June 24, 2018
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[Recensione] Twin Peaks 3×13 – The Return Part 13

  • da Luca Brindani
  • 9 agosto 2017
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Mancano 5 puntate al grande finale del ritorno di Twin Peaks e le domande sono ancora molte, tuttavia questo episodio ci dà già degli aiuti per capire la direzione che Lynch e compagnia vogliono intraprendere.

La puntata si concentra di più sui personaggi stavolta più che sui misteri e lo fa concentrandosi sulle questioni importanti, come quella di Dougie e del doppelganger di Cooper, che hanno ancora un alone di mistero nonostante in questa puntata scopriamo il piano di Philip Jeffries per liberarsi di Bob e che sembra avere a che fare con un certo anello di anello di nostra conoscenza…

La puntata inizia con i fratelli Mitchum, Dougie e Butchnell Mullins che festeggiano per il raggiunto accordo. Ma non c’è molto spazio per la felicità in questo episodio, infatti successivamente ci spostiamo su Evil Cooper, il quale ha rintracciato Ray ed è pronto a fargliela pagare, ma non prima di aver scoperto cosa ha intenzione di fare l’uomo e chi l’ha assoldato. La scena di cui è protagonista il doppelganger dell’agente Cooper è inquietante e gore e presenta un puro stile Lynchiano in tutto e per tutto, sopratutto nelle inquadrature e nei discorsi scanditi e ripetuti di Kyle MacLachlan. Ma il momento nel magazzino non è importante solo perché sentiamo nominare ancora Philip Jeffries, ma anche perché apparentemente Richard Horne arriva a conoscere il malvagio Cooper e questo probabilmente darà il via ad una serie di eventi sicuramente non positivi, e che speriamo possano rimettere in gioco anche Audrey Horne, che in questo episodio torna giusto per qualche minuto e che sembra un personaggio totalmente diverso da come lo ricordavamo.

I Detective di Las Vegas intanto scoprono che le impronte di Dougie corrispondono sia a quelle di un evaso che a quelle di Dale Cooper, agente dell’FBI scomparso, ovviamente lo scoppio d’ilarità da parte degli agenti è quasi istantaneo e per come è stato presentato Dougie anche agli spettatori viene quasi il sorriso, ma per be altri motivi.

Intanto Anthony si trova con le spalle al muro e dopo un maldestro tentativo di avvelenare il collega arriva a confessare tutto sulle truffe e sui ricatti a Butchnell.

Nella puntata vi è anche un’altro ulteriore indizio conferma dell’importanza dell’anello di Fuoco Cammina Con Me, che viene dipinto come una sorta di protezione dal male, ma anche sinonimo di un contratto con gli esseri della Loggia e che nel momento di morte dell’indossatore vi fa ritorno.

Inoltre durante il confronto tra il doppelganger e Ray, viene citato di nuovo L’Olandese, un luogo dove risiederebbe Jeffries in attesa di fare una mossa. Questo è molto interessante sopratutto perché il personaggio dell’agente Jeffries è sempre stato uno dei fan favourite dalla sua apparizione in Fire Walk With Me, specialmente grazie all’interpretazione del compianto David Bowie.

Il focus di questa puntata dunque è sui personaggi vecchi, che mostrano come a Twin Peaks tutto sia rimasto uguale nonostante sia passato molto tempo, se possiamo dire che effettivamente il tempo sia passato. Infatti proprio per quello che riguarda il tempo in città pare che qualcosa stia avvenendo, ne è sintomo la scena con protagonista Sarah Palmer verso metà episodio che sembra trovarsi in una sorta di loop temporale.

Lynch e soci sembrano essere ormai improntati verso una direzione ben precisa, nonostante ci siano ancora molti punti oscuri, ma d’altronde non si può avere tutto subito.

Anche questa puntata si chiude con una canzone, ma stavolta non è un personaggio esterno alla serie a cantarla, ma bensì è James Hurley, che accompagna lo spettatore sul finire dell’episodio con Just You, canzone familiare e nostalgica per tutti i fan di Twin Peaks.

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