May 21, 2019
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  • [Recensione] – Hell or High Water di David Mackenzie 

[Recensione] – Hell or High Water di David Mackenzie 

  • di Marcello Martinotti
  • 25 Febbraio 2017
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Quando ascoltai le Nomination agli oscar 2017 rimasi molto sorpreso di vedere questa pellicola aggiudicarsi addirittura 4 candidature. Però già dopo i primi minuti della pellicola mi resi subito conto che probabilmente ero difronte ad uno dei migliori film del 2016. Hell or High Water ha sicuramente l’impronta di alcuni cult movie, di quei film è rimasto solo il copricapo classico, il cappello a curva indossato da alcuni protagonisti. Il film però è puramente attuale.

Una rapina in banca, un inseguimento senza fine. La pellicola ruota attorno da una parte a due fratelli alle prese con un’ingiustizia che proviene dal mondo bancario, che vuole in qualche modo privare la loro famiglia del ranch appartenente al padre e dall’altra parte ad uno sceriffo che, assieme al suo collega, cerca di indagare sul furto avvenuto di recente, scovando le tracce rinvenute sulle scene con l’obbiettivo di anticipare le mosse dei due ragazzi e acciuffarli prima che questi commettano un altro furto.

Hell or High Water vanta sicuramente un cast di attori calati perfettamente nella parte. Jeff Bridges è perfetto nei panni di un uomo di legge del sud e Ben Foster da prova di essere un attore abilissimo. La vera sorpresa del cast rimane però Chris Pine che da sfoggio di tutta la sua incredibile qualità in quella che è una delle sue migliori interpretazione, se non addirittura la migliore in assoluto. Il vero protagonista di Hell or High Water è il Texas. Con i suoi paesaggi sconfinati, lande desolate punteggiate di tanto in tanto da cittadine formate da un pugno di case e un incrocio, con i cartelli che pubblicizzano prestiti e leasing, con i suoi abitanti dai lunghi baffi e i cappelli da cowboy, con i pick-up e le armi sempre in mano, con quel senso di giustizia fai da te e le tavole calde che servono solo bistecca e patate.

Quello che colpisce di questa pellicola è la forza dei suoi personaggi, che si muovono con estrema decisione diritti verso la meta, senza mai guardarsi indietro. Tutti vogliono giustizia, chi con metodi legali, chi con metodi poco ortodossi. I due fratelli desiderano i soldi strappati alla loro famiglia dalla banca, che aveva tra le mani le sorti del ranch. Marcus e Alberto esigono invece che quel territorio colpito torni all’ordine, visto che solo recentemente è stato oggetto di atti criminali e spregiudicati. David Mackenzie, sceneggiatore di Sicario di Denis Villeneuve, li pone sullo stesso piano, osservando le loro gesta senza pregiudizio. Manca poco al pensionamento del poliziotto, così come è a un passo decisivo la missione che i due ragazzi si sono prefissati di compiere. Ma basta una scelta, un errore, e tutto si dissolve. Come i soldi, un valore futile condiviso da tutti ma che distoglie lo sguardo da ideali più nobili. Hell or High Water è anche una critica alla società americana che vede nel denaro l’unico vero principio di sopravvivenza.

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