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[Recensione] Philip K. Dick’s Electric Dreams Stagione 1 – Fanta-distopia

  • di Luca Brindani
  • 17 Febbraio 2018
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Il 12 Gennaio è stata rilasciata su Amazon Prime Video, la prima stagione di Philip K. Dick’s Electric Dreams, serie antologica che adatta per la televisione 10 racconti di uno dei padri della fantascienza.

Philip K. Dick's Electric DreamsI 10 episodi che compongono la prima stagione della serie sono ispirati dai racconti: Il fabbricante di cappucci ( Episodio 1×01 Channel 4, Episodio 1×05 Amazon),Il pianeta impossibile (1×02 Channel 4, 1×08 Amazon), Il pendolare (1×03 Channel 4, 1×09 Amazon), Vendete e moltiplicatevi (1×04 Channel 4, 1×04 Amazon), Un pezzo da museo (1×05 Channel 4, 1×01 Amazon), Umano è (1×06 Channel 4, 1×03 Amazon), L’impiccato (1×07 Channel 4, 1×10 Amazon), Autofac (1×08 Channel 4, 1×02 Amazon), Foster, sei tu (1×09 Channel 4, 1×06 Amazon), La cosa–padre (1×10 Channel 4, 1×07 Amazon).

Ve lo diciamo subito, lo stampo della serie non è affatto originale. Fa parte di quel filone dell’ultimo paio d’anni che cerca insistentemente di replicare l’effetto mediatico Black Mirror, ossia una fantascienza distopica che affronta tematiche per noi attuali, sfruttando dei finali non positivi fonte di momenti disturbanti per lo spettatore. C’è tanto di cui parlare, approfondiremo questa tematica in un altro articolo. Ma cosa più importante ora, Electric Dreams riesce a sortire lo stesso effetto? Dipende.

Philip K. Dick's Electric DreamsElectric Dreams è stato erroneamente descritto più volte come una serie antologica sulle distopie, il che è lievemente inesatto in quanto i racconti distopici di Dick, per quanto tra i più affascinanti del suo operato, non costituiscono neanche un quarto della sua produzione, e neanche metà delle storie di questa stagione.

Dato che sono varie le storie rappresentate in questa stagione non si può fare un discorso singolo, in quanto sarebbe complesso e lungo, ma possiamo ragionare invece sulle strade percorse dagli showrunner. Ronald D. Moore (Battlestar Galactica) e Michael Dinner hanno compiuto  un discreto lavoro dal punto di vista dell’adattamento e della sceneggiatura, il duo ha praticamente rappresentato, dove possibile e in modo coerente con lo sviluppo che aveva il racconto, ogni storia presente in questa prima stagione, cercando di rimanere sempre fedele all’idea di Dick di fantascienza e secondo me riuscendoci alla grande. Ovviamente quando si adatta qualcosa le opzioni più comuni sono o uno stravolgimento, o un adattamento quasi pedissequo, in questo caso Moore e Dinner con Electric Dreams seguono entrambe le strade in base al racconto d’origine, infatti sebbene alcune storie siano per lo più adattamenti passo per passo con magari un aggiornamento delle tecnologie, ve ne è una in particolare che può essere ascrivibile a quelle stravolte, sto parlando di Il Pianeta Impossibile. Questo racconto era, a conti fatti, intrasponibile, ed è stato quindi necessario un riarrangiamento della materia pur fedele all’operato dell’autore. Per il resto, l’incredibile varietà di scenari presentati e di surreali poteri e forze in gioco hanno tutte un loro perché e nella sceneggiatura ben rappresentano una paura o una necessità dell’essere umano che risulta sempre alla ricerca di qualcosa, che sia un’emozione, che sia una conformazione alla società o che ancora sia pace e tranquillità di fare ciò che sente suo.

Philip K. Dick's Electric DreamsDal punto di vista della regia, abbiamo registi per lo più Inglesi ed Europei, come Julian Jarrold, Michael Dinner, Marc Munden e Dee Rees, quest’ultima è anche una nota regista di film quindi l’episodio a lei affidata rappresenta decisamente dal punto di vista della regia uno dei più interessanti. Da questo punto di vista quindi Channel 4 ha impiegato collaboratori di spicco per dare una bella rappresentazione all’immaginario dell’autore. Si spazia con i generi e con le ambientazioni e si cambia registro, ma si mantiene sempre quel tipico piglio Inglese sulla macchina da presa che segue il racconto e i personaggi come fossero una cosa sola e lo fa senza sbavature di sorta.

Philip K. Dick's Electric DreamsMa il vero piatto forte della serie è il cast: la produzione ha infatti ingaggiato per i vari episodi volti noti dell’entertainment televisivo e cinematografico, da Bryan Cranston (Human Is), Richard Madden (The Hood Maker), Steve Buscemi (Crazy Diamond) e Timothy Spall (The Commuter). I personaggi protagonisti di Electric Dreams sono tutti tridimensionali, a differenza di molte serie antologiche dove sono per lo più stereotipi o comunque hanno un percorso definito e una caratterizzazione che serve alla storia, qua sono i personaggi e il loro percorso a fare la storia.

Proprio per la presenza di grandi star come i sopracitati Cranston e Buscemi, la produzione si è ovviamente vista costretta a fare dei tagli e se dal punto di vista puramente mediatico sembra aver fatto un gran lavoro, a peccare sono le ambientazioni e gli effetti speciali. Philip K. Dick's Electric DreamsMoore e Dinner adattano gli scritti di Dick che sono stati composti in altre epoche, e si sono messi nella condizione più semplice, ossia di realizzare location retrò o comunque sommarie adducendo alle necessità della storia e della messa in scena, l’esempio più lampante è decisamente la puntata The Hood Maker, con tecnologie futuribili e un mondo distopico alla Blade Runner ma con macchine degli anni ’80, o ancora Autofac dove la mancanza di location, o più propriamente di scenografie, ha influito sull’episodio, insieme alla CGI non particolarmente eccitante. E’ evidente che il budget c’era, Amazon ci sta sotto sotto puntando, ma invece di lanciare il prodotto a tutta forza mettendosi quindi in competizione diretta con serie più blasonate e meno impegnative dal punto di vista della lettura da parte dello spettatore (e qui ricitiamo Black Mirror, ma anche Altered Carbon), ha preferito orientare il budget e attrarre l’attenzione con grandi storie e grandissimi attori, lasciando che Electric Dreams maturi nel cuore di fan con calma e che le voci si diffondano, in attesa di una seconda stagione.

Philip K. Dick's Electric DreamsElectric Dreams è un prodotto veramente interessante per vari motivi, non solo per il coinvolgimento di grandi nomi ma anche per la trattazione della materia fantascientifica, tanto in voga ora, che però non sempre riceve quello che si meriterebbe, chiunque ami questo genere sicuramente dovrebbe dare una possibilità a questa serie che non è sulla storia ma sulle emozioni e sul viaggio dei personaggi attraverso vari incubi o situazioni al limite del surreale.

Alla fine della visione ritroverete, anzi riscoprirete emozioni che difficilmente pensavate di poter ascrivere al genere fantascientifico, perché d’altronde quando una storia non vi fa sognare e provare emozioni che cos’è se non una storia vuota che vi si consuma davanti agli occhi? Bé, questa non è una di quelle storie.

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