Qui di seguito troverete le testate che noi di RedCapes vi consigliamo di seguire!
Superman di Peter J. Tomasi, Patrick Gleason e Doug Mahnke – Se c’è stata una testata che merita di essere inserita in una top delle migliori usciti del Rebirth, questa è sicuramente Superman di Peter Tomasi e Patrick Gleason, la rodata coppia di Batman & Robin incentra il Rebirth dell’Uomo D’Acciaio sulla famiglia, tema caro a Tomasi che già ha avuto modo di sviluppare sul pipistrello di Gotham. Una testata ricca di azione, fantascienza e buoni sentimenti oltre che di speranza. Il Rebirth di Superman non è solo un’ottima testata ma è anche il banco di prova per il reinserimento di molti elementi Kryptoniani nell’universo DC, a partire da un inquietante Eradicatore e da varie tecnologie sconosciute. Che aspettate a saltare a bordo?
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DC’s Young Animal – Chi ci segue da un po’ saprà che noi stiamo davvero apprezzando questa nuova linea editoriale, per un un pubblico maturo, diretta dall’ex-frontman dei My Chemical Romance Gerard Way. Le folli testate che compongono gli Young Animal sono: Doom Patrol (di Gerard Way e Nick Derington), gli eroi più strani del mondo sono finalmente tornati, seguiamo Casey Brinke in una folle avventura che la porterà a scoprire se stessa; Shade: The Changing Girl (di Cecil Castellucci e Marley Zarcone), i fan DC Comics di vecchia data ricorderanno le avventure di Shade l’uomo cangiante, bene con gli Young Animal veniamo riportati un quel mondo psichedelico, con un tocco di modernità che non fa mai male; Cave Carson Has a Cybernetic Eye (di Jon Rivera, Gerard Way e Michael Avon Oeming), Un uomo, una leggenda, un occhio Cybernetico e delle agghiaccianti visioni, aggiungeteci anche i disegi di Oeming (Powers), devo dirvi altro? Ultima, ma non per importanza Mother Panic (di Jody Houser and Tommy Lee Edwards) testata ambientata a Gotham City vede protagonista Violet Paige, una ragazza dal passato traumatico simile a quello di Bruce Wayne, che decide di combattere il crimine con modi non molto convenzionali. Ancora non sappiamo come queste testate saranno proposte in Italia, ma non possiamo far altro che consigliarvele con tutto il cuore!
Detective Comics di James Tynion IV e Eddy Barrows – E’ la serie Batmaniana per eccellenza di questo rilancio. Tynion e il team di disegnatori che lo accompagnano creano una storia dove Batman è uno degli elementi della storia insieme a Gotham e ai vari alleati del pipistrello tra cui Red Robin, Batwoman, Spoiler,Orphan e un alleato inaspettato ossia Clayface. La tanta azione e le indagini presenti nella testata rispettano alla lettera le promesse di una testata che si chiama Detective Comics e fanno anche altro, infatti questa testata si pone anche al centro di vari intrecci narrattivi propri della trama generale del Rebirth in cui rientra il misterioso Mr Oz…Imperdibile!
The Flash di Joshua Williamson, Carmine Di Giandomenico e Neil Googe – Con il ritorno di Wally West nell’universo DC, tutti avrebbero immaginato una centralità del velocista scarlatto nelle trame che coinvolgono il futuro del DC Rebirth e a quanto pare sarà proprio così! Williamson riesce a creare una sua storia piena di citazioni e riferimenti ad un Flash che credevamo scomparso, ormai sommerso dal peso di una eccessiva oscurità che aveva colpito il personaggio e anche a far andare avanti la trama generale del Rebirth con comparsate di Wally e misteriosi manufatti. Inutile dire che per quello che riguarda il lato artistico siamo di fronte ad una delle testate più solide e veloci della DC, grazie all’Italiano Carmine Di Giandomenico. Insomma se vi piace Flash ma ancora di più se vi piacciono le belle storie dovete leggere questa testata.
Wonder Woman di Greg Rucka – Il Rebirth fa bene anche all principessa amazzone che si trova a dover affrontare due trame parallele entrambe complementari l’una all’altra, una che vede una Diana scossa dalle sue convinzioni sul suo passato che crollano e un’altra Diana più gentile e piena di buoni sentimenti per il mondo all’inizio della sua avventura come Wonder Woman, ma sopratutto in una abbiamo una donna forte e logorata dalle battaglie e dalle bugie mentre la Diana di Year One non è ancora una donna ma una ragazza pronta a tutto. Rucka riesce benissimo a narrare le due storie intrecciandole attraverso piccoli dettagli che al lettore meno attento possono scappare, per questo siamo convinti che la rilettura degli story-arc in volume darà un senso di maggiore completezza.
