Rebecca Hall ha avuto una carriera da attrice durata circa quindici anni in cui, com’è facile intuire, ha speso diverso tempo davanti la macchina da presa. Adesso arriva alla Festa del Cinema di Roma, dopo il passaggio allo scorso Festival di Berlino, l’esordio in cabina di regia della donna con Passing, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Nella Larsen. Il film, con il titolo localizzato come Due Donne, arriverà in Italia su Netflix a partire dal prossimo 10 novembre.

Irene e Clara, donne con origini afroamericane e dalla pelle nera, sono due amiche d’infanzia che si ritrovano in età adulta, aprendosi nuovamente in maniera reciproca. Entrambe saranno dunque coinvolte nella vita e nelle insicurezze dell’altra. Ma se Irene si identifica effettivamente come una afroamericana ed ha sposato un uomo di colore che lavora come medico, Clara viene trattata dalla società come una donna bianca ed ha sposato un uomo molto ricco che, però, è un pregiudicato. Le donne vivono insomma due vite agli antipodi nella New York del 1929, in un contesto che permetterà ad entrambe di esplorare a fondo la loro identità sessuale e razziale, tra ossessioni e repressioni.

Sin dai primi frame è lampante che Due Donne – Passing è un’opera prima capace di avere uno sguardo abbastanza intimo e sincero in quello che si vuole raccontare. Niente di innovativo o che faccia urlare al miracolo, ma è un qualcosa sicuramente di non scontato. Rebecca Hall nelle sue prime vesti di regista costruisce un racconto elegante dal punto di vista stilistico e di messa in scena. La pellicola, insomma, è confezionata in modo da poter arrivare e piacere ad una fetta di pubblico veramente ampia. Si tratta sicuramente di una trovata intelligente, vista anche la delicatezza del materiale trattato.

Se sotto questo punto di vista Passing è un’opera prima che, in un certo senso, si mostra più consapevole rispetto a lavori simili, va specificato come la pellicola cada comunque in una serie di leziosismi, imperfezioni e ingenuità dovute proprio al suo status di primo lavoro della regista. Basti pensare all’utilizzo del bianco e nero e del formato 4:3. Si ha come l’impressione che la scelta, per quanto molto bella e apprezzabile dal punto di vista stilistico e visivo, sia stata dovuta solo ad un voler mettere in mostra la bravura, come se il film fosse una vetrina: la Hall ha voluto osare con un pizzico di presunzione e se, come detto, il risultato in un certo senso la premia, è anche vero che il bianco e nero e il formato non danno nulla alla narrazione, portando lo spettatore a chiedersi il perché dell’utilizzo di questi virtuosismi.

Tuttavia, è anche giusto sottolineare come le immagini, per un aspetto puramente estetico, ne guadagnino in bellezza, melodrammaticità e fascino. Va specificato che il film si fa seguire e coinvolge lo spettatore anche per la bellezza di alcune sequenze in questi formati.

Due Donne - PassingPunti di forza di Passing sono anche le due attrici protagoniste, entrambe molto brave nei loro ruoli, in special modo Tessa Thompson, che qui forse è autrice della sua interpretazione migliore e non sarebbe così assurdo parlare di una possibile nomination agli Oscar. Il suo personaggio porta con sé una carica di frustrazione, malinconia ma anche energie positive che, quasi letteralmente, danno forza alla pellicola. Anche Ruth Negga dimostra di essere molto a suo agio nel ruolo e dà prova del suo talento. In particolare, le scene condivise con la Thompson sono molto interessanti e veramente buone. Molto bene anche André Holland, il cui impegno si percepisce nel tempo che ha a disposizione. Per assurdo, senza fare spoiler, uno dei punti interrogativi del film è Alexander Skarsgård: c’è veramente tanto attrito tra le azioni del suo personaggio e il modo in cui l’attore le mette in scena. Ci si ritrova davanti ad una scelta di recitazione quasi inspiegabile ed è forse questo il difetto più grande del film, che resta sì interessante ma che appunto si porta dietro delle problematiche non troppo piccole.

Non è chiaro, infatti, cosa la pellicola voglia raccontare. A chi è rivolta la storia? Sono le domande che molto probabilmente lo spettatore si farà a fine visione, rimanendo sì ammaliato dalle immagini che ha potuto ammirare ma al contempo stordito da una narrazione confusionaria e decisamente poco memorabile, in cui viene trasmesso un messaggio sul razzismo banale e non all’altezza di altre produzioni sul tema.

Due Donne – Passing, dunque, è un ottimo film dal punto di vista visivo. Rebecca Hall si lascia andare ad alcuni virtuosismi che aiutano le immagini a guadagnarne in potenza e fascino, ma questi stessi elementi mettono in secondo piano la narrazione, che ne esce anzi indebolita, forse perché lasciata troppo in secondo piano. Va da sé che in un film sul tema del razzismo questo non dovrebbe succedere e anzi, immagini e storytelling dovrebbero andare di pari passo. Si tratta però di difetti che ritrovati in un’opera prima possono starci, nonostante il film manchi innanzitutto di originalità. Due Donne – Passing di Rebecca Hall è un po’ un’occasione sprecata ma, e questo è certo, dal punto di vista estetico la regista ha già dimostrato di essere estremamente capace e abile.


Passing, col titolo italiano di Due Donne, arriverà su Netflix a partire dal prossimo 10 novembre. Di seguito il trailer ufficiale del film:

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