È iniziata la 16esima Festa del Cinema di Roma e ad aprire la sezione parallela di Alice nella Città è il tanto atteso e rimandato Ghostbusters: Legacy, terzo capitolo della saga cult e iconica iniziata nel 1984. Questo film è stato diretto da Jason Reitman, figlio di Ivan, regista degli altri due film che compongono il franchise. Questo terzo episodio ha avuto una gestazione molto lunga: infatti, era da diverso tempo che si voleva realizzare un film che andasse a riprendere i personaggi entrati ormai nel cuore dei fan e che godono di una fanbase solida e molto ampia. Nel 2016 c’è stato un tentativo, da parte di Paul Feig, di creare una sorta di filone parallelo, declinato al femminile. Il risultato però non ha avuto il successo sperato, venendo giudicato in maniera perlopiù negativa sia dalla critica che dal pubblico. Indi per cui, è arrivata la scelta di operare una manovra simile a quelle messe in atto per Star Wars e Jurassic Park: unire il vecchio con il nuovo, andando a far incrociare i nuovi personaggi con quelli dei film originali, in modo tale da riuscire ad attirare i fan di vecchia data ma anche i neofiti.

Una madre single di due figli si ritrova sfrattata dal suo appartamento e, in assenza di altre possibili opzioni per mantenere la propria famiglia, decide di tornare a vivere nella casa del nonno dei ragazzi con la scusa di mettere ordine tra le sue vecchie cose dopo la sua morte. Nella nuova cittadina accadono fenomeni inspiegabili, come per esempio forti scosse di terremoto nonostante la zona non sia minimamente a rischio sismico, e i giovani protagonisti scoprono presto un possibile collegamento tra il soprannaturale e la figura ammantata di mistero del loro nonno, ormai defunto.

Quando si parla di Jason Reitman non si sta di certo parlando di un regista inesperto, visto che è attivo da ormai sedici anni nel settore, con alcuni momenti nella sua carriera che risultano anche più meritevoli di essere evidenziati rispetto ad altri del padre. Jason, per esempio, è stato già candidato agli oscar per film come Juno e Tra Le Nuvole. Il merito del regista di Ghostbusters: Legacy (il cui sottotitolo originale è Afterlife, che sicuramente risulta più accurato del grossolano Legacy) è quello di aver colto l’anima del franchise e di esser riuscito a comprendere a fondo il mondo di Ghostbusters. In questo modo il film è in grado di restituire ai vecchi e donare ai nuovi fan l’essenza dei film precedenti, aggiungendo però una grande modernità, dovuta alla giovinezza dei nuovi protagonisti.

A proposito di questi ultimi, va detto che il timore di trovarsi di fronte ad una sorta di clone di Stranger Things, vista anche la presenza di Finn Wolfhard, era molta. Tuttavia, al di là di qualche momento in cui le vibes da Anni Ottanta, non c’è alcun tipo di rimando, visivo o concettuale, alla serie Netflix. Anzi, il film prende una direzione completamente differente rispetto a quella della serie.

Ma la vera sorpresa del film è a mani bassissime Mckenna Grace, che il pubblico aveva già avuto modo di vedere in film come Annabelle 3, Tonya e Gifted tra gli altri. Il suo personaggio è la vera protagonista di tutta la pellicola e riesce a trascinare tutta la narrazione con il suo talento, nonostante la giovane età. Buona la prova di Carrie Coon, attrice che interpreta la figura materna del film e che ha il giusto spazio narrativo. I comic relief del film sono affidati ai personaggi di Paul Rudd e Logan Kim, che funzionano molto bene nell’economia dello storytelling, risultando divertenti e quasi mai fuori luogo.

Ad onor del vero, quasi tutti i personaggi sono scritti molto bene, andando così a facilitare il lavoro degli attori, tutti a proprio agio. Reitman è riuscito con Ghostbusters: Legacy a scrivere una sceneggiatura che si collega molto bene ad alcune delle sue opere migliori, basate soprattutto sul rapporto genitori-figli. Si tratta di una sua peculiarità e sono pochi i registi in attività ad avere questo talento. E la forza di questo terzo capitolo sta proprio in questo: si tratta della storia di una famiglia che deve fronteggiare qualcosa di insolito e inaspettato ma specialmente qualcosa di più grande di loro. Forse lo script è eccessivamente derivativo dal primo film, perché cerca di collegarvisi in maniera troppo ossessiva per del fanservice verso i fan di vecchia data, togliendo spazio ad alcuni sbocchi narrativi che potevano avere un certo spessore. Ottimi gli effetti speciali, perché ricalcano assolutamente quelli dei vecchi film, andando però a mescolare quelle tecniche con tecnologie più moderne, rendendo il tutto un mix affascinante e vintage.

In conclusione, Ghostbusters: Legacy è un buon prodotto commerciale e destinato all’intrattenimento. I fan del franchise lo ameranno e chi si affaccia a questo mondo per la prima volta potrà apprezzare sicuramente tutto ciò che c’è dietro. Non si parlerà del ruolo che hanno i vecchi protagonisti per evitare di fare spoiler che, in film come questi, potrebbero un po’ ammazzare le aspettative. In ogni caso, Ghostbusters: Legacy è una pellicola consigliate e che, con la scena dopo i titoli di coda, potrebbe dare un pizzico di magia in più a ciò che si sarà appena visto.


Ghostbusters: Legacy arriverà al cinema il 18 novembre. Di seguito, il trailer ufficiale del film:

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