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La PRofezia dell'armadillo

[Recensione] La Profezia Dell’Armadillo – La leggerezza raccontata da Zerocalcare

  • da Luca Vania Tulumello
  • 13 settembre 2018
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“Si chiama profezia dell’armadillo qualsiasi previsione ottimistica fondata su elementi soggettivi e irrazionali spacciati per logici, destinata ad alimentare delusione, frustrazione e rimpianti, nei secoli dei secoli. Amen”

Più che una profezia, quella dell’armadillo scritta sopra sembra una specie di precisa definizione scientifica, come se effettivamente una volta scatenati quei misunderstanding non si tornasse più indietro e partisse nella nostra mente sempre la stessa serie di idee ottimistiche destinate ad infrangersi tutte allo stesso modo. Certo, quella dell’armadillo e di Zerocalcare è un’esagerazione, ma chi vi scrive scommette che almeno una volta nella vita, tutti abbiamo più o meno provato sensazioni simili a quelle descritte dalla profezia, sensazioni semplici, comuni un pò a tutti dunque, e forse anche banali in una certa misura, ma che proprio per tali aspetti sono tra le sensazioni più difficili in assoluto da descrivere e narrare. È infatti questo straordinario racconto della semplicità la chiave di lettura de La Profezia Dell’Armadillo, vera e propria opera prima del noto autore romano Zerocalcare, uscito dapprima autoprodotto e per BAO Publishing nel 2011.

Zero è un fumettista di Rebibbia (Roma) di 27 anni che divide la sua giornata tipo tra autoproduzioni di fumetti, disegni per gruppi punk-rock locali, conversazioni con il suo Amico Armadillo immaginario (Grillo parlante 2.0 e rappresentazione della coscienza del protagonista), lezioni private di francese che impartisce a ragazzini delle medie e tante serie tv. La sua vita è pressappoco la stessa dei suoi coetanei, e più in generale quella dei misfits di un’intera generazione, quella degli anni 80, che alla soglia dei trent’anni si ritrova piena di insicurezze, imperfezioni, nostalgia e sopratutto quello strano senso di inadeguatezza che non si riesce bene a spiegare, ma che si avverte essere indissolubilmente legato a questo preciso momento storico. Le giornate di Zero, vero mezzo narrativo che Michele Rech (in arte Zerocalcare) utilizza per raccontare la sua storia e caratterizzate da eventi o situazioni più o meno bizzarre sono d’un tratto scosse da una terribile notizia. Camille, un’amica d’infanzia di Zero e suo primo amore adolescenziale è morta. L’impatto della notizia è il Leitmotiv del romanzo grafico.

La narrazione, come scritto già sopra è strutturata attraverso il racconto di giornate, situazioni o eventi sia del presente che del passato di Zero, Camille, Secco e Greta. L’impianto narrativo così strutturato da Zerocalcare è squisitamente carico di nostalgia, nostalgia vera attenzione, non quella dei fenomeni della 80’s fever alla Stranger Things o della Vaporwave, ma di quel genuino sentimento vicino alla tristezza ma con l’aggravante peso della consapevolezza che ciò che è passato, per qualunque sia il motivo, non tornerà mai più.

Attraverso i capitoli del libro l’autore è poi abilissimo nel portare avanti non solo due trame, ma due distinti significati per le sue storie. Se da una parte i flashback ci raccontano della tristezza e della nostalgia, dall’altra gli eventi del presente del protagonista alter-ego dell’autore ci raccontano del difficilissimo rapporto che egli ha con la morte, del superamento del lutto e della forza che possiedono i legami tra le persone.

Dal momento poi che Zerocalcare è un artista decisamente non comune, il fumetto è ottimo anche da un punto di vista più prettamente grafico. La regia è sempre pulita sia nelle scene realistiche che in scene oniriche o fantastiche. va in oltre sottolineato come oltre la regia delle vignette, anche la struttura delle tavole sia sempre in grado di accogliere il lettore senza mai creare un minimo di confusione, complici anche i disegni puliti ma dal tratto selvaggio e solo apparentemente grezzo di Zerocalcare. L’edizione a colori del fumetto, sempre edite da Bao, sono letteralmente uno spettacolo pop, dove l’autore ha potuto sfoderare tutta la sua palette di colori pastello per impreziosire un fumetto davvero straordinario.

Sono pochi gli autori capaci di raccontare la felicità e farlo bene e senza annoiare e Zerocalcare è decisamente uno di loro. La Profezia Dell’Armadillo è un fumetto che nonostante la non troppo datata pubblicazione è già considerabile e considerato un classico del fumetto italiano, un opera che contiene in un solo volume gran parte della poetica del suo autore e dei temi a lui più vicini, oltre ad essere un opera prima già matura e perfettamente riuscita, che segna l’entrata prepotente di Zerocalcare e di tutti i suoi personaggi tipici e ricorrenti (Armadillo, Lady Cocca, il Mammoth di Rebibbia, il leone del coraggio, ecc…) nel panorama del fumetto autoriale italiano.

La Profezia Dell'Armadillo

Instant classic e capolavoro di Zerocalcare che racconta la nostalgia, le incertezze e il superamento di un doloroso lutto di Zero, alter-ego dell'autore e protagonista del fumetto.
10
Straordinario
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