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The Boys

The Boys: Stagione 1 – Il dissacrante adattamento del fumetto di Garth Ennis | Recensione

  • di Luca Brindani
  • 29 Luglio 2019
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Lo scorso 26 Luglio è finalmente arrivata la tanto attesa Prima Stagione di The Boys su Amazon Prime Video e che vede dietro le menti di Eric Kripke (Supernatural), Evan Goldberg e Seth Rogen (Preacher). La serie originalmente sviluppata per Cinemax dagli stessi Kripke, Goldberg e Rogen sembrava inadattabile, soprattutto quando Preacher non era ancora una serie altamente considerata nel panorama televisivo ma con il successo di Preacher, The Boys ha avuto strada libera su Amazon Prime Video rinnovando la collaborazione degli Amazon Studios con Sony Pictures.

La serie è ambientata in un mondo simile al nostro, con una differenza: se, nel nostro mondo, il mito dei supereroi viene dai fumetti, e si ingigantisce tramite merchandising e media di vario genere, nel mondo di The Boys i supereroi sono reali, e sono questi ultimi il “materiale originale” da cui nascono fumetti, film e merchandising. I super sono delle vere e proprie rockstar, gestite da agenzie, ognuno con il proprio manager, che trova agli eroi contratti, città da proteggere, campagne pubblicitari, ed ogni agenzia ha i propri eroi di punta, come una casa discografica ha il proprio artista o gruppo di riferimento. Tra tutti gli eroi, spiccano i Sette, un gruppo palesemente ispirato alla Justice League di casa DC, capitanato dal Patriota, il Proto-Superman di questo mondo. La nostra storia ha inizio quando Hughie Campbell (Jack Quaid) entra in contatto con William “Billy” Butcher (Karl Urban) inseguito ad un incidente che ha coinvolto la fidanzata di Hughie e A-Train, uno dei membri dei Sette. Butcher riunirà dunque i Boys (“Ragazzi”) con l’obbiettivo di rimettere finalmente in riga i supereroi corrotti e impedire che che i Sette diventino degli affiliati dell’esercito degli Stati Uniti d’America. Le cose si complicheranno quando Hughie inizierà a fidarsi di una nuova super, Starlight (Erin Moriarty), e i segreti di Butcher sul suo personale odio verso il Patriota (Antony Starr) rischieranno di mandare in fumo l’intera operazione.

Kripke fa l’unica cosa possibile con l’adattamento di The Boys, aggiornarlo al panorama attuale cercando di mantenere la crudezza della serie seppur con le limitazioni del mezzo televisivo. Fin dalla prima puntata si capisce come il pacing originale della serie a fumetti sia stato stravolto per aggiungere azione e costruire fin dal primo episodio un mondo stratificato e non solo un omaggio distorto ai grandi supereroi della cultura popolare. La prima stagione aggiorna al mondo di oggi il fumetto di Garth Ennis e Darick Robertson, aggiungendo ai temi proposti nella prima parte del fumetto, come “il potere assoluto corrompe assolutamente” e “la vendetta”, il #metoo e l’utilizzo del brand dei supereroi della Vought come merchandise, film e serie tv. Proprio durante l’incipit della serie vediamo dei ragazzi discutere di film supereroistici quando i super in carne e ossa appaiono per salvare la situazione che nel frattempo si era complicata con l’arrivo di alcuni rapinatori; Patriota e Queen Maeve appaiono sconsiderati e poco avvezzi ad utilizzare chissà quale tecnica se non la forza bruta, altro elemento preso dal fumetto ossia il non allenamento dei super esseri. Il Me Too è stato un vero e proprio cataclisma per il mondo dello spettacolo e, dato che i supereroi in questo universo sono delle celebrità, certi temi sono ancora più scottanti.

