SaldaPress continua a proporre l’universo di Alien e, dopo splendide opere come Alien: Salvezza e Sacrificio, la collana si arricchisce con l’adattamento a fumetti della sceneggiatura originale di Alien 3, scritta da William Gibson.

E’ ben nota la travagliata storia produttiva del terzo film del franchise di Alien, per primo affidato a William Gibson per la prima stesura della sceneggiatura solo come escamotage per saccheggiare idee da proporre poi ad altri. Ben presto la produzione si trova così a dover riscrivere la sceneggiatura, trovandosi di fronte un prodotto solido e coerente con il franchise. Alla fine la versione affidata a Dan O’Bannon, Ronald Shusett e Vincent Ward, con alla regia poi l’ormai noto, ma allora sconosciuto, David Fincher, non fu apprezzata ed il resto è storia.

Il fumetto parte poco dopo che la Sulaco, la nave su cui si trovavano Ripley, Hicks e la bambina era scappata al disastro sulla luna di Alien: Scontro Finale e vede un gruppo della UPP venire in contatto con il materiale biologico dello xenomorfo. Successivamente si passa all’Anchorpoint della Weyland-Yutani corp, avanguardia scientifica dove si sta studiando anche lì materiale genetico dello xenomorfo recuperato dopo l’incontro con la Sulaco. Ben presto però sarà evidente ad entrambi i gruppi che stanno giocando con un potere che va oltre quello della loro conoscenza e l’incubo tornerà a colpire l’umanità.

Alien 3, seppur tratto dalla sceneggiatura originale di Gibson è adattato per Dark Horse Comics da Johnnie Christmas che si occupa sia dei dialoghi che dei disegni, mentre ai colori troviamo Tamra Bonvillain. Sin dalle prime battute il fumetto è intrinsecamente legato ai primi due film, tanto che, se qualcuno si volesse approcciare a questo maledetta sceneggiatura, dovrebbe per forza vedere i primi due film. Infatti, Gibson e Christmas portano avanti in parte la trama relativa alla questione bellica avanzata nel secondo capitolo del franchise, che nel terzo film, almeno secondo le intenzioni originali doveva essere abbastanza preponderante. Buona parte della sceneggiatura delinea in maniera abbastanza dettagliata ed interessante le principale differenze tra le due civiltà spaziali e quello che ha portato poi appunto agli accordi di pace, qui nella prima parte, molto più eminenza grigia che lo xenomorfo che vediamo brevemente solo nel primo capitolo. Quando però si va nel punto d’azione focale, quando l’ordine costituito viene minacciato e l’incubo dello xenomorfo fa di nuovo capolino ci troviamo così come nel primo film a vedere i protagonisti scappare e cercare di salvarsi dall’anti vita organica spaziale. Gibson dimostra quindi di aver saputo saccheggiare le prime due sceneggiature per creare un prodotto che potesse aggiungere qualcosa, ma allo stesso tempo non concludere la storia di questo universo mentre Christmas fa un buon lavoro a rendere su carta quello che sarebbe potuto essere il film. Certamente alla fine della lettura si rimane curiosi, soprattutto di vedere come sarebbe potuto essere l’Alien di Gibson al cinema, dato che come dal fumetto è evidente sarebbe stato parecchio differente e molto più in linea con il cinema d’azione anni ’90 che il risultato finale.

Alien 3 ci viene presentato da Saldapress in un volume cartonato e con parecchi materiali extra come concept design iniziali della stazione spaziale dell’UPP: Rodina e dell’Anchorpoint, insieme a tutte quelle novità introdotte in materia di biologia dello xenomorfo. Se siete fan del franchise è una lettura da fare, mentre se state cercando di avvicinarvi a questo universo magari prima o poi lo incontrerete, ma magari preferirete attendere un momento più consono.

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