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Dark Stagione 2 – In principio ci fu la fine | Recensione

  • di Luca Brindani
  • Giugno 24, 2019
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E’ finalmente arrivata su Netflix la seconda stagione di Dark, serie televisiva fantascientifica di origine tedesca attesa da ormai 2 anni. Considerando la natura di serie che vede al suo centro i viaggi nel tempo, bisogna subito partire con un’introduzione dovuta, per riabituarci al generale mood della serie.

Siamo a Winden, Germania, nel 2019, quando un ragazzo, Erik Obendorf, scompare nel nulla; poco tempo dopo toccherà anche a Mikkel Nielsen scomparire, ma Mikkel non è un ragazzo qualsiasi, infatti Ulrich Nielsen, il padre, è ispettore della polizia di Winden ed ha visto da giovane scomparire suo fratello Mads Nielsen ed è perseguitato dall’evento. Nel frattempo, due misteriosi viaggiatori arrivano a Winden: uno sconosciuto sulla quarantina e un prete, Noah, con intenti nefasti. Al centro del dipanarsi delle trame abbiamo principalmente 4 famiglie: I Nielsen, i Kanhwald, i Dopler e i Tiedmann. Le quattro famiglie, senza rendersene conto, saranno coinvolte in una battaglia tra il bene e il male che va avanti da tantissimi anni e che si è ripetuta innumerevoli volte con varie strade diverse, ma sempre un risultato comune, l’Apocalisse. Winden non è però una città come le altre, infatti, nella grotta in cui sono stati depositati segretamente dei barili di rifiuti della centrale nucleare, vi è anche qualcosa di più oscuro, una porta stretta con un’incisione latina, “Sic Mundus Creatus Est”, che conduce ad un buco nero che collega tre epoche diverse, il 1953, il 1986 e il 2019. La porta non è però l’unico modo con cui si può viaggiare nel tempo: vi è infatti un misterioso macchinario che permette anche di viaggiare nel futuro e nel passato, ma sempre con salti di 33 anni, e sarà questa macchina ad essere utilizzata da vari personaggi tra cui il misterioso viandante e una donna misteriosa ormai sulla sessantina.

Più avanti si scopriranno tutti i segreti che con un colpo di scena elimineranno molte delle incertezze sulla natura oscura della serie, come il ruolo di Mikkel, non scomparso ma bensì finito nel 1986 e vissuto lì fino al 2019 quando era noto a tutti come Michael Kanhwald, oppure l’identità del viandante ossia un Jonas invecchiato e vissuto nel futuro, o ancora l’identità dell’anziana donna, ossia Claudia Tidemann, scomparsa nel 1986, e che ha intrapreso una battaglia con il misterioso Noah e i Sic Mundus (I Viaggiatori). Inoltre nel finale anche Ulrich Nielsen arriva alle conclusioni che le grotte di Winden nascondano qualcosa e si trova così catapultato nel 1953 dove viene imprigionato come assassino dei due ragazzini scomparsi e impossibilitato a tornare a casa. Sarà questo il punto di partenza della stagione due da cui poi inizia la corsa contro il tempo per fermare l’Apocalisse a cui mancano solo 7 giorni. Come se non bastasse il tutto si scopre nelle ultime puntate lasciando inevitabilmente la conclusione della prima stagione come qualcosa di così grosso e pronto ad esplodere che la stessa attesa per la seconda stagione era ormai diventata insopportabile ma finalmente ci siamo, dunque, bando alle ciance ed iniziamo a parlare della seconda stagione di Dark.

Come dicevamo, all’inizio di questa stagione di Dark abbiamo tutti i vari tasselli mossi da Claudia e dai Sic Mundus al loro posto: Jonas 2019(Louis Hoffmann) è arrivato nel futuro (2052) mentre Jonas 2052(Andreas Pietschmann) è ancora nel presente (il 2020) e continua a perseguire il suo obiettivo, ossia impedire che si completi il tanto atteso Terzo Ciclo di ripetizione del loop; esso è atteso da Noah (Mark Waschke) e dai Sic Mundus, ma sopratutto dal misterioso Adam. Nel frattempo a Winden è arrivato un nuovo ispettore incaricato di indagare sulla scomparsa di Mikkel Nielsen (Daan Lennard Liebrenz), di Erik Obendorf, di Jonas e di Ulrich Nielsen (Oliver Masucci); il nuovo ispettore sarà subito incuriosito dalla rete di segreti ed omissioni degli abitanti di Winden, cercando continuamente di svelare con la logica ed una conoscenza non completa del quadro materiale di Winden un mistero che sembra trascinarsi nel tempo. Nel frattempo Charlotte Dopler (Karoline Eichhorn) è sempre più vicina a scoprire il reale collegamento tra le scomparse ed il libro “Viaggi nel tempo” di H. G. Tanhauser (Arnd Klawitter), suo nonno adottivo e unico reale collegamento con i suoi genitori.