Titans di Dan Abnett e Brett Booth – Con il ritorno di Wally West tornano anche i Titani che abbiamo sempre amati ed il team inizia subito a doversi confrontare con un nemico spietato e dimenticato, Abra Kadabra. Abnett riporta in scena i Titani e un classico nemico di Flash rendendolo un vero e proprio genio del male, pieno di risorse e che riesce a mettere il team in difficoltà, creando così un primo story-arc, adrenalinico e molto denso di scoperte per il futuro del Rebirth, tra cui la conferma che un essere si è intromesso nelle vite del mondo e lo ha privato delle sue difese più forti.
Superwoman di Phil Jimenez ed Matt Santorelli – Questa serie si rivela una sorpresa inaspettata, non solo è molto importante a livello di trame per il futuro del DC Rebirth, ma è anche un ottimo focus su Metropolis e su una donna forte della vita di Clark Kent,oltre che una serie action based con base a Metropolis che presenta un sacco di personaggi secondari tipici delle storie Pre-Flashpoint dell’Azzurone. Possiamo dire che questa testata riesce in quello che Action Comics fallisce ossia ampliare il mondo di Superman da un ulteriore punto di vista. Inoltre la scrittura di Jimenez è fresca e divertente, non annoia e insieme al buon comparto grafico accompagna benissimo la lettura fino alla fine di ogni numero, mettendo il lettore in attesa spasmodica del successivo.
Batman di Tom King, Mikel Janin e David Finch – Questa testata inizia con un’idea molto semplicemente dimostrare quanto Batman sia umano e quanto anche lui abbia paura di morire, dopo una primo story-arc che sopratutto per un David Finch che non apprezziamo qui in redazione non troppo ispirato, si parte subito in quarta con I Am Suicide, che vede alle matite Mikel Janin e che fa cambiare subito registro alla serie. King catapulta Batman in una missione impossibile alla James Bond e lo fa con un ampio uso di narratori esterni e onniscienti come ne ha già fatto uso in Visione e ciò lo gradiamo molto. Non lo mettiamo più in alto sopratutto perché ha avuto un inizio non proprio alla King.
Green Arrow di Ben Percy , Otto Schmidt e Juan Ferreyra – Nuovo corso , nessun nuovo scrittore, ma nuove anzi più propriamente vecchie compagnie tornano a Seattle e si incrociano con l’Arciere di Smerarldo. Stiamo ovviamente parlando di Black Canary che ritornata sulle pagine dell’arciere porta con se aria di cambiamento e aria di questioni sociali. Percy fin ora non aveva pienamente convinto ma ora ci riporta un Oliver Queen più a livello della strada e delle sue problematiche e lo fa con l’aiuto di due grandi disegnatori, Otto Schmidt e Juan Ferreyra, e fidatevi se vi diciamo che solo loro due valgono l’acquisto della testata.
Blue Beetle di Keith Giffen e Scott Kolins – Nel cuore dei fans DC più affezionati c’è sicuramente Ted Kord, il Blue Beetle della Silver Age, che in questa testata si unisce al nuovo Blue Beetle, Jaime Reyes -quello con lo scarabeo spaziale per intenderci, ricostituendo così la legacy del personaggio. Questa è una testa centrale per il ritorno di personaggi classici che con il New 52 erano quasi completamente spariti dalle scene, come il Doctor Fate Pre-Flashpoint. Una testata fresca e dinamica, che però non si dimentica del proprio passato.
Deathstroke di Christopher Priest e Carlo Pagulayan – Un’altra serie che mi ha profondamente sorpreso è stata questa ennesima iterazione del mercenario più specializzato del DC Universe. Priest crea una storia con al centro Slade Wilson, politica e guerra. Possiamo dire che questa serie è in parte la risposta della DC Comics al Pantera Nera della Marvel. Una serie che usa il supereroe, in questo caso il villain o anti villain, Deathstroke, come pretesto per parlare di politica e di atrocità della guerra, una scommessa della DC , che per me è vinta, sopratutto perché non si lesina ne sul lato narrativo ne su quello dell’azione che viene splendidamente illustrata da un ottimo Carlo Pagulayan.
Trinity di Francis Manapul e Clay Mann – Francis Manapul reduce dal Flash New 52, molto interessante sopratutto graficamente(merito sopratutto appunto di Manapul), l’autore riesce a creare una storia alquanto semplice ma che si pone l’obbiettivo di rinsaldare il rapporto di questa “nuova” trinità e lo fa con alcune scelte narrative classiche come il “viaggio” nel passato a cui però applica alcune trovate di impostazione della tavole niente male, sopratutto quando è il solo Manapul al lavoro sull’intero numero si notano molti giochi con i simboli e i colori simbolo degli eroi. Non una delle testate più imperdibili ma che merita una lettura sopratutto per l’apporto alla mitologia di questi 3 grandi eroi.
