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[Recensione]Barriere di Denzel Washington – Il dovere di una madre

  • di Luca Brindani
  • 24 Febbraio 2017
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Premessa: la review contiene opinioni personali e non si sofferma neanche troppo sulla parte tecnica del film, non sono un’esperto ma un semplice appassionato.

Buona lettura! 


Barriere (Titolo Originale Fences) è un film del 2016 diretto da Denzel Washington che lo vede recitare anche da protagonista insieme a Viola Davis che interpreta Rose. Il film è  un adattamento cinematografico dell’omonima opera teatrale di August Wilson.

Troy Maxson(Denzel Washington) è un netturbino di Pittsburgh, vive insieme alla moglie Rose(Viola Davis) e al figlio più giovane, Cory(Joyan Adepo). Troy però non è il tipico padre Afroamericano di una periferia, no, non è amorevole, sa cos’è il dovere e l’impegno ma si trova imprigionato nella sua stessa concezione ,apparendo così rigido e irreprensibile, nonostante anche lui da giovane abbia fatto i suoi sbagli e continua a farne.

Troy infatti non aiuta in nulla i suoi figli se non gli viene una sorta di “tornaconto”,sarà estremamente contrario alla decisione del più piccolo di tentare la strada del football e non sarà nemmeno convinto quando si tratta di aiutare, Lyons(Russel Hornsby), il suo figlio più grande.  Troy nutre compassione nei confronti del fratello Gabe, che cerca sempre di tirare fuori dai guai e che tenta di salvaguardare in ogni modo facendo spesso sentire la voce grossa alla moglie quando si parla della questione internamento.

Il film è lento nella prima ora in cui vengono tratteggiati i personaggi e in cui scopriamo gli antefatti che porteranno a tutto quello che accade nella parte più corposa del film, ossia quella centrale.

Mi piace molto quando mi riferisco al film citare una frase detta dall’amico del personaggio di Denzel Washington, Jim Bono(Stephen Henderson) relativamente appunto alla staccionata(Fence in Inglese), da cui deriva il titolo della pellicola.

“Le Staccionate sono fatte per due motivi amico mio, tenere le persone fuori o tenere le persone dentro. Rose sta cercando di tenervi uniti, ecco a cosa le serve.”

Probabilmente la recensione potrebbe tranquillamente finire qui,ho espresso con una sola frase il contenuto del mio discorso, ma ci sarebbero ulteriori punti da chiarire quindi andiamo avanti.

Gli ambienti in un film così spesso sono importanti e anche qui lo sono, ma non sono tantissimi e sopratutto non sono enormi ,qui infatti richiamano molto il teatro dove per mancanza di tempo, soldi e per rendere più agevole la rappresentazione spesso sono 4/5 non di più lasciando quindi all’immaginazione, alla musica e alla performance degli attori il compito di rendere memorabile il risultato finale.

E qui secondo me arriviamo al punto di maggior pregio del film ossia la recitazione, Washington e la Davis sono stati bravissimi nei loro rispettivi ruoli, hanno incarnato benissimo gli archetipi di questa famiglia e lo hanno fatto con convinzione e forza trascinante. Troy risulta essere vero sopratutto grazie al portamento stanco e disilluso reso su schermo da Denzel Washington che in ogni suo movimento anche il più sciatto lo rende un essere umano reale ,Rose invece è vitale,  gentile, ogni mano tesa dalla Davis è una mano tesa alla famiglia, al marito e allo spettatore che si trova molto più in sintonia con lei che con il personaggio che dovrebbe essere il protagonista ossia Troy. Per questo sono pienamente convinto che senza di lei la pellicola non avrebbe avuto lo stesso effetto sopratutto alla luce di tante splendide pellicole uscite nell’ultimo anno che dimostravano di ben saperci fare ma che cadevano poi ognuna su punti diversi.

La regia non brilla anzi è molto lineare e scorrevole, si riesce benissimo a seguire tutte le vicende e ci sono anche alcuni giochi come la visione dei protagonisti che discutono attraverso una recinzione, una barriera, quando fino al momento prima parlavano faccia a faccia, ma non sono loro ad essere spostati quanto il punto di vista.

Insomma in definitiva Barriere è un film interessante che si guarda sopratutto per l’interpretazione di due mostri come Denzel Washington e Viola Davis, probabilmente tolti loro non si sarebbe parlato più di tanto di questa pellicola ma per fortuna non abbiamo perso due grandi performance e abbiamo guadagnato un film non indimenticabile ma di pregio.

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