A partire dal 10 gennaio in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW arriva l’attesissima e acclamata serie M – Il Figlio del Secolo, basata sul primo romanzo omonimo della serie scritta da Antonio Scurati e presentata in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia 2024. La serie diretta da Joe Wright (Espiazione), con protagonista Luca Marinelli e prodotta da Sky Studios e da Lorenzo Mieli per The Apartment, società del gruppo Fremantle, in co-produzione con Pathé, in associazione con Small Forward Productions, in collaborazione con Fremantle e CINECITTÀ S.p.A. (la distribuzione internazionale è di Fremantle) andrà tutti i venerdì in prima serata su Sky Atlantic (oltre a essere disponibile on demand – anche in 4K HDR). Grazie a Sky abbiamo potuto vedere l’intera serie in anteprima e finalmente possiamo parlarvi di quello che è uno deli migliori prodotti audiovisivi italiani (e non solo) degli ultimi anni.
Scritta da Stefano Bises (Gomorra – La Serie, The New Pope, ZeroZeroZero, Speravo de morì prima) e Davide Serino (1992, 1993, Il Re, Esterno Notte), con soggetto di serie e soggetti di puntata firmati da Stefano Bises, Davide Serino e Antonio Scurati, la serie, basata su un’accurata e ampia documentazione storica, racconta l’ascesa politica di Mussolini e della sua creatura: il fascismo. Ripercorre la Storia dalla fondazione dei Fasci Italiani nel 1919 fino al famigerato discorso di Mussolini in Parlamento nel 1925, dopo l’omicidio del deputato socialista Giacomo Matteotti, con il quale il Duce sovverte la democrazia e instaura la dittatura.
Con M – Il Figlio del Secolo siamo forse di fronte ad una delle più grandi serie tv italiane (e non solo) degli ultimi anni. Con una narrazione estremamente stratificata, la serie analizza le origini del Fascismo in Italia, intrecciando eventi storici documentati con un’indagine psicologica e umana dei personaggi che mano a mano si presentano durante la narrazione e il passare degli episodi. M si distingue per la sua ambizione di andare oltre la semplice ricostruzione storica, offrendo attraverso la figura di Benito Mussolini una riflessione sulle dinamiche di potere, l’uso della propaganda e le strategie di manipolazione collettiva. Risulta così un racconto che non si limita a descrivere un periodo cruciale della storia italiana, ma che invita a confrontarsi con temi universali e tuttora attuali. Un aspetto particolarmente interessante della serie è l’esplorazione del ruolo delle donne nel contesto storico rappresentato. Personaggi come Margherita Sarfatti (Barbara Chichiarelli) e Rachele Mussolini (Benedetta Cimatti) incarnano prospettive differenti sulla condizione femminile dell’epoca, offrendo uno sguardo sfaccettato sull’influenza delle donne nei processi di trasformazione sociale e soprattutto politica. Questi personaggi rivelano non solo come le donne abbiano subito le restrizioni di un sistema patriarcale, ma anche come abbiano contribuito, in modi diversi, a plasmare i cambiamenti di quel periodo storico.
Realizzata prevalentemente negli iconici studi di Cinecittà e arricchita da riprese in autentiche location storiche italiane, ciò che rappresenta un enorme elemento distintivo è proprio la ricostruzione della scenografia. Ogni particolare, dai costumi agli arredi, fino alle minuziosità in scena, sono stati meticolosamente progettati per apportare una rappresentazione storica accurata e soprattutto immersiva. I costumi, ideati da Massimo Cantini Parrini, hanno il compito di seguire con precisione l’evoluzione della moda negli anni ’20 e ’30, contribuendo a creare un’atmosfera che avvolge lo spettatore. La colonna sonora originale, composta dai The Chemical Brothers, si compone di sonorità caratterizzate da elementi contemporanei, creando un contrasto volutamente spiazzante ma efficace rispetto al contesto storico. Le composizioni musicali non solo accompagnano, ma rafforzano i momenti di maggiore intensità emotiva, amplificando la tensione narrativa e conferendo alle scene e un impatto ancora più potente.
M – Il Figlio del Secolo è diretta magistralmente da Joe Wright, il quale imprime alla serie la sua distintiva sensibilità cinematografica, già ampiamente riconosciuta in pellicole come Espiazione e Orgoglio e Pregiudizio. La sua mano registica si contraddistingue per una cura meticolosa dei dettagli e una gestione del ritmo narrativo che oscilla tra momenti di alta tensione drammatica e sequenze più intime, dando così profondità e varietà al racconto. La fotografia, a cura di Seamus McGarvey, gioca su tonalità cupe, rispecchiando perfettamente l’atmosfera instabile e carica di tensione del periodo storico trattato. La sceneggiatura rappresenta un ulteriore punto di forza della serie. Stefano Bises e Davide Serino riescono nell’impresa di condensare la complessità del romanzo di Antonio Scurati – edito in Italia da Bompiani – in una narrazione televisiva che mantiene alta l’intensità emotiva e intellettuale senza mai appiattirsi. Viene quindi scelto un approccio non retorico nei confronti del personaggio di Mussolini, evitando di mitizzarlo o di presentarlo come un’icona senza sfumature. Al contrario, vengono messe in luce le sue contraddizioni, senza cadere in giudizi moralistici troppo espliciti. Sarà proprio lo spettatore a trarre le proprie conclusioni e a confrontarsi con le ambiguità del passato.
Luca Marinelli offre una performance straordinaria nel ruolo di Mussolini, riuscendo a incarnare con intensità e precisione sia il carisma del leader che la sua ambizione. La sua interpretazione mostra, in modo graduale ma sempre potentissimo, la trasformazione di Mussolini da outsider politico a dittatore assoluto, rivelando sia il lato umano che la sua progressiva disumanità. Marinelli evita ogni caricatura, proponendo un ritratto sfaccettato e complesso anche nei suoi momenti più grotteschi relegati alla prima parte della serie. Anche Barbara Chichiarelli, nel ruolo di Margherita Sarfatti, regala una performance altrettanto convincente. La Sarfatti viene dipinta come una figura centrale nella vita pubblica di Mussolini, ma al contempo emerge come una donna con aspirazioni proprie e diversi conflitti interiori. La sua relazione con Mussolini è tratteggiata in maniera ambigua, oscillando tra passione, manipolazione e, infine, delusione, conferendo al personaggio una dimensione umana e complessa. Francesco Russo, interpreta Cesare Rossi, e dà vita a un personaggio che incarna la lealtà cieca e incondizionata verso il leader, mentre Gaetano Bruno, nei panni di Giacomo Matteotti, offre un significativo contrappunto morale alla figura del Duce, rappresentando il coraggio della resistenza. Il cast di supporto arricchisce ulteriormente la serie, con interpretazioni che aiutano a delineare un quadro storico e umano denso e articolato.
M – Il Figlio del Secolo ha decisamente fatto centro, lasciando un’impronta indelebile nel panorama televisivo contemporaneo italiano e non solo. Con una produzione impeccabile, interpretazioni straordinarie e una narrazione che fonde rigorosa accuratezza storica con una profonda intensità emotiva, la serie è un autentico capolavoro. Non si limita a tracciare il ritratto di Benito Mussolini, ma si configura come una riflessione lucida e provocatoria sui meccanismi del potere, sul corso della storia e sulle sfumature più oscure della condizione umana.
M – Il Figlio del Secolo arriva a partire dal 10 gennaio in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW. Ecco il trailer della serie:















