La saga di Fear Street continua con un quarto capitolo disponibile da poco su Netflix, ovvero Fear Street: Prom Queen. La serie di film horror si basa sugli scritti di R. L. Stine, noto autore di Piccoli Brividi. Ogni pellicola è collocata in un’epoca differente, tra il 1994, il 1978 e il 1666, per concludersi con questo ultimo capitolo ambientato nel 1988. 

Torniamo a Shadyside, questa volta nel 1988. Al liceo locale si sta avvicinando uno degli eventi più attesi dell’anno, ovvero il ballo studentesco con annessa elezione del re e della reginetta del ballo. Lori Granger è la tipica outsider bullizzata dalle ragazze più popolari, ma nonostante ciò decide di sfidare tutti e candidarsi come reginetta. Quella scelta non piace a Tiffany Falconer, la super favorita, una ragazzina arrogante che maltratta tutti, genitori e fidanzato compresi. Tuttavia, quello che dovrebbe essere un momento magico, si trasforma presto in un incubo. Una a una, le candidate iniziano a sparire o a essere trovate morte in circostanze misteriose. L’atmosfera si fa sempre più tesa, e Lori capisce che qualcuno è disposto a tutto pur di vincere… o impedire che qualcun altro lo faccia. Tra sospetti, minacce anonime e segreti che vengono alla luce, la protagonista si trova al centro di una spirale di terrore. Non sa di chi fidarsi e il pericolo sembra essere sempre più vicino.

I primi tre capitoli della saga, se pur deboli, condividevano un’atmosfera intrigante e divertente che, unitamente all’aspetto slasher, ha contribuito a sviluppare dei film estremamente godibili. Purtroppo la stessa cosa non si può dire di Fear Street: Prom Queen. Quest’ultimo capitolo delude completamente le aspettative e restituisce al pubblico una storia che si basa su clichè e banalità. A cominciare dalla costruzione dei personaggi, che seguono perfettamente le dinamiche di un qualsiasi teen movie, dove abbiamo da una parte le ragazze popolari, belle e cattive, mentre dall’altra ci sono le outsider, che si tengono leggermente in ombra e vengono generalmente ritenute “strane”. Ogni personaggio è estremamente bidimensionale, senza una profondità di scrittura e caratteriale, il che dona alla storia una piattezza generale. Non è possibile provare empatia per nessuno di loro, proprio per il fatto che nessuno di loro cattura la mente e il cuore dello spettatore.

La bidimensionalità dei personaggi si riflette sulla sceneggiatura generale di Fear Street: Prom Queen. La successione degli eventi risulta estremamente banale e prevedibile, compresa la scoperta del serial killer che è tutt’altro che una sorpresa. La storia avanza con tutti i clichè tipici dei teen movie anni ’80 e contemporanei, senza alcun colpo di scena evidente. La narrazione si dipana su stilemi e paradigmi ben noti al grande pubblico, dove diverse ragazze si sfidano a suon di frecciatine per ottenere la tanto ambita corona. Con la differenza che qui sopraggiunge un serial killer e l’atmosfera si tinge di rosso. Altro problema di questa pellicola, risulta proprio il killer e il lato slasher dell’insieme, poco accattivante e decisamente piatto, non crea tensione in alcun momento e le morti dei vari personaggi risultano prive di importanza e intrattenimento.

Fear Street: Prom Queen sembra nascere come un progetto che vuole riprendere i clichè dei teen movie e degli anni ’80 per ridicolizzarli, creando una narrazione che intrattenga e crei tensione. Purtroppo, tutto ciò non avviene. La sceneggiatura e la regia cercano, inutilmente, di sfruttare l’assurdo e il paradossale per creare dei momenti che scatenino ironia e ilarità, ma finiscono, invece, semplicemente per disturbare la visione e creare confusione. Questo si nota dal momento in cui le ragazze e i ragazzi della storia iniziano a sparire e nessun personaggio sembra preoccuparsene. Ad un certo punto, addirittura, una testa mozzata compare nella sala da ballo e la festa va avanti come nulla fosse. L’inverosimile è una tecnica narrativa che, se usata con sapienza, può scatenare divertimento e terrore simultaneamente. Qui, invece, provoca semplicemente un’irrealtà ridicola a cui è difficile accostarsi.

Fear Street: Prom Queen è, purtroppo, una tutt’altro che degna conclusione della saga teen horror Fear Street. Una pellicola banale e piena di clichè che delude lo spettatore e non lo diverte affatto. I personaggi sono estremamente piatti e bidimensionali, immersi in una narrazione prevedibile e dove si aggira un serial killer decisamente poco accattivante.


Fear Street: Prom Queen è disponibile sulla piattaforma Netflix dal 23 Maggio. Ecco il trailer italiano:

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