The Hellblazer di Simon Oliver e Moritat –
John Constantine è uno stronzo! E’ così riassumibile quello che Simon Oliver cerca di affermare in questi primi numeri della testata, riportando non solo John a Londra ma avvicinando il nostro mago truffatore preferito ad ambienti più magici ed esoterici di una Londra sporca e oscura, un pò quello che Moore, Delano e Milligan avevano fatto, rispettivamente all’inizio della serie Hellblazer e verso la fine. Questa testata prende -fortunaramente- le distanze da tutto quello che era stato fatto sul personaggio nel New 52 e nel DC You, sembra quasi un John totalmente nuovo, anzi totalmente vecchio. Vi prego datecene di più!
Aquaman di Dan Abnett, Scott Eaton e Oscar Jimenz – Aquaman è un supereroe conosciuto, ma è anche un sovrano di un regno per millenni rimasto nascosto, cosa succederà quando Arthur deciderà di creare un ponte tra la civiltà Atlantidea e quella Terrestre? Un casino, lo stesso Aquaman diventerà un problema politico mentre le macchinazioni di misteriose forze sia umane che atlantidee sono in gioco. Abnett crea una testata che riesce a strizzare l’occhio alla gestione di Johns e che mischia anche elementi dal trono di spade, l’unica nota dolente è il comparto artistico non sempre all’altezza della situazone, ridateci Ivan Reis!
All Star Batman di Scott Snyder e artisti vari – Questo consideratelo di più un consiglio per il futuro. La testata fuori continuity di Snyder si dimostra una buona soluzione per chi aveva provato interesse nel modo in cui lo scrittore gestiva Batman e per chi vuole avventure al limite per un supereroe che ne ha vissute tante e che ne vivrà molte anche sulla regolare senza doversi intromettere quest’altra testata. Artisti di spicco affiancano Snyder in questa odissea, che per lo meno dagli inizi è un giocare col personaggio e coi suoi villain, per lo scrittore e per il lettore. John Romita Jr ritorna ad essere colorato da Dean White e si sente sopratutto perché finalmente possiamo vedere il disegnatore alle prese col pipistrello che diciamocelo è un eroe più alla sua portata rispetto a Superman e preparatevi perché nei prossimo numeri vedremo il ritorno di Jock e di Sean Murphy sul Cavaliere Oscuro, quindi è una testata da tenere d’occhio.
In questo DC Rebirth ci vengono proposte diverse miniserie, tra tutte la nostra preferita è:
Sixpack and Dogwelder – Hard Travelin’ Heroz di Garth Ennis – Quello scoppiato di Ennis torna a scrivere Six Pack dopo la miniserie dentro al DC You (All Star Section Eight) e lo fa con una pazzia ed una irriverenza invidiabili. Lontano dalla continuity e con una mano sul cuore e una sulla pistola vi dico che qui lo scrittore fa del suo meglio per infonderci azione, pazzia e comicità oltre che più camei possibili (tra cui quello di un mago londinese di nostra conoscenza) in un road trip fumettistico da fuori di testa, insomma se non siete insensibili dovete leggere questa miniserie!
Ci sono poi ben 2 testate già annunciate per i prossimi mesi che promettono faville, e che visto i presupposti vogliamo consigliarvi ad occhi chiusi. Queste testate sono:
Supersons di Peter J. Tomasi e Jorge Jimenez – La famiglia come dicevamo è un elemento cardine delle serie di Peter Tomasi, ma lo è anche l’amicizia, l’amicizia da bromance, che lo scrittore andrà a trattare in Supersons. Infatti dopo l’introduzione del duo formato da Damian Wayne e Jonathan Kent nel mini story-arc appunto chiamato “Supersons” della testata di Superman siamo pronti a vederli insieme e sinceramente nonostante la serie non sia ancora uscita , già solo per gli autori dietro promette scintille, sopratutto a seguito dell’ottimo lavoro che Tomasi e Jimenez hanno insieme fatto sull’uomo d’acciaio.
Batwoman di James Tynion IV, Marguerite Bennett e Steve Epting – Kate Kane sta tornando con una serie regolare e dopo il grande lavoro fatto da Tynion IV su Detective Comics noi ci affidiamo totalmente a quello che lui e la Bennett stanno per proporci, la trama in breve vede Batwoman iniziare un’indagine che vede al centro il traffico del Venom e questa indagine la porterà faccia a faccia col misterioso villain dietro a tutto. Inoltre il fatto che hai disegni abbiamo Steve Epting è un valore aggiunto ad una serie che noi attendiamo particolarmente sopratutto perché adoriamo la dimensione che è stata data a Batwoman nel corso degli anni e non vediamo l’ora di vederla brillare di nuovo in solitaria.

