the boys

La vendetta è un’altro importante punto di discussione della serie, soprattutto con i due personaggi principali, Hughie e Billy, interessati a perseguire i super solo per vendicarsi rispettivamente di A-Train (Jessie Usher) e Patriota. I due personaggi sono entrambi superstiti di “vittime collaterali” dei super, seppur il motivo di odio di Billy nei confronti del “Superman di questa terra” non sia palesato fin da subito, l’odio di Hughie per A-Train è invece meno astioso e più una delusione profonda di un’anima gentile. Infatti, proprio Hughie sarà il personaggio che avrà il ruolo di guidarci nel mondo oscuro dei Boys, mentre Starlight, un’altro personaggio che nel fumetto solo successivamente ha ricevuto spazio, ci farà da accompagnatrice nel mondo dei super, tanto che come lei siamo portati a venire delusi da idoli che sono così simili a quelli per cui abbiamo tifato per anni sul piccolo e grande schermo.

Potrebbe essere un’opera tratta da un fumetto di Ennis senza critiche alla religione? Certamente no, dunque arrivano così come i super più tradizionali, quelli legati ad istituzioni clericali e cosiddette associazioni di buoni samaritani che tanto buoni non sono e per nulla samaritani. Abbiamo personaggi come Ezechiele l’elastico, ma anche la stessa Starlight che sono stati legati alla chiesa e al credo religioso.

La regia della serie è affidata ad un gruppo consolidato di registi che hanno avuto il modo di imprimere il loro stile su The Boys, soprattutto Dan Trachtenberg, regista dell’episodio pilota che ha dato l’imprint a tutto lo stile della serie, stile replicato egregiamente da Matt Shakman, Philip Sgriccia, Fred Toye, Stefan Schwartz, Jennifer Phang, Daniel Attias ed Eric Kripke stesso nel finale di stagione. La fotografia scura, come da stessa ammissione dei produttori, è un modo per omaggiare lo stile di un certo tipo di film supereroistici che tentano di mettere i super nel mondo moderno e reale come quelli di Christopher Nolan e Zack Snyder.

Completa l’eccellente lavoro fatto dalla produzione il casting, Karl Urban come Billy Butcher ben impersonifica lo storico testardo e vendicativo bastardo della CIA, Jack Quaid è assolutamente credibile come Hughie e porta cuore e anche umanità alla serie così come il suo rapporto con il padre, interpretato da Simon Pegg. Persino Erin Moriarty riesce a convincere come umanità dietro ai super e il suo ruolo centrale fa presagire futuri risvolti successivi importanti per il suo personaggio. Antony Starr dopo Banshee riesce finalmente a trovare un ruolo che lo fa brillare, sia quando interpreta il supereroe sia quando Patriota fa uscire il suo io più bastardo da essere creato in laboratorio.

The Boys è un ottimo adattamento che riesce a portare su schermo la serie a fumetti di Ennis e Robertson senza sacrificare il messaggio dietro alla serie e la disillusione di Ennis stesso per i supereroi e per il loro mondo perfetto. Insieme ad un cast convincente e a delle prove attoriali da parte di Urban e Quaid degni del cinema siamo di fronte alla prima e vera e propria opera di decostruzione dei supereroi trasposta in live action senza che sia sacrificato il materiale d’origine e che abbia una identità ben distinta rispetto al resto della produzione televisiva e cinematografica che parla di supereroi.

The Boys - Stagione 1

The Boys è un ottimo adattamento che riesce a portare su schermo la serie a fumetti di Ennis e Robertson senza sacrificare il messaggio dietro alla serie e la disillusione di Ennis stesso per i supereroi e per il loro mondo perfetto. Insieme ad un cast convincente e a delle prove attoriali da parte di Urban e Quaid degni del cinema siamo di fronte alla prima e vera e propria opera di decostruzione dei supereroi trasposta in live action senza che sia sacrificato il materiale d'origine e che abbia una identità ben distinta rispetto al resto della produzione televisiva e cinematografica che parla di supereroi.
8.5
Ottimo adattamento
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