Distribuito in Italia da I Wonder Pictures, Together arriva nelle sale dal 1° ottobre. Diretto da Michael Shanks, al suo esordio dietro la macchina da presa, il film vede protagonisti Alison Brie e Dave Franco, coppia nella vita reale e sullo schermo, affiancati da Damon Herriman in un ruolo secondario. Il film è stato presentato in anteprima al Sundance Film Festival ed esplora le dinamiche di coppia attraverso un approccio surreale, grottesco e a tratti visivamente ricercato. Grazie ad I Wonder Pictures abbiamo potuto vedere il film in antperima e di seguito vi riportiamo il nostro parere.
Tim (Dave Franco) e Millie (Alison Brie) sono una coppia di lunga data che decide di trasferirsi in una casa di campagna, con l’obiettivo di ritrovare la passione e rinnovare il loro legame. Durante una gita nei dintorni, i due cadono in una caverna e trascorrono la notte al suo interno. Al loro risveglio, le cose non saranno più come prima…
La genesi del film è stata accompagnata da una vicenda legale che ha catturato l’attenzione dei media: StudioFest, produttore del film indipendente Better Half (2023), ha accusato Together di plagio, sostenendo che la trama fosse troppo simile alla propria. Alison Brie e Dave Franco, insieme al regista Michael Shanks, hanno chiarito che la sceneggiatura di Together era stata scritta e depositata già nel 2019, prima che il copione di Better Half fosse diffuso nel circuito delle agenzie cinematografiche. Sebbene la vicenda abbia generato discussioni, non ha rallentato la distribuzione della pellicola, e, in un certo senso, ha aggiunto un livello di tensione “metaforica. Al centro di Together c’è la co-dipendenza affettiva e amorosa, affrontata da un punto di vista radicato nel genere horror. La fusione fisica dei protagonisti diventa metafora di un legame emotivo soffocante: un’esperienza fisica e psicologica che rende palpabile l’invasione dello spazio personale, la simbiosi morbosa e l’impossibilità di staccarsi dall’altro senza conseguenze drammatiche.
Shanks dirige un body horror, ma con un approccio forse un po’ troppo controllato per il genere. Non ci sono eccessi di sangue o sequenze splatter gratuite; l’orrore resta sempre al servizio della tensione emotiva. Questa scelta, se da un lato conferisce al film una certa eleganza visiva, dall’altro limita l’impatto spettacolare che ci si aspetterebbe da un horror di tale natura. Il film resta sempre molto misurato e ciò contribuisce a rendere la narrazione più riflessiva che propriamente terrificante. Nonostante la forza del tema principale, Together non approfondisce completamente le tematiche satellite: la psicologia individuale dei protagonisti, il contesto sociale della coppia e le implicazioni più profonde della loro fusione restano accennate. Ci sono molti spunti interessanti – come il confronto con la solitudine, l’alienazione corporea, la dinamica di coppie tossiche e il corpo indipendentemente dal sesso biologico – che il film li lascia volutamente (forse?) in sospeso.
Alison Brie e Dave Franco offrono performance tecnicamente corrette, ma non sempre convincenti emotivamente. Pur essendo una coppia nella vita reale, la loro alchimia sullo schermo appare limitata e alcune scene che richiederebbero tensione emotiva intensa risultano meno incisive. Ciò mette in evidenza quanto un tema così estremo richieda una dinamica tra attori che qui non viene pienamente raggiunta. Il film però mostra una cura visiva notevole. La scelta delle ambientazioni rurali conferisce isolamento e claustrofobia, mentre la regia di Shanks si concentra su dettagli fisici e corporei che esaltano la componente horror senza ricorrere a facili shock visivi. La colonna sonora accompagna efficacemente le scene più disturbanti, creando tensione e straniamento, mentre la composizione dei piani e le inquadrature ravvicinate nelle scene di fusione sono davvero suggestive. Alcune sequenze – soprattutto quelle che mostrano il progressivo avvicinamento dei protagonisti e i tentativi di adattarsi a questa condizione – sono girate con grande inventiva e contribuiscono a costruire un’estetica distintiva seppur mai troppo “autoriale”
Il paragone con The Substance è inevitabile: entrambi i film si muovono all’interno del body horror, ma con approcci radicalmente diversi. Se Together punta su un registro intimo e psicologico, mantenendo sempre una certa misura e pudore, The Substance sceglie invece la strada dello sfacciato, dell’eccesso consapevole, della provocazione che non teme di sporcare l’immagine per arrivare dritta al punto. Together è un horror psicologico ma anche un body horror ma anche una riflessione emotiva sull’amore e sui suoi lati più oscuri. Tuttavia, la narrazione incompleta, la chimica non sempre convincente tra i protagonisti e il tono controllato del body horror impediscono al film di raggiungere pienamente il suo potenziale. Rimane un’opera interessante per chi cerca un horror insolito e visivamente curato, ma lascia la sensazione di una storia che avrebbe potuto e dovuto approfondire di più.
Together arriva in sala con I Wonder Pictures a partire dal 1 ottobre. Ecco il trailer ufficiale del film:
















