Con Enola Holmes 3, disponibile su Netflix dal 1 luglio, la giovane detective interpretata da Millie Bobby Brown torna protagonista di una nuova avventura che amplia ulteriormente l’universo ispirato ai romanzi di Nancy Springer. Diretto da Philip Barantini, al suo primo capitolo della saga dopo i due film firmati da Harry Bradbeer, la pellicola riporta sullo schermo anche Henry Cavill nei panni di Sherlock Holmes, Louis Partridge in quelli di Tewkesbury, Helena Bonham Carter come Eudoria Holmes e Himesh Patel nel ruolo del dottor Watson. Abbiamo visto il film in anteprima e di seguito vi riportiamo il nostro parere.
Questa volta Enola si ritrova coinvolta in un’indagine che la conduce lontano dall’Inghilterra, fino a Malta, dove una giovane ereditiera scompare in circostanze misteriose. Quello che inizialmente sembra un semplice caso investigativo si trasforma ben presto in una rete di segreti, cospirazioni e pericoli che metteranno alla prova non solo le sue capacità deduttive, ma anche il suo rapporto con le persone a lei più vicine. Ancora una volta, la detective dovrà trovare un equilibrio tra l’istinto, l’indipendenza e il peso di un cognome tanto prestigioso quanto ingombrante.
Se state guardando il terzo capitolo di Enola Holmes sapete già la sua storia, ma in caso vi siate persi qualcosa, ecco un piccolo recap! Nel primo Enola Holmes abbiamo assistito alla nascita della detective, determinata a ritrovare la madre scomparsa e a costruirsi un’identità autonoma rispetto ai fratelli Sherlock e Mycroft, sfidando apertamente le convenzioni della società vittoriana. Enola Holmes 2 aveva invece consolidato la formula della saga, mostrando una protagonista più consapevole delle proprie capacità, alle prese con il suo primo vero caso da investigatrice professionista, senza rinunciare al caratteristico tono leggero, all’ironia e alla continua rottura della quarta parete che hanno contribuito al successo della saga. Con due film alle spalle, Enola non è più soltanto una promessa, ma un personaggio ormai definito, chiamato a confrontarsi con sfide sempre più complesse e con la necessità di trovare una propria dimensione all’interno di un universo narrativo che continua inevitabilmente a gravitare attorno alla figura iconica di Sherlock Holmes.
Enola Holmes 3 è prima di tutto un film d’intrattenimento, costruito per coinvolgere il pubblico con un ritmo sostenuto, una buona dose di mistero e una grande avventura. La scelta di spostare gran parte della vicenda a Malta rappresenta una delle novità più riuscite del film. Le atmosfere mediterranee, tra porti, vicoli assolati, fortezze e paesaggi affacciati sul mare, regalano alla narrazione un’identità differente rispetto ai precedenti capitoli e contribuiscono a renderlo un perfetto film estivo, in cui intrighi, doppi giochi e cospirazioni si intrecciano con il fascino dell’esplorazione. Pur senza rivoluzionare la formula, la regia di Philip Barantini accompagna il racconto con uno sguardo leggermente più dinamico, lasciando che sia il mistero a guidare l’azione. L’indagine procede attraverso depistaggi, alleanze inaspettate e continui cambi di prospettiva, mantenendo viva la curiosità dello spettatore fino alla risoluzione del caso.
A beneficiare maggiormente di questa evoluzione è soprattutto Millie Bobby Brown. Se negli ultimi anni, complice una carriera sempre più orientata verso produzioni che non sempre hanno valorizzato il suo talento, l’attrice aveva dato l’impressione di attraversare una fase meno brillante rispetto agli esordi folgoranti di Stranger Things, qui ritrova una naturalezza e una presenza scenica che ricordano perché Enola Holmes sia diventato il personaggio più convincente della sua filmografia recente. Brown si muove con sicurezza tra intuito investigativo e momenti più intimi, dimostrando quanto questo ruolo sembri ormai appartenerle completamente. La sua interpretazione riesce a sostenere tanto le sequenze d’azione quanto quelle più brillanti, senza mai perdere quel carisma spontaneo che caratterizza il personaggio.
Il ritorno di Louis Partridge nei panni di Tewkesbury e di Henry Cavill come Sherlock Holmes contribuisce infatti ad arricchire la vicenda senza oscurare la protagonista. Tewkesbury continua a rappresentare il legame più autentico della vita di Enola, mentre Sherlock conferma il ruolo di fratello, mentore e punto di riferimento, con Cavill che offre ancora una volta una versione più umana e misurata del celebre investigatore. Tra le sorprese più piacevoli c’è anche uno spazio decisamente maggiore riservato a Helena Bonham Carter. Dopo apparizioni più limitate nei capitoli precedenti, Eudoria assume finalmente un peso narrativo più consistente, diventando una figura attiva nello sviluppo della vicenda e non soltanto una presenza simbolica. Il suo rapporto con Enola acquista nuove sfumature e permette al film di approfondire ulteriormente il tema dell’eredità familiare, mostrando come madre e figlia condividano lo stesso spirito ribelle pur esprimendolo in modi differenti.
Pur senza reinventare una formula ormai ben consolidata, Enola Holmes 3 dimostra come la saga abbia ancora qualcosa da raccontare. Il film sceglie di non inseguire svolte clamorose, preferendo affinare gli elementi che ne hanno fatto crescere il successo. Qualche sviluppo narrativo rimane prevedibile e l’indagine non raggiunge mai la complessità dei grandi racconti dedicati a Sherlock Holmes, ma l’equilibrio tra avventura e spettacolo rende questa nuova avventura un intrattenimento riuscito. Merito soprattutto di una ritrovata Millie Bobby Brown, sempre più a suo agio nei panni di Enola, e di una saga che, pur senza ambizioni rivoluzionarie, ha creato negli anni un personaggio davvero riconoscibile.
Enola Holmes 3 è disponible su Netflix. Ecco il trailer del film:














