[Recensione] American Gods 1×04 – Git Gone

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Dopo il colpo di scena della scorsa puntata potevamo riprendere da lì? Ma certo che no, tu sia maledetto Fuller!

I fan del romanzo sicuramente avranno di che discutere anche di questa puntata, che si concentra sul caratterizzare la defunta, moglie di Shadow(Ricky Whittle), interpretata da Emily Browning. Git Gone, infatti aggiunge ulteriore complessità alla relazione tra i due, ammantandola di una oscurità solo percepita nel romanzo di Neil Gaiman.
L’episodio torna ad anni prima, all’incontro tra Shadow e Laura(Emily Browning), sua moglie. La puntata dunque si concentra sulla vita dei due giovani innamorati, ma nulla è mai come sembra con Gaiman e specialmente con Fuller. Finalmente veniamo a conoscere il motivo che ha portato Shadow in galera e cosa è successo nel suo periodo da galeotto alla fedele e “amorosa” , Laura Moon fino alla sua morte. Sarà proprio la morte, che come ci ha insegnato American Gods , è un altro percorso , a far mettere il carburatore alla puntata. La donna alla morte sarà condotta da Anubi(Chris Obi) , ma Laura non ha mai creduto in nulla nella sua vita, quindi dopo c’è solo il nulla , sarà in quel momento che una forza inspiegabile la riporterà al mondo dei vivi e la condurrà dal suo “amato”, Shadow , in tempo per salvarlo. Anubi però non ha finito con lei, infatti nel tentativo di raggiungere il marito , Laura viene fermata da due uomini, Mr. Ibis(Demore Barnes) e Mr. Jacquel, che la portano al loro servizio di pompe funebri(ricordatevelo bene gente), dove l’abile Mr Jacquel, che altri non è che il dio sciacallo Anubi , la aiuterà , per adempiere al suo destino ossia proteggere Shadow.

Git Gone quindi risulta essere una puntata intimista ma che si rivela anche importante ai fini della trama generale. Quella che doveva essere una puntata più intimista, anche con Fuller dietro diventa importante ai fini della comprensione generale della storia.

La puntata ancora non si capisce ma sarà propedeutica per lo sviluppo futuro della storia e per comprendere al meglio le scelte di Laura. Il personaggio descritto ne esce come una persona profondamente sola, vuota nell’animo ed incapace di provare veri sentimenti , questo è in totale contrapposizione con Shadow che è capace di provare forti sentimenti e vivere di solo quelli. Laura si fa passare la vita addosso, non vive , vede gli altri vivere, quindi assume ancora di più un significato ironico il fatto che nella morte, abbia trovato il suo scopo, uno scopo se vogliamo che il destino stesso le ha fornito o anche la “fortuna”.

Questa scena è un tripudio di sangue e scarnificazione di tessuti, neanche nei miei incubi riuscirei a concepire qualcosa del genere.

Emily Browning, nel ruolo di Laura Moon è stata assolutamente convincente, lo sguardo spesso vuoto e perduto nel vuoto che l’attrice assume comunica il senso di solitudine provato dal personaggio, che viene portato quasi solamente a scelte egoistiche.

Ammetto che non sono ancora riuscito a farmi un’idea di questa puntata, l’ho trovata come al solito registicamente e tecnicamente ben composta, ma forse troppo dilatata nella parte iniziale, ma la puntata è così complessa e drammatica che senza quella costruzione lenta del personaggio nella prima mezz’ora(perché ricordiamo che per ora è sempre stato molto in disparte)probabilmente la parte successiva non avrebbe avuto lo stesso impatto.

Regia e fotografia sempre di grande impatto, il sangue, la crudezza delle scene messe di fronte allo spettatore sono sempre più “oscure” con il procedere della storia, a parte quegli sprazzi di luce “passata” e neon rossi.

Ora non mi dilungherò ulteriormente elogiando cose che chi ormai conosce il team creativo dietro la serie sa, posso solo dire che anche questa settimana ho avuto la mia dose di inquietanti “Dei Americani” e che se non state vedendo questa serie vi state perdendo un capolavoro televisivo.