Dopo la trilogia di Spider-Man iniziata con Homecoming, proseguita con Far From Home e conclusasi con No Way Home, il Peter Parker interpretato da Tom Holland torna al cinema con quello che segna un nuovo inizio per il personaggio o per meglio dire un Brand New Day. Abbiamo visto Spider-Man: Brand New Day in anteprima e questa è la nostra recensione senza spoiler.
Dopo lo straordinario successo mondiale di Spider-Man: No Way Home, Spider-Man: Brand New Day segna un capitolo completamente nuovo per Peter Parker e Spider-Man. Sono passati quattro anni dagli eventi di No Way Home, e Peter è ora un adulto che vive in completa solitudine, avendo volontariamente cancellato se stesso dalla vita e dai ricordi di chi ama. Combattendo il crimine in una New York che non conosce più il suo nome, si è dedicato interamente alla protezione della sua città – uno Spider-Man a tempo pieno – ma con l’intensificarsi delle sue responsabilità, la pressione scatena una sorprendente evoluzione fisica che mette a repentaglio la sua stessa esistenza, mentre una nuova e misteriosa serie di crimini dà origine a una delle minacce più pericolose che abbia mai affrontato.
L’ultima volta che abbiamo visto Peter Parker lo abbiamo lasciato in un posto oscuro. Il giovane supereroe, infatti, avendo dovuto rinunciare all’amore della sua vita e ai suoi amici per poter evitare il collasso del multiverso e dopo aver perso la Zia May per mano di Goblin si era ritrovato completamente solo. Le conseguenze delle sue azioni, seppur fatte per fin di bene, han quindi dato a Peter una sola e unica ragione di vita: annullarsi completamente e abbandonare se stesso dietro la maschera di Spider-man. Tuttavia il ricordo dei suoi amici, dei tempi passati, il fatto di non saper bilanciare la sua (superhero) work-life balance e il suo rimanere attaccato alla speranza che l’incantesimo lanciato dal Doctor Strange nel film precedente possa essere spezzato, non gli permettono di proseguire con la sua vita e trovare la serenità. Tutto il film infatti ruota intorno al discorso dell’accettazione. Accettare che le cose purtroppo finiscono, accettare che non tutto può tornare come prima e sopratutto accettare se stessi.
Sin dai primi minuti del fllm possiamo notare la forte mano creativa di Holland sulla pellicola. L’attore da anni chiedeva di smettere di sacrificare i lungometraggi in solitaria del Ragno per le trame più ampie del Marvel Cinematic Universe e finalmente è stato accontentato. La pellicola, infatti, finalmente racconta una storia più urbana e staccata dal resto dell’universo espanso della Marvel Cinematografica dando modo al personaggio di camminare con le proprie gambe e sopratutto ripartire da zero, senza dover per forza essere l’ennesimo spot per il film o l’evento successivo. Ovviamente anche in questo lungometraggio i cameo dei personaggi dal resto dell’universo non mancano ma sono tutti funzionali alla trama e non tolgono spazio al cammino di Peter. In questo film Spidey è un’eroe maturo, quindi basta mentori o figure ingombranti che lo sovrastano ricordandogli in continuazione quanto debba ancora crescere. Il Punitore di Jon Bernthal, per quanto molto lontano dalla figura sadica e violenta vista nelle serie di Daredevil e nello special Punisher: One Last Kill, non viene snaturato mantenendo l’essenza cinica del personaggio che abbiamo già conosciuto e si adatta perfettamente al ruolo di spalla di Peter facendo nascere tra i due dei siparietti divertenti e congeniali a mostrare l’enorme differenza di filosofia che c’è tra i personaggi.
Ma anche il resto del cast fa un ottimo lavoro. Sadie Sink – nel suo ruolo super segreto che non vi sveleremo – è perfetta e la prestazione di Zendaya, anche se non c’era bisogno di ulteriori conferme sulle sue capacità recitative, è fantastica e ci regala dei momenti fortissimi e toccanti. Su Tom Holland invece cosa possiamo aggiungere? L’attore inglese, ormai completamente a suo agio nei panni del giovane Parker, ci regala la sua interpretazione migliore sino ad ora, confermandosi ancora un volta il miglior interprete sul grande schermo del personaggio riuscendo ad essere un perfetto sia come Peter Parker che come Spider-Man. Se dopo Deadpool & Wolverine avevamo detto che finalmente sullo schermo avevamo visto Logan e non Hugh Jackman che interpretava un personaggio, anche in questo caso possiamo dire che sullo schermo vediamo Peter Parker e non Tom Holland che lo sta interpretando. Anche il cambio di regia da Jon Watts a Destin Daniel Cretton è un grosso salto in avanti. Il regista, che nel MCU aveva scritto e diretto Shang-Chi e la Leggenda dei 10 Anelli, cambia completamente registro rispetto al suo predecessore, dando tantissima enfasi alle scene d’azione che sono coinvolgenti e dinamicissime. Il regista infatti, ispirandosi agli ultimi videogiochi di Spidey usciti per PlayStation 5, per la prima volta sfrutta al 100% le potenzialità di un personaggio come Spider-Man nelle scene d’azione regalandoci combattimenti adrenalinici e frenetici. Non mancano anche le citazioni ai fumetti e le easter egg per tutto il film con citazioni a copertine o scene iconiche tratte dai fumetti dell’Uomo Ragno.
Spider-Man: Brand New Day è davvero un nuovo giorno per il Peter Parker cinematografico. L’amichevole Uomo Ragno di quartiere, finalmente spogliatosi del ruolo di “supereroe debuttante”, trova la sua dimensione come supereroe urbano e finalmente maturo senza dover per forza essere legato a trame più ampie o multiversali. Spider-Man: Brand New Day è un film che chiude con il passato e apre al futuro che non vediamo l’ora di vedere cosa riserverà al nostro amichevole Spider-Man di quartiere.
Spider-Man: Brand New Day di Destin Daniel Cretton è al cinema da 29 Luglio prodotto da Sony Pictures e distribuito da Eagle Pictures.


















