August 19, 2019
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Thanos

[Speciale] Le motivazioni di Thanos in Infinity War

  • di Marco Travicelli Sciarra
  • 12 Maggio 2018
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[ATTENZIONE IL SEGUENTE SPECIALE CONTIENE SPOILER SU AVENGERS: INFINITY WAR, SUL SUO FINALE, E SU THANOS, PERCIO’ SE NON AVETE ANCORA VISTO IL FILM NON PROSEGUITE NELLA LETTURA]


Il Matto Titano

E’ ormai passato abbastanza tempo dall’uscita nei cinema di Avengers: Infinity War e noi di RedCapes.it volevamo dedicare uno speciale al Matto Titano, Thanos, interpretato magistralmente da Josh Brolin, alle sue motivazioni ed al perché lui VINCE!

Thanos, nelle intenzioni dei Marvel Studios, doveva essere il cattivo finale, quello che avrebbe seriamente messo in difficoltà gli Avengers, i Guardiani della Galassia, Doctor Strange e qualsiasi eroe riuscissero a portare su schermo entro l’uscita del film: alla luce quanto visto nell’ultima pellicola possiamo decisamente dire che lo è stato.

Sin dalla sua prima apparizione, il Matto Titano ha portato con sé un’aura terribile ed un alone di mistero per tutti i non fan dei fumetti Marvel. Kevin Feige, Joss Whedon, James Gunn, Anthony e Joe Russo hanno contribuito a creare un’aura di magnificenza e di ineluttabilità intorno Thanos ed alla sua venuta. Riuscendo a campionare le sue apparizioni e senza mai far svelare il suo piano fino in fondo hanno costruito, mattone dopo mattone, l’unico cattivo di tutto il Marvel Cinematic Universe capace di vincere sugli eroi.


Le Motivazioni

Thanos nel film è implacabile: già dall’inizio della pellicola veniamo catapultati in mezzo al suo ultimo exploit, la selvaggia uccisione di metà degli Asgardiani sulla nave che li ha portati via dal pianeta morente a causa di Hela e Surtur. Proprio metà è la parola chiave quando si parla del personaggio: infatti, la versione cinematografica del distruttore di mondi è fissata con lo sterminio di metà della popolazione della galassia, come ripete più volte lui stesso parlando del suo stesso pianeta, Titano, annichilito dai suoi stessi abitanti.

“Loro non mi ascoltavano, mi davano del pazzo. Ora sono tutti morti…avrei potuto salvarli…se solo avessero ascoltato.”

Il personaggio non è un conquistatore o un distruttore, nella sua storia lui è il salvatore dell’universo. Come si dice? Ognuno pensa di essere l’eroe della propria storia. Ma una cosa è sicura su Infinity War: l’ultimo figlio di Titano non sarà forse l’eroe del film, ma ne è decisamente il protagonista.

In un Universo con risorse limitate, non tutti hanno accesso ad esse, ma potrebbero se metà dell’universo venisse spazzato via. Un compito ingrato, che Thanos prende a cuore proprio per onorare la morte del suo pianeta.

Ma perché proprio Thanos? Perché tra tutti? Cosa ha di speciale?

Gli sceneggiatori avevano già risposto a questa domanda settimane fa, mostrando un lato del personaggio terrificante se lo si guarda a priori.

“Io sono l’unico abbastanza forte per fare quello che va fatto.”

Lui è questo, l’unico con abbastanza forza morale, l’unico in grado di porsi un obbiettivo superiore e portarlo a termine anche a costo di tutto. Il Titano riesce anche a sacrificare l’unica cosa a cui tiene, Gamora (Zoe Saldana) per riuscire a conquistare la gemma dell’anima e facendo questo si dimostra anche l’unico in grado di possedere il potere del Guanto dell’Infinito, un potere così distruttivo che con un solo schiocco di dita cancella metà della vita senziente dell’universo.

Lo “Snap” dei fumetti arriva come un colpo al cuore per i fan: un cattivo ha finalmente vinto, ma a caro prezzo. Infatti, quando alla fine del film lo ritroviamo nel mondo creato dalla gemma dell’anima, Thanos incontra una proiezione dell’anima di Gamora, come lui la ricordava, come l’ha conosciuta, una bambina fragile destinata a grandi cose, ed il discorso che ne scaturisce è pregno della poetica del personaggio.

“Allora l’hai fatto?”

E’ questa la domanda che Gamora, imprigionata nella gemma dell’anima, rivolge al patrigno che l’ha sacrificata. E dopo la risposta affermativa, chiede ancora.

“Quanto ti è costato?”

Il Titano risponde con una sola affermazione, e con uno sguardo che dice più di qualsiasi altra parola.

“Tutto.”

Mentre Thanos proferisce quella parola, vediamo una crepa nel suo volto scultoreo e nel suo sguardo sprezzante: una lacrima riga il suo viso e, proprio in quel momento, capiamo che il Titano ha vinto perché, a differenza degli eroi, non ha reso le sue emozioni un difetto, non si è fatto intralciare ed ha appunto sacrificato tutto e tutti pur di raggiungere quello che egli ritiene un bene superiore.

Thanos è umano, non rifiuta questa sua condizione e nemmeno i difetti che derivano da questa definizione stessa e sono in definitiva, anche questi, quelli che fanno di lui il grandioso villain che è.

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