il classico Predator ne rimarrà deluso. La storia segue il classico viaggio dell’eroe, dove il protagonista parte da una posizione di freddezza e diffidenza, dato anche dal suo essere un predatore e un cacciatore naturale, per poi trasformarsi in una missione di salvataggio in cui Dek mostra totalmente il suo lato umano. Il suo essere, dunque, viene totalmente snaturato ai fini di far nascere una creatura con cui lo spettatore possa empatizzare, rendendo ora il predatore una preda. Ad acuire il senso di straniamento interviene la sceneggiatura e i dialoghi che, prendendo evidentemente come punto di partenza l’universo Marvel e non solo, si basano su una comicità che stona con l’atmosfera tesa, fino a distruggerla completamente. Il Predator ne esce non solo emotivo, ma anche ridicolizzato. 

Il regista con Predator: Badlands ha voluto concentrarsi ed esplorare maggiormente la cultura degli Yautja e questo aspetto è probabilmente quello più interessante rispetto al resto della narrazione. Attraverso i dialoghi e i combattimenti, lo spettatore entra nella mentalità di Dek, conosce alcune usanze e pensieri e si interfaccia maggiormente con quelle che sono le credenze del clan, approfondendo un’etica già anticipata in Prey. Il protagonista, che il pubblico ha sempre visto in ombra, ora vive alla luce del sole, a tutto schermo continuamente. Senz’altro un punto di vista interessante, che porta aria fresca alla tematica, portando alla luce aspetti inesplorati. Tuttavia, l’opera manca di tensione e suspance, in un clima che risulta molto più avventuroso e action, rispetto all’originale idea che vedeva unirsi sci-fi e horror.

Predator: Badlands è una pellicola che sembra cambiare totalmente genere, abbandonando l’atmosfera tesa dell’horror sci-fi e abbracciando l’avventura e l’action, in un contesto che vuole analizzare e studiare il Predator, mostrando anche il lato umano di quest’ultimo, ma riempiendo il tutto di una comicità da blockbuster a tema eroi che si amalgama male con il contesto. La mancanza di suspance è ben evidente e anche i combattimenti presenti non risultano accattivanti e coinvolgenti, mentre la narrazione si concentra molto sull’esplorazione della cultura degli Yautja. Ottimo il cast, con una Elle Fanning che spicca in un doppio ruolo non facile.


Predator: Badlands, il nuovo film della saga sci-fi horror, è al cinema da oggi 6 Novembre con Walt Disney Company e 20th Century Fox. Ecco il trailer italiano:

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