La seconda stagione di Dark aveva un compito molto importante: riuscire a spiegare come si sarebbe arrivato a tutta la guerra eterna tra Claudia Tiedemann e Adam, e lo fa con dei twist veramente interessanti. Innanzitutto, nonostante l’attesa, non scopriamo subito il destino di Jonas, ma facciamo la conoscenza di Noah da giovane nel 1921 quando ancora i Sic Mundus stavano cercando di aprire il portale nelle grotte di Winden, in un tempo fuori dal loop temporale che comprende 1953, 1986, 2019 e poi 2052. E’ interessante notare come, con l’aggiunta di due ulteriori linee temporali a dipanarsi davanti agli occhi dei telespettatori, il tutto funzioni in maniera organica, i salti tra una linea temporale e l’altra non sono quasi mai annunciati ma grazie ad un sapiente uso delle soundtrack e anche delle viste aeree della zona di Winden si ha benissimo la comprensione di come questo grande affresco si stia dipanando davanti ai nostri occhi, quelli di ignari spettatori che forse anche più dei protagonisti ci rendiamo conto che certe cosedevono sempre accadere per essere”. Continuano gli indizi secondo cui il ciclo temporale infinito in cui i personaggi sono bloccati non sia la prima volta che viene azzerato e che continua a ripetersi e questo porta quindi a solo ad un’altra interessante conseguenza, la possibilità che il tanto misterioso labirinto del minotauro non sia un labirinto che ha strade che si affacciano su varie epoche ma più che altro ha strade che se seguite ne generano altre e così all’infinito, fino a creare possibili futuri tutti con un comune denominatore, l’Apocalisse.

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Gli sceneggiatori di Dark si dimostrano però attenti alla materia che trattano non lasciando nulla al caso, tutto avviene, perché si deve avvenire, ma inconsciamente sono gli stessi personaggi a seguire una strada decisa dal tempo stesso, che forse diventa in certi punti molto più il villain della serie che gli stessi Sic Mundus. In generale l’attenzione maggiormente dedicata a Noah e Jonas nella seconda stagione ci permette sia di scoprire di più su Adam e sull’organizzazione di cui è a capo. Noah diventa quindi un personaggio ancora più nevralgico rivelando una storia alquanto dolorosa e anche intrinsecamente legata al loop, quasi come se potesse essere una sorta di guardia di esso, generata apposta per difendere il tempo dai Sic Mundus e da Claudia anche. Jonas sempre di più è l’avatar del pubblico buttato in mezzo a questo casino che solo piano piano si rende conto di quello che sta avvenendo e del ruolo che lui, la sua famiglia e i suoi amici giocano ma anche il ruolo che gioca Adam, un ruolo perverso e che farà sobbalzare molti, ma non i più attenti che hanno seguito attentamente gli sproloqui del capo dei Sic Mundus.

Dark nella sua seconda stagione affonda sempre di più nel tema fantascientifico del viaggio del tempo, non sbagliando nulla e continuando a gestire la materia nel modo più scientificamente accurato possibile, ma anche consegnando ore di grande intrattenimento, ora siamo a due terzi dell’opera ed è ora di vedere finalmente le altre strade percorse dai personaggi nelle altre ripetizioni e chissà che in queste non vi sia la scappatoia per fermare l’apocalisse.

Dark Stagione 2

Dark nella sua seconda stagione affonda sempre di più nel tema fantascientifico del viaggio del tempo, non sbagliando nulla e continuando a gestire la materia nel modo più scientificamente accurato possibile, ma anche consegnando ore di grande intrattenimento, ora siamo a due terzi dell'opera ed è ora di vedere finalmente le altre strade percorse dai personaggi nelle altre ripetizioni e chissà che in queste non vi sia la scappatoia per fermare l'apocalisse.
8.9
Ottima serie di viaggi nel tempo
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