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[Recensione] La Notte dell’Oliva, Il Baffo arriva su carta

  • da Luca Vania Tulumello
  • 26 ottobre 2017
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Giulio Mosca un giorno creò Il Baffo, come recita la biografia del personaggio stesso, adesso il baffo approda su carta dopo il grande successo riscosso online su Facebook. La Notte dell’Oliva è una graphic novel, opera prima di Giulio Mosca e pubblicata in Italia da ManFont in occasione del Lucca Comics & Games 2017. Il romanzo grafico racconta l’avventura onirica di un protagonista simile a tanti cosìdetti millennials. Il Baffo è lì disteso sul divano a fare nulla, quando viene invitato a rompere quella apparentemente odiata ma sexy routine per uscire di casa ed entrare nel mondo reale. Una volta giunto al pub con l’amico, il Baffo si immerge (letteralmente) in un drink con oliva e lascia andare i pensieri a briglia sciolta, in un’avventura all’interno della sua anima. L’avventura in questione è il trip del Baffo attraverso il suo Io, rappresentato per l’occasione dalle diverse parti del suo corpo (piedi, genitali, viscere, cuore, cervello e pupilla), attraverso le quali il protagonista confronterà se stesso e arriverà alla consapevolezza ultima della sua esistenza nel finale.

Nell’opera, tanto il protagonista quanto l’autore passano da uno stato di calma e stasi iniziali ad uno di caos e incertezza. Il Baffo infatti metterà in discussione se stesso attraverso il proprio viaggio, mentre l’autore passa dalla comodità delle vignette online al rischio della pubblicazione in libreria, decisamente più impegnativa e economicamente pericolosa. Ed è proprio quì che a nostro parere risiede una delle principali criticità dell’opera.

Giulio Mosca e Il Baffo fanno parte di tutta quella schiera di autori di fumetti nati negli ultimi anni su Facebook, che si sono guadagnati le grazie del pubblico con pubblicazioni a cadenza più o meno regolare sulle loro pagine. Da Sio a Labadessa passando per Daniel Cuello, questi autori si trovano più che a loro agio sulle vignette o le strisce che hanno immediata comprensibilità e fruibilità da parte del pubblico e solo in pochi riescono a trasferire il loro talento su un’opera ben più complessa come una graphic novel (vedi Giacomo Bevilacqua o Zerocalcare). Il Baffo in particolare, è riuscito solo in minima parte nell’impresa secondo noi.

Leggendo La notte dell’oliva s’intuisce in maniera molto semplice la mancanza di argomenti, da parte dell’autore, sui quali poggiare le fondamenta dell’opera. Senza voler assolutamente pensare male, pare che all’autore sia stata proposta l’idea di fare una graphic novel e che lui l’abbia colta al volo, senza che questa nascesse dal bisogno profondo di raccontare qualcosa, che poi è alla base di ogni opera d’arte che sia veramente tale.

Dal punto di vista prettamente fumettistico poi, l’opera è eretta su fondamenta esili, come detto prima, ed tenuta insieme da un impianto narrativo debole tanto quanto il suo storytelling e la sua regia. Nemmeno i dialoghi possono considerarsi pienamente riusciti, risultano in più occasioni dei botta e risposta troppo elementari e freddi rispetto al contesto adulto e realistico nel quale sono calati.

Per quanto riguarda il comparto grafico invece, i disegni sono certamente godibili, merito anche e sopratutto di un’impaginazione d’effetto e dell’uso di una buona palette di colori, tutti vertenti sul rosso e sul blu. Resta la macchia non indifferente della regia poco coinvolgente, ma essa non risulta mai veramente confusa e in oltre si tratta pur sempre di un’opera prima, su cui è possibile dunque chiudere un’occhio.

Noi di RedCapes non abbiamo voluto giocare a trovare le immagini usate come riferimento nel fumetto, crediamo non sarebbe stato un giusto criterio per il giudizio finale, ma ci sentiamo comunque in dovere, parlando della parte puramente grafica dell’opera, di segnalare l’uso più che massiccio di reference forografiche fatto dall’autore per le sue vignette online. Chiaramente, se questo espediente dovesse essere stato usato anche quì comprometterebbe non poco l’originalità dei disegni e renderebbe assolutamente negativo un lato dell’opera che ora come ora invece consideriamo tutto sommato positivo.

In definitiva La Notte dell’Oliva è a tutti gli effetti un fumetto debole e pretenzioso, un’opera certamente interessante ma povera di contenuti, il cui lato artistico, seppur non privo di difetti è una delle poche cose buone riscontrabili in essa. La Notte dell’Oliva di Giulio Mosca è probabilmente e più di ogni altra cosa però una grande occasione sprecata. Si sarebbe potuto raccontare tanto e si sarebbe potuto raccontare nulla, ma certamente si poteva raccontare meglio.

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