Con il passaggio dei diritti di DC Comics a Panini Comics, in Italia vede luce una nuova edizione di Gotham Central, serie a fumetti di Ed Brubaker e Greg Rucka ambientata a Gotham City e che segue le storie dei poliziotti dell’unità grandi crimini del dipartimento di polizia mentre ha a che fare con i villain del Cavaliere Oscuro e casi più normali nella città più malfamata del DC Universe.

La serie è stata pubblicata dal 2003 al 2006, ed ha quindi dovuto navigare a vista, anche a causa dei numerosi problemi che stavano affliggendo l’universo DC, come Crisi d’Identità e la ben più imponente Crisi Infinita che ha colpito anche Gotham, come vediamo in un numero speciale che fa da tie-in alla Guerra Magica che scaturisce contro Lo Spettro/Jim Corrigan.

Nella serie seguiamo principalmente Crispus Allen e Renee Montoya, detective della Polizia di Gotham, più precisamente parte dell’Unità Grandi Crimini fondata da James Gordon e ora sotto la direzione di Margaret Sawyer che, dopo aver avuto a che fare con Superman a Metropolis, si trasferisce nella città crepuscolare di Batman. Nella serie, ovviamente, oltre a casi di normale amministrazione, seguiamo anche indagini più speciali che richiedono l’intervento di Batman, permettendo così di dare voce anche ai dubbi sull’operato del vigilante tra le forze dell’ordine, dubbi spesso presentati e reiterati da Michael Atkins, a capo della Grandi Crimini insieme alla Sawyer.

Brubaker e Rucka si concentrano principalmente proprio sui detective del GCPD: i crimini, i freaks e gli stessi vigilanti diventano di contorno e, seppur la scelta potrebbe far storcere il naso, dopo i primi numeri non risulta così fastidiosa; in più, la scelta permette al lettore di entrare maggiormente nella parte del detective e seguire le indagini come fosse proprio parte della squadra e non solo un semplice osservatore esterno. Brubaker e Rucka sono bravissimi proprio nel tirare in mezzo, oltre al crimine stesso, parte della vibrante struttura di Gotham, comprese le personalità di ogni detective che seguiamo nella serie. Ogni caso che il GCPD affronta vede un personaggio diverso dover combattere non solo per l’indagine ma anche contro la propria vita ed il suo essere un poliziotto a Gotham, la città di Batman. Al centro abbiamo quindi Montoya e Bullock, uno contraltare dell’altro e tra i pochi ormai rimasti fedeli a Gordon e al vecchio dipartimento nonostante tutte le crisi che hanno passato, non tra le ultime il ritiro di Gordon dopo Officer Down; Abbiamo poi Crispus Allen, un detective che segue la procedura e che dovrà proprio fare i conti non solo con una crisi di fede, quando si troverà in una situazione extranormale, ma anche le sue convinzioni sui vigilanti quando dovrà collaborare con alcuni di loro; Michael Atkins, abile politico più che detective, che cerca di fare la cosa giusta ma anche intercettare gli umori delle persone per riuscire a uscire dal pantano di vita, e persino Maggie Sawyer, ultima aggiunta al GCPD che dovrà imparare come agire in un ambiente diverso da quello di Metropolis. Ogni personaggio è dettagliato splendidamente, persino i secondari che vediamo poco hanno un proprio ruolo e un percorso come ad esempio Marcus Driver, che è coinvolto nuovamente in uno scontro tra Batman e Mr Freeze, nel quale perde il suo collega. Insomma, Gotham Central mette al centro le persone e le indagini, mentre il restante mondo sembra impazzire dietro a questi supereroi.

L’arco narrativo più rappresentativo di questa serie, come un vero spartiacque per il mondo dei fumetti mainstream, è sicuramente “Vita a metà”, dove scopriamo l’omosessualità di Montoya. Questa rivelazione ha un effetto sia sul dipartimento, sia sui rapporti con la sua famiglia e rimane tutt’ora una delle migliori storie di outing e realizzazione di un personaggio mai fatto in un fumetto e che, ad inizio 2000, era non solo una grande novità ma anche la prima rappresentazione ben riuscita. L’autore riesce a mostrare Montoya prima come agente e poi come donna e quindi porta davanti a tutti l’ipocrisia della gente e del mondo anche delle persone che considerava più vicine a lei. Non stupisce quindi che Greg Rucka, negli anni successivi ridefinì uno dei personaggi della Bat-famiglia più strano, Batwoman, sia come supereroina sia come donna lesbica.

Un altro dei temi ricorrenti di Gotham Central è il rapporto tra il GCPD e Batman, una relazione di dipendenza, che assume inquietanti sviluppi in un determinato caso. Ogni volta che Batman arriva sulla scena di un crimine, chiunque sia presente sente la presenza del Cavaliere Oscuro, ma allo stesso tempo sa che il caso almeno avrà una chiusura a differenza di altri, anche se a discapito della vittima. Infatti, vi è proprio il discorso di un detective che fa riferimento a come, nel momento in cui Batman appare, la vittima non ha più un nome, il caso non ha più un’importanza, è solo l’ennesimo caso in cui il Cavaliere Oscuro vincerà e così la vita stessa della vittima è nuovamente calpestata da qualcosa di più grande di lei, la leggenda. Nella serie vediamo poliziotti che ammirano il protettore di Gotham, altri che lo odiano, mentre molti lo temono e non possiamo che inserire anche noi lettori nella lista di quelli che lo temono, soprattutto grazie a Michael Lark, che rende Batman una presenza oscura e sfuggente che si nutre di ombre e che non si mostra se non a pochi.

Leggere Gotham Central è uno di quelle esperienze necessarie per un lettore che ama Batman, ma anche per uno che ama il medium, poiché finalmente porta all’attenzione quelli che sono i dubbi di uomini e donne che hanno a che fare con la morte e la delinquenza e sono relegati a comparse in altri casi perché, diciamolo, puoi essere bravo quanto vuoi ma, quando arriva Batman, tutto passa in secondo piano.

La serie a fumetti realizzata da Ed Brubaker e Greg Rucka è un noir ambientato a Gotham che allontana il lettore da Batman, Joker, Pinguino e compagnia, relegando i freaks e i vigilanti a semplici guest star concentrandosi, di fatto, sul dipartimento di polizia di Gotham City e sulle vite personali di questi valorosi agenti che si scontrano con pericolosi criminali e crimini ancora più semplici, ma non per questo meno terribili. Brubaker e Rucka riescono a portare il lettore nella psicologia di personaggi amabili e a volte anche odiosi, come Crispus Allen, oppure la preferita dell’unità Grandi Crimini e la più vicina a Gordon, Renee Montoya. Il tratto usato, prima da Michael Lark (che collaborerà poi al Daredevil di Ed Brubaker) e poi da Greg Scott, è sporco e richiama quei polizieschi alla Law and Order e i noir tipo NYPD che si concentravano proprio sulle storie degli uomini e delle donne della polizia di una delle città più pericolose degli Stati Uniti che, non a caso, è stata l’ispirazione per Gotham City. Se apprezzate il genere noir e volete vedere come gli autori lo abbiano portato nel DC Universe, Gotham Central è una lettura da fare.

RASSEGNA PANORAMICA
Gotham Central
8.5
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Sono Luca, fin da piccolo mi sono interessato ai fumetti e successivamente alle serie tv, quando mi è stata data la possibilità di parlare delle mie passioni mi sono ficcato in questo progetto. PS: Ryan Ottley mi ha chiamato Tyrion non ricordandosi il mio nome.

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