Dopo River City Saga: The Three Kingdoms uscito nel 2021, Arc System Works ritorna a raccontare con un titolo videoludico in maniera parodistica e umoristica un altro grande classico della letteratura cinese, appartenente al gruppo dei “Quattro grandi romanzi classici” con River City Saga: Journey to the West. Da fan del franchise, soprattutto dei due River City Girls, non vedevo l’ora di provare questo nuovo gioco della software house di Yokohama, che grazie ad un codice gentilmente fornito da PressEngine ho avuto modo di giocarlo su PlayStation 5 Pro e PlayStation Portal. Dopo molteplici ore di gioco e averlo inoltre anche platinato, ecco le mie impressioni su questo nuovo titolo della saga.

Basato su “Il viaggio in Occidente: Le Avventure di Sun Wukong” di Wú Chéng’ēn, il gioco si svolge durante la turbolenta dinastia Tang, un’epoca in cui i mostri e i demoni imperversano ovunque. Noi, potremo utilizzare tre personaggi tra cui Sun Wukong, Zhu Bajie e Sha Wujing, tutti impersonati dal nostro Kunio-kun, nel suo celebre pellegrinaggio sulla Via della Seta organizzato dal monaco buddista Tang Sanzang. Durante l’avventura inoltre incontreremo volti familiari alla saga di River City tra Dei, demoni ed eroi storici impersonati da Tsuyoshi Gōda (Liu Bei), Kazumi Hasebe (Zhang Liao), Misako (Zhuge Liang), Kyoko (Zhou Yu) e Riki (Sun Quan) per citarne solo alcuni. Una volta iniziato il gioco, il titolo si presenta composto da quattro capitoli suddivisi in 9/10 stage per capitolo, in cui con il nostro eroe dovremo sbizzarrirci in scazzottate contro tutti nemici che ostacoleranno il nostro cammino.

River City Saga: Journey to the West

La differenza principale da tutti gli altri titoli della saga è che River City Saga: Journey to the West non è il classico picchiaduro a scorrimento a cui siamo stati sempre abituati. Nonostante prenda in prestito praticamente lo stesso tipo di gameplay, Arc System Works lo ha rimodellato e inserito in un contesto roguelike, dove ad ogni game over saremo costretti a ripartire dall’inizio del gioco. Ognuno dei tre personaggi che potremo utilizzare ha differenze statistiche, in cui Sun Wukong risulta il più veloce, Zhu Baije il più potente e Sha Wuijing il più duttile per combattere a lunga gittata. Ovviamente come in ogni roguelike potremo potenziare le varie statistiche e abilità dei personaggi (con un level cap fissato ad un massimo di tre livelli) al termine di un capitolo o dopo il game over, in modo da affrontare e sperimentare al meglio il percorso che dovremo intraprendere nuovamente.

Il combat system risulta molto semplice da padroneggiare, composto da un attacco base, una special da poter concatenare in una combo, una magia, una schivata ed una Ultimate. Portato a termine un livello dopo aver spazzato via ogni nemico, potremo scegliere diverse ricompense, tra i favori che ci faranno i diversi Dei o loot box randomiche per potenziare alcune statistiche del nostro protagonista in fase d’attacco o difesa, potenziando i bonus riservati alla salute, per ottenere del denaro, nuove magie e ulteriori boost. Inoltre, a volte tra i vari livelli troveremo anche uno shop dove spendere le monete o scambiare gli oggetti ottenuti in battaglia per potenziare i nostri poteri spirituali e alchemici, incantesimi, mosse speciali e altre statistiche. Il gioco da questo lato risulta molto generoso, visto che dopo poco tempo potremo diventare veramente devastanti con i giusti bonus e skills attivate, che saranno più di 80 disponibili.

