Dirk Gently's Holistic Detective Agency – Tutto è collegato

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Siamo di fronte ad una serie molto particolare, se ben ricordate ve ne avevo già parlato in un biglietto da visita (che trovate qui sotto):
http://redcapes.it/serie-tv/biglietto-visita-5-dirk-gentlys-holistic-detective-agency/
Bene, ora che la serie è finita posso finalmente parlare più approfonditamente di quella che per certi versi è stata una rivelazione del 2016.
Dirk GentlyDirk Gently’s Holistic Detective Agency non è una serie qualunque, si basa su un concept assurdo e ha per protagonista un personaggio singolare e molto british!
Da questo punto di vista non ci si può lamentare, il prodotto portato su schermo da Max Landis è quanto di più dissimile dal concept iniziale si potesse realizzare con questo personaggio, ne risulta quindi un ibrido tra un detective del paranormale, il Dottore e Dirk Gently (quello dei libri), il tutto è perfettamente collocato nella persona di Simon Barrett, attore abbastanza giovane che non ha brillato particolarmente altrove, ma che qui dimostra di saperci fare dannatamente bene. O almeno, è un Dirk estremamente credibile nella concezione che si è voluta dare al personaggio.
Infatti il personaggio è convinto  che “Tutto è collegato”, questa filosofia lo guida nei casi come anche nella vita di tutti i giorni, che di per sé non è normale.
La serie però non vanta solo un protagonista spesso collocato benissimo, ma anche un co-protagonista, che risulta quasi più protagonista dello stesso Dirk, Todd Brotzman, interpretato da Elijah Wood. Tra i due si crea immediatamente una chimica incredibile che dà luogo a molte scene surreali e comiche, come anche a scene più intimiste che servono allo spettatore per poter capire la psicologia del personaggio di Elijah Wood, un paranoico e insicuro facchino di Seattle. I due costituiscono una strana coppia attira guai, come se fosse destino che tutto accadesse, che si incontrassero, più che destino era l’Universo a volerlo.
Dirk e Todd in queste otto puntate si troveranno ad affrontare di tutto, da pazzi psicopatici pelati, ad assassini con la stessa convinzione dell’Universo come qualcosa di collegato e pulsante e vandali senza meta.
Bart interpretata da una sboccata Fiona Dourif, è un’assassina olistica, crede fermamente che i suoi omicidi servano all’Universo, si accompagna un hacker riluttante ad aiutarla ma che in un modo simile a Todd sarà un buon comic relief in molti momenti seri.
I 3 vandali invece sono i personaggi più pazzi probabilmente di tutta la serie, assorbono l’energia psichica delle persone. E sono 4.
La trama segue l’apparente omicidio di Patrick Spring e la scomparsa della figlia, un caso misterioso che riunisce un gruppo insolito di personaggi sotto la stessa apparente missione, sarà qui che entrerà in gioco il fattore cospirativo e paranormale, infatti possiamo definire così i nemici, una sorta di setta sparsa per le più alte sfere che punta al potere, ma che si è trovata come gli stessi protagonisti in mezzo a qualcosa di più grande di loro ed ora non sa come uscirne.
Landis, che ha sceneggiato l’intera prima stagione, ha anche pensato di inserire una ulteriore cospirazione governativa che vede al centro dei progetti falliti militari che stanno creando scompiglio negli USA, così siamo arrivati già solo nella Prima Stagione ad avere tante di quelle forze in gioco da tenere lo spettatore sempre attento perché non sa da dove può provenire ulteriore pericolo.
La sceneggiatura punta sul fattore paranormale, molto e bene anche, si crea un alone di mistero intorno alla faccenda che sembra puntata dopo puntata diventare sempre più misteriosa, non si riesce a cavare un ragno dal buco nonostante l’impennata che fanno gli avvenimenti quasi ogni volta. D’altronde era una prima stagione, quindi a conti fatti introduttiva sotto questo punto di vista, gli sceneggiatori e i produttori si sono trovati a fare un lavoraccio per riuscire a dare quel forte imprint alla serie che le serviva per poter sopravvivere in mezzo a tanti prodotti mediocri sui generis.
La regia e le musiche sono quelle che richiamano tantissimo le atmosfere Inglesi nonostante la serie sia ambientata negli Stati Uniti e abbia quasi solo attori Americani, quindi è abbastanza particolare anche in quel senso.
La serie si presenta dunque come un prodotto incredibilmente divertente ed appassionante da seguire, un perfetto connubio tra il modo di fare televisione Inglese e quello Americano, creando così il primo serial nel suo genere a risultare una co-produzione (D’altronde di BBC America si parla) molto convincente e che non permette allo spettatore di essere svogliato, se perdi di vista qualcosa rischi di confonderti, quindi come ci ricorda sempre Dirk, “Prestate attenzione.”
Il nostro consiglio è: fiondatevi su Netflix e guardatevi tutta la prima stagione di questa imperdibile serie e vedrete che terminata non vedrete l’ora che arrivi la Seconda.

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