Dieci anni dopo La Cura dal Benessere, Gore Verbinski (La trilogia dei Pirati dei Caraibi) torna al cinema con Good Luck, Have Fun, Don’t Die, un film che vuole essere una riflessione sull’intelligenza artificiale, strutturato come un bizzarro mix di commedia d’azione, fantascienza distopica e thriller, con un montaggio frenetico e svolte inaspettate. Il risultato è un prodotto non perfetto ma sicuramente accattivante, nuovo e brillante. Guardando Good Luck, Have Fun, Don’t Die, inizialmente si ha la sensazione di star guardando un episodio in stile Black Mirror, ma le cose cambiano rapidamente. Abbiamo visto il film e di seguito vi riportiamo il nostro parere.

Una notte oscura. Una tavola calda affollata. Un uomo con un detonatore (Sam Rockwell) irrompe proclamando di venire dal futuro. È la 117ª volta che torna con la stessa missione. Prima che il tempo scada, deve reclutare un gruppo di clienti del ristorante chiaramente impreparati (Haley Lu Richardson, Michael Peña, Zazie Beetz, Asim Chaudhry e Juno Temple) per fermare l’imminente apocalisse dell’intelligenza artificiale salvare l’umanità dai pericoli dei social network. Il problema? Tutto sembra essere contro di loro: dagli scettici, passando per gli adolescenti con il cervello fritto, fino a mostri algoritmici fuori controllo. Ma se questo improbabile gruppo ci riuscirà, il mondo potrebbe avere una possibilità. O no?

Good Luck, Have Fun, Don’t Die è un’opera che rifiuta la linearità e preferisce muoversi sul terreno del caos, dove ogni idea viene spinta fino alle sue conseguenze più assurde.

Fin dai primissimi minuti, il film non perde tempo: si lancia in tutte le direzioni e la follia è reale. Ma dietro questa follia, la trama inizia a virare verso temi più seri, forse troppo seri. La critica a un mondo inghiottito dalla tecnologia, dall’intelligenza artificiale e dalla disumanizzazione prende gradualmente il sopravvento; il messaggio è pertinente e ben veicolato, ma nella seconda parte manca il puro divertimento senza filtri che sembrava caratterizzare l’intera opera. Alcune idee vengono sviluppate solo parzialmente e il film tende talvolta a disperdere la propria energia narrativa.

Anche il montaggio svolge una funzione narrativa interessante, alternando accelerazioni a momenti più rilassati in linea con il moneto che sta raccontando. Questa struttura può risultare spiazzante, ma appare coerente con il tema della storia: il tempo non è una linea ordinata ma una materia instabile, soggetta a continue interruzioni. In diversi passaggi il montaggio sembra volutamente rifiutare la progressione classica degli eventi, lasciando che alcune scene si prolunghino oltre il necessario e che altre si interrompano bruscamente. Dal punto di vista visivo il film non delude, gli effetti speciali sono solidi, ben realizzati e contribuiscono allo spettacolo che ci aspettavamo. Dal punto di vista registico, Verbinski dimostra ancora una volta una notevole capacità di controllare il caos. La sua regia non cerca l’eleganza oggi dominante in molta fantascienza contemporanea; al contrario, abbraccia la complessità e l’eccesso. La fotografia contribuisce in modo decisivo alla costruzione dell’identità visiva del film. L’alternanza tra ambienti illuminati da luci artificiali fredde e spazi più caldi e imperfetti crea un contrasto che riflette il conflitto centrale dell’opera: da una parte il controllo tecnologico, dall’altra l’imprevedibilità umana.

Il cast riesce a sostenere la natura irregolare del racconto senza cadere nell’eccesso caricaturale. Volutamente assurdo e inverosimile, faticherà per alcuni ad essere accettato anche per alcune scelte narrative nel finale che richiedono una fortissima sospensione dell’incredulità.

Gore Verbinski dipinge un ritratto poco lusinghiero e satirico del rapporto tra la nostra società e la tecnologia. Good Luck, Have Fun, Don’t Die è una pellicola irregolare ma vitale, capace di divertire, inquietare e far riflettere senza rinunciare alla propria vena anarchica. Non è un film perfetto, non piacerà a tutti, ma è uno di quei casi in cui l’ambizione conta quasi quanto il risultato finale.


Good Luck, Have Fun, Don’t Die di Gore Verbinski è al cinema distribuito da Vertice 360, di seguito il trailer ufficiale del film:

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