Inoltre una volta finito lo stage torneremo nel nostro accampamento, dove potremo ritrovare lo shop e sbloccare anche i diversi talismani che una volta equipaggiati ci daranno un ulteriore boost notevole e aiuti dai vari Dei nelle Ultimate grazie alle Trasformazioni. Da qui potremo anche salvare la nostra partita per tornare allo stesso punto, in modo da non dover ripetere per forza il percorso da capo dopo il game over. Il gioco di per sé non presenta una durata longeva, anzi, una volta potenziati sarà possibile finirlo anche in 1/2 ore massimo, ma comunque presenta una buona rigiocabilità per qualche run. Infatti non solo sbloccheremo il vero finale solo dopo la seconda volta che porteremo a termine l’avventura, ma ognuna di essa si presenterà più difficile e diversa da quella intrapresa precedentemente.

River City Saga: Journey to the West

Ad ogni modo il gioco risulta sempre molto accessibile o sfidante grazie alla possibilità di modificare in qualsiasi momento dal menù principale sia il danno ricevuto abbassandolo fino ad un 5% o aumentandolo al 200%, sia il danno inflitto portandolo da un 400% ad un 50%, anche se l’ia non risulterà mai veramente difficile. A livello tecnico Arc System Works e Unite Plus hanno svolto un buon lavoro, nulla di eclatante, ma comunque godibile nel suo insieme, soprattutto per quanto riguarda il lato artistico, gli sprite in pixel art dei personaggi e i fondali dei vari stage, che presentano diverse ambientazioni, numerose trappole, oggetti da rompere e una bella palette cromatica di colori molto accesi.

Di buona fattura ho trovato anche la colonna sonora, che offre più di 30 tracce, tra cui anche alcune provenienti da River City Saga: Three Kingdoms. A livello di contenuti, un plauso va anche fatto ad un buon tutorial che riassume molto bene tutte le varie fasi presenti in game e anche all’ottimo Trivia che racconta i vari avvenimenti della storia. Il titolo presenta inoltre anche 62 trofei su PS5, abbastanza semplici da ottenere, ma che comunque offrono un ulteriore sfida per i cacciatori dell’ambito platino da aggiungere alla propria collezione.

Infine il gioco presenta solo poche lingue disponibili per i sottotitoli, tra cui cinese (tradizionale o semplificato), coreano, giapponese ed inglese. Ecco, un problema per noi europei è che per sbloccare la lingua inglese nel gioco, dovrete necessariamente settare la vostra console in lingua inglese (UK), sennò il gioco non la imposterà di default e potrete giocare il titolo solo in lingua giapponese. Peccato per la mancata localizzazione in italiano, che poteva essere un buon plus. Al netto di ciò, il titolo comunque non ha mai presentato un bug, cali di frame o glitch durante la mia esperienza su PlayStation 5 Pro e su PlayStation Portal, risultando sempre molto solida e granitica anche nelle fasi più caotiche.

River City Saga: Journey to the West

Nel complesso River City Saga: Journey to the West si dimostra un buon roguelike, con un prezzo di lancio molto accessibile fissato a 19.99 euro, ed un titolo prettamente immediato e divertente pad alla mano. Un capitolo dedicato ed indirizzato perlopiù ai fan del franchise, a cui consiglio di giocarlo preferibilmente in portabilità per apprezzarne al meglio il suo lato artistico. Gli unici veri grandi dubbi si riscontrano però nella sua longevità, con una durata veramente molto breve e che dopo 2/3 run potrebbe risultare fin troppo ripetitivo, e nella mancata possibilità di giocare in co-op, che a mio avviso avrebbe dato un ulteriore slancio al gioco.

Nonostante abbia preferito di gran lunga i due beat ‘em up a scorrimento dedicati a River City Girls, di cui spero fortemente di vedere un sequel nel breve futuro, nel complesso il nuovo titolo di Arc System Works e Unite Plus l’ho trovato comunque un buon esperimento. Un gioco capace di intrattenermi per diverse ore, divertirmi con il suo classico umorismo e soprattutto non risultando mai troppo frustrante, aspetto per