Jim Jarmusch ha trionfato alla Mostra del Cinema di Venezia con il suo Father Mother Sister Brother, vincendo il Leone d’Oro per il miglior film. Si tratta di un film antologico composto da tre episodi che vede nel cast Tom Waits, Adam Driver, Mayim Bialik, Charlotte Rampling, Cate Blanchett, Vicky Krieps e Indya Moore. La pellicola uscirà nelle sale cinematografiche italiane il prossimo 24 Dicembre con Lucky Red.

Father Mother Sister Brother è un lungometraggio, seppur attentamente costruito in forma di trittico. Tre storie che raccontano le relazioni tra figli adulti e genitori piuttosto distanti, e tra fratelli. Ognuna delle tre parti è ambientata nel presente e ciascuna si svolge in un paese diverso. Father è ambientato nel nord-est degli Stati Uniti, Mother a Dublino, e Sister Brother a Parigi. Una serie di ritratti intimi, osservati senza esprimere giudizi, in cui la commedia è attraversata da sottili momenti di malinconia.

Il primo segmento è ambientato nel New Jersey, dove due fratelli vanno a trovare loro padre, che sembra essere malato e in difficoltà economiche, sembra, per l’appunto. Personaggi assurdi e che muovono una sensazione di straniamento, in una casa che diventa teatro di menzogne e inganni. Il secondo episodio, invece, vede due sorelle riunirsi alla loro madre per un tè pomeridiano. Da subito emerge un rapporto tra le tre che si trova in un equilibrio precario tra l’imbarazzo e la rabbia repressa, senza mai sfociare in nulla di fatto, ma sfruttando l’ironia per porre lo spettatore in una posizione di disagio. “Il tempo vola”, esclama il personaggio di Vicky, in forte contrasto con ciò che invece si prova in sala, ovvero una sensazione di tediante lentezza. Per il terzo e ultimo episodio ci si sposta a Parigi, in una città dove due gemelli riflettono sulla morte dei genitori, soffrendo e sostenendosi insieme in un ricordo commosso.

Jim Jarmusch costruisce un film a episodi, tre per la precisione, che affrontano con ironia e un pizzico di humour sottile e arguto i rapporti complicati che nascono all’interno delle dinamiche famigliari. Mentre i primi due racconti sono esplicitamente puntati sulla commedia, l’ultimo risulta essere quello più profondo e toccante, con un velo drammatico che prevale sulla leggerezza dell’ora precedente di visione. Father Mother Sister Brother rappresenta in toto la lentezza e il sarcasmo del regista, che sfrutta un cast di rilievo per fare in modo che si prenda in giro da solo, che riesca a ridere di se stesso e che dipinga una situazione al limite dell’assurdo, da una parte, ma perfettamente in linea con la normalità e la quotidianità di molte famiglie. Il tempo diventa il protagonista primario delle storie, si ferma, si dilata, accelera, emergendo anche nei riferimenti al Rolex e negli scambi tra i personaggi. 

Jarmusch riflette in questo film tutto il suo essere, si respira il regista, si sente il suo desiderio di analizzare i rapporti che intercorrono tra genitori e figli, sia in chiave ilare che in chiave drammatica, riuscendo a divertire, commuovere e far riflettere lo spettatore. Il film strizza continuamente l’occhio al pubblico, creando un filo narrativo che lega gli episodi con alcune inside jokes presenti in ogni famiglia sullo schermo, insieme ad altrettante immagini che scorrono in ogni singola storia, inserite ad hoc. Il collegamento non sembra avere un senso logico, si tratta di battute che però creano quella metanarrazione che affascina e colpisce, in tipico stile di Jarmusch. Father Mother Sister Brother utilizza battute argute e dialoghi pungenti, l’azione è ridotta al minimo, per fare spazio a scambi incalzanti che donano ritmo alla narrazione.

Father Mother Sister Brother celebra il cinema di Jarmusch, un cinema che lascia innumerevoli domande in sospeso, sfruttando un silenzio assordante che rispecchia il nostro mondo. Come è stato per tutta la sua cinematografia, il regista gioca molto, con i personaggi e con lo spettatore, prendendo in giro e prendendosi in giro, creando un gioco di no sense che funge da motore per il divertimento e, soprattutto, da incentivo per la critica sociale e la riflessione. Inquadrature fisse, ravvicinate, silenzi, tutto fa parte di un quadro narrativo dipinto appositamente per creare confusione e divertimento. Il ritmo non è dato dal montaggio, o dalle azioni, ma dai personaggi, dalle battute, dalle bugie che abitano le loro e le nostre case.

Una pellicola pregna di significato, Father Mother Sister Brother arriva al cuore e alla mente dello spettatore, in primis sfruttando i binari della commedia dell’assurdo, per poi arrivare al pieno dramma che commuove e porta alla riflessione. Un gioco tra silenzi e dilatazione del tempo che dipinge un mondo in pieno stile Jim Jarmusch, dove i dialoghi incalzanti e le battute argute si susseguono rapidamente, donando ritmo alla narrazione.


Father Mother Sister Brother, il nuovo film di Jim Jarmusch, arriva nei cinema il prossimo 24 Dicembre con Lucky Red. Ecco il trailer italiano:

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