Ray Fisher non sarà più Cyborg: lo sfogo dell’attore

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Ray Fisher

Ray Fisher ha annunciato che Warner Bros. ha preso la decisione di mettere da parte il personaggio di Cyborg, che dunque non farà parte di The Flash, diretto da Andy Muschietti e interpretato da Ezra Miller.

Non è un segreto che negli ultimi mesi c’è stata una certa tensione tra l’attore, il suo entourage e lo studio di produzione. La causa scatenante è da ritrovarsi nelle accuse di Ray Fisher nei confronti di Joss Whedon e Geoff Johns, additati di aver assunto comportamenti abusivi sul set di Justice League. Warner Bros. ha anche deciso di iniziare una serie di indagini sui fatti accaduti, ma Fisher ha sempre pensato che si trattasse più che altro di una manovra di facciata per dimostrare una presunta attenzione degli studios per la vicenda.

A farne le spese, come si poteva facilmente immaginare sin dall’inizio, è stato proprio l’attore: il suo personaggio è stato infatti rimosso dal DC Extended Universe, o perlomeno ciò che ne è rimasto. Cyborg avrebbe dovuto ricoprire un ruolo importante in The Flash, ma a quanto pare le cose sono destinate a cambiare.

Non l’ha presa bene, ovviamente, il diretto interessato, che su Twitter ha pubblicato una lettera dai toni molto forti in cui, sostanzialmente, si dichiara in forte disaccordo con la decisione di Warner, ma non per questo sospeso.

Di seguito, la traduzione dei passi più importanti delle parole di Ray Fisher:

Ho ricevuto una conferma ufficiale da parte di Warner Bros. Pictures, che ha deciso di rimuovermi dal cast di The Flash.

Dissento fortemente dalla decisione, ma non ne sono sorpreso.

Nonostante ciò che si creda, il coinvolgimento di Cyborg nel film era molto più ampio di un semplice cameo, e mentre mi rammarico per l’opportunità persa di riportare Victor Stone sul grande schermo, mi rendo conto che rendere tutti consapevoli delle azioni di Walter Hamada è in realtà un contributo ben più grande al nostro mondo.

Il 30 dicembre 2020 ho reso chiaro che non avrei potuto, in maniera del tutto consapevole, prender parte a qualsiasi produzione associata al corrente presidente di DC Films, Walter Hamada.

Le ragioni dietro questa presa di posizione sono le seguenti:
1) Il tentativo di Walter di minare le indagini su Justice League per proteggere il suo amico, ed ex co-presidente, Geoff Johns;
2) Il Tentativo di Walter di proteggersi contribuendo a spargere pubblicamente bugie e false informazioni su di me e sulle indagini su Justice League in un comunicato di Warner Bros. Pictures a The Wrap, datato 4 settembre 2020.

Tenetelo presente, Walter Hamada che interferisce con le indagini è un problema completamente separato rispetto alle indagini stesse. Il comportamento di Walter non era sotto lente d’ingrandimento, ma le sue azioni pericolose durante le stesse devono essere prese in esame.

Il 7 luglio 2020, durante una chiamata durata 57 minuti con Walter, ho cercato più volte di convincerlo delle mie avvisaglie sui comportamenti di Joss Whedon, Geoff Johns e Jon Berg.

Piuttosto che fare ciò che gli avevo chiesto, Walter ha deciso di denigrare Joss Whedon e Jon Berg, per proteggere e coprire Geoff Johns. Quando allora gli feci notare che Geoff era, in effetti, una delle cause principali delle situazioni verificatesi, tra cui palese razzismo, walter ha provato, senza successo, di farmi rivelare i nomi di altri testimoni che avrebbero potuto muovere a Geoff le stesse accuse. Poi ha anche cercato di smentire alcune delle mie parole sulla base delle sue esperienze lavorative e relazioni personali con Geoff.

[…]

Nonostante i tentativi di Walter, le indagini su Justice League sono riuscite ad esporre il comportamento razzista, coercitivo, discriminatorio e abusivo di Geoff Johns. Inoltre, hanno portato anche all’immediata interruzione dei rapporti tra WarnerMedia e JOss Whedon.

Forse sarebbe stato legalmente e finanziariamente più sicuro lasciare che Geoff Johns venisse messo da parte gradualmente, o che Joss Whedon “abbandonasse” il suo stesso progetto, ma non condivido queste responsabilità.

Queste sono, e sono state, le mie responsabilità:
1) Provare a proteggere tutti quelli che sono stati abbastanza coraggiosi da prestare la loro voce alle indagini per Justice League.
2) Usare il poco potere che ho per assicurarmi che i comportamenti assunti sul posto di lavoro durante le riprese aggiuntive di Justice League non accadano mai più.

Nessuno, in qualsiasi professione, dovrebbe discutere con i suoi dipendenti per accuse di abusi, razzismo o discriminazione per favorire la catena di comando. E nessuno, in nessuna posizione di leadership, dovrebbe cercare di dissuadere coloro i quali desiderano fare rapporto dal farlo.

[…]

E se il prezzo da pagare, per aver portato consapevolezza e responsabilità per le azioni di Walter Hamada, è la fine del mio tempo nel ruolo di Cyborg, allora lo pago con piacere.

Come si può leggere, dunque, le parole di Ray Fisher sono state estremamente dure nei confronti del presidente di DC Films. Adesso non resta che attendere l’eventuale risposta dello stesso Walter Hamada o di Warner Bros. Pictures.

Fonte: Twitter

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