Dopo i successi di Barbarian e Weapons, Zach Cregger torna al cinema con Resident Evil. La pellicola, basata sul leggendario franchise videoludico di casa Capcom, arriverà nei cinema italiani dal 17 settembre: noi di RedCapes l’abbiamo vista e questa è la nostra recensione senza spoiler.
Il giovane corriere Bryan viene incaricato di una consegna notturna al Raccoon City Hospital. Durante il tragitto nei boschi investe accidentalmente una donna misteriosa, che dopo l’incidente sparisce tra gli alberi. Il semplice incidente si rivela essere l’inizio di un incubo e di una lotta per la sopravvivenza in una città riversata nel panico e nel caos per una misteriosa epidemia iniziata a diffondersi in poche ore che altera il DNA umano dando vita a mostruose creature killer a causa di terrificanti esperimenti bioingegnerizzati della Umbrella corporation.
Resident Evil non ha bisogno di nessuna presentazione. La saga videoludica di Capcom creata nel 1996 da Shinji Mikami e Tokuro Fujiwara ha letteralmente creato un intero genere videoludico: il Survival Horror. Un genere che, come dice il nome, porta il giocatore in situazioni estreme dove deve fare di tutto per sopravvivere in mezzo a zombie, mostri o infetti con munizioni limitate e il terrore costante che qualcosa lo possa assalire da un momento all’altro.
Il grandissimo successo avuto sin da subito dai videogiochi aveva già portato l’interesse di Hollywood a tentare la via delle trasposizioni cinematografiche e televisive, ma i risultati non sono mai stati troppo esaltanti. La saga di Paul W. S. Anderson con protagonista Mila Jovovich, composta da sei film, non è infatti mai riuscita a catturare le atmosfere claustrofobiche e di tensione dei videogiochi ma ha cercato di puntare su una componente action/adventure. Anche i tentativi di reboot del 2021, dei film animati e della serie TV prodotti da Netflix sono stati degli enormi buchi nell’acqua.
Resident Evil, pur in un momento storico in cui stava vivendo una seconda giovinezza videoludica grazie a capitoli come Resident Evil 7, The Village, Requiem e i remake dei primi giochi della saga, sembrava non poter fare nulla per riuscire a sfondare sul grande schermo. Neanche un’iniezione di Virus T avrebbe potuto resuscitare questo franchise… fino a che Zach Cregger non ha preso in mano la situazione.
Il regista ha infatti fatto esattamente quello che nel 2017 aveva fatto Capcom con i videogiochi: dopo il fallimento di Resident Evil 6, la casa di produzione giapponese si era trovata in grande difficoltà, con il franchise che, dal quarto capitolo, aveva gradualmente iniziato ad abbandonare il genere survival horror per spostarsi su un lato più action, culminato con il flop di Resident Evil 6 che, per qualche anno, aveva decretato la fine del franchise. Nel 2017, Capcom decise di tornare alle basi e riprendere tutti quegli elementi che avevano reso grande la saga: spazi angusti, poche munizioni e tanta tanta tensione, in poche parole il genere Survival Horror; esce così Resident Evil: Bio Hazard (o Resident Evil 7), un capolavoro che rilancia il franchise riportandolo ai fasti di una volta.
Il film di Zach Cregger replica in un certo senso quanto fatto dal colosso nipponico con il settimo capitolo della celebre saga: niente più militari o forze armate, il protagonista è un uomo normale che si ritrova in una situazione estrema e deve cercare di sopravvivere in ogni modo possibile. Zach Cregger però non si ferma solo a questo, il film infatti utilizza ogni singolo elemento che ha caratterizzato la serie videoludica sin dal suo primo capitolo.
Abbiamo quindi il Body Horror, il nemico Stalker che inseguirà il protagonista senza che lui possa ucciderlo definitivamente, jump scare ben studiati e mai scontati, munizioni limitate, porte che non si aprono senza la chiave giusta, armi sempre più forti, e così via. Ogni singolo elemento su pellicola mostra non solo l’amore che il regista ha per il franchise, ma anche la profonda conoscenza dei videogiochi ai quali si ispira.
La storia è completamente originale e con elementi liberamente ispirati da Resident Evil 2.
Cregger durante le prime interviste, infatti, ha detto che idealmente il film si dovrebbe svolgere in contemporanea al secondo capitolo della saga videoludica, ma ha anche aggiunto che uno dei suoi sogni era realizzare un film horror ambientato nella neve, quindi ha piazzato le vicende di Resident Evil in pieno inverno, un dettaglio che stride con la trama di RE2.
Nonostante questa piccola ed ininfluente incongruenza, il tutto funziona alla perfezione, la tensione è sempre alta, il protagonista non ha mai un attimo di tregua e anche i momenti più metatestuali e divertenti, che alleggeriscono quelli troppo tesi, sono ben studiati e funzionano nell’insieme generale delle cose. Il film, inoltre, può essere visto tranquillamente anche se non si è appassionati della saga, o da chi la conosce solo per la nomea di essere “il videogioco con gli zombie” (cosa che scopriranno non essere totalmente vera durante la visione) ma, ovviamente, i fan coglieranno le tantissime citazioni disseminate qua e la.
La pellicola, pur avendo la partecipazione di attori come Paul Walter Hauser e Zach Cherry, è totalmente l’Austin Abrams show che regge perfettamente il peso del film sulle sue spalle. L’attore statunitense è l’unico e solo protagonista del film, lasciando a tutti gli altri attori delle parti che sono quasi più dei cameo, dando ancora di più la sensazione di assistere alla versione cinematografica di un capitolo della saga videoludica con degli NPC che servono solo per dare contesto a quello che sta facendo il protagonista o a spiegare la lore.
Resident Evil, in teoria, è un ritorno al cinema per la saga Survival Horror più famosa di tutti i tempi, ma in realtà, a voler essere sinceri, andrebbe considerato come la prima volta che la serie viene portata veramente su grande schermo. Zach Cregger fa un lavoro eccellente, realizzando una delle migliori trasposizioni di un videogioco al cinema di sempre e, grazie alla sua profonda conoscenza e all’amore che prova per il franchise, riesce a realizzare un film che ad un appassionato della saga non può che far venire voglia di giocare e rigiocare i titoli della serie, mentre a un non fan di essere intrattenuto da un bel survival horror vecchio stile e magari, perchè no, di provarli.
Il nuovo film della saga di Resident Evil, diretto da Zach Cregger, arriva nelle sale cinematografiche dal 17 Settembre con Sony Pictures Italia. Ecco il trailer italiano:
















