Better Man, diretto da Michael Gracey è il biopic su una parte della vita del cantante Robbie Williams in cui si immagina il performer nei panni di una scimmia in CGI. Il film è prodotto da diverse case di produzioni come Sina Studios, Facing East Enterteinment, Rocket Science, Lost Bandits, Footlose Productions e segue la vita di Robbie fin da bambino. Se questo film fosse un format televisivo, non ci sarebbero molte opzioni, ma quella che meglio riesce a incarnarne lo spirito è il programma tv: Belve. A partire dalla scelta di utilizzare una scimmia per interpretare il protagonista, fino all’affrontare un percorso di vita difficile, fatto di droghe e relazioni burrascose, il tutto si presenta come un ritratto dai toni chiaroscuri, proprio come solo Fagnani saprebbe realizzare
Better Man è la storia vera dell’ascesa fulminante, della drammatica caduta e della straordinaria rinascita della superstar del pop britannico Robbie Williams, uno dei più grandi cantanti di tutti i tempi. Con la visionaria regia di Michael Gracey (The Greatest Showman), il film è raccontato in modo unico dal punto di vista di Williams, facendo trasparire la sua caratteristica ironia e il suo stile inimitabile. Ripercorre le tappe del successo di Robbie, dall’infanzia al ruolo di più giovane componente dei Take That, la boyband che ha sbancato le classifiche, fino agli ineguagliabili successi da solista fuori da ogni record, affrontando al contempo le sfide che fama e successo stratosferici possono portare con sé.
All’interno del cast troviamo Jonno Davies che interpreta Robbie Williams e lo stesso Robbie Williams che interpreta se stesso mentre Steve Pemberton interpreta Peter il padre di Robbie. Alison Steadman interpreta Betty la nonna di Robbie mentre la madre Janet è Kate Mulvaney. La prima fidanzata di Robbie, la musicista Nicole Appleton, è interpretata da Raechelle Banno. Nonostante il film sia ricco di attori e attrici e alcuni di notevole bravura, nessuno all’interno del film riesce a spiccare particolarmente rimanendo nella media e confondendosi tra la massa. Vista tutta la CGI utilizzata per la figura principale del film, viene nascosta anche la dote interpretativa di Banno e quello che rimane è una computer grafica che non funziona sempre.
La regia del film è sicuramente la parte più dinamica e ben riuscita di tutto il prodotto, una regia fatta di ampiezze e momenti di raccoglimento più intimo a differenza di quanto e quando il protagonista si trova a dover affrontare. Una mano, quella di Gracey, molto adatta per film a tematica musicale – questo perché la sua prima regia nasce proprio da video musicali come Unwritten o per canzoni di P!NK – per poi passare a film musical allo stato puro come The Greatest Showman o ancora a film documentari su cantanti con cui ha collaborato come P!NK. Scelto anche da Disney come regista per il nuovo live-action su Rapunzel (per ora in fase di pre produzione) e sui cui non sappiamo non molto. Questa regia, grazie allo spaziare e alla sapienza registica utilizzata, riesce a sostenere la maggior parte del film giocando su più livelli emotivi.
La sceneggiatura è scritta a sei mani e oltre allo stesso regista Gracey, non nuovo alla sceneggiatura di un film, – infatti aveva già collaborato al film documentario su P!NK – gli altri due sono i novizi Oliver Cole e Simon Gleeson che iniziano la loro carriere con Better Man. Il film si basa ovviamente sulla vita di Robbie Williams focalizzandosi, giustamente visto il nome del film, su di lui dimenticandosi però delle personagge femminili e tratteggiandole come appena accennate o come ruolo servile nei confronti del maschile.
Tutto l’apparato tecnico del film funziona nell’insieme sopratutto in quelle scene coreografate o nei momenti iniziali della carriera dei Take That specialmente da un punto di vista di costumi e fotografia. Quest’ultima cambia sul finale virando sui toni del rosso così come la scenografia soprattutto quella nella casa dove è cresciuto Williams. Quello che non funziona all’interno del film è spesso la CGI della scimmia Robbie Williams, spesso non ottimizzata al meglio e questo distrae un po’ dalla visione in generale. Inoltre non dobbiamo dimenticare che questo è si un film biografico su una figura di spicco dell’ambiente musicale britannico ma è anche un musical sotto un certo punto di vista, con corografie e canzoni allo stesso tempo non legate alla storia che vedremo, in quanto i successi del cantante sono inseriti a corollario della narrazione come già fatto dal film Rocketman.
Questo film biografico racconta la prima parte della storia di Robbie Williams come cantante, fino al primo grande successo della sua carriera da solista. La pellicola analizza, attraverso la natura animale del protagonista, la società che lo circonda, partendo da un trauma infantile: l’abbandono della famiglia da parte del padre, idealizzato dal figlio. Questo evento dà il via a una serie di problemi che vengono rappresentati sullo schermo attraverso diverse versioni ‘scimmiesche’ di Williams stesso. La componente animale prosegue mostrando come Williams si senta sempre più escluso e percepito dal pubblico solo come un corpo, in particolare durante il periodo con i Take That, una sensazione che lo accompagnerà anche nella carriera da solista, seppur in modo diverso. Ciò che non funziona nella pellicola è la caratterizzazione dei personaggi femminili, ridotti a tre categorie: la madre, rappresentata come servizievole nei suoi confronti; la fidanzata, che lo salva in un momento difficile; e le fan, che sembrano interessate solo al suo aspetto fisico. Nel 2024, queste rappresentazioni risultano ormai datate, soprattutto se paragonate a un film con un budget simile, come Barbie (2023), che in una durata inferiore ha dedicato un’intera parte alla figura maschile, approfondendola nonostante avesse la possibilità di non farlo.
Better Man è costruito per i fan di Robbie Williams, con un aspetto tecnico di regia molto curato. Tuttavia, la sceneggiatura spesso finisce per cedere su se stessa, riproponendo momenti molto simili tra loro: Williams che raggiunge un successo, per poi cadere immediatamente nell’alcol e nelle droghe di ogni tipo. Anche le dinamiche relazionali seguono questo schema, culminando in un epilogo brusco. Inoltre, la scelta di rappresentarlo come una scimmia non sempre risulta efficace.
Better Man di Michael Gracey è ora al cinema. Ecco il trailer italiano del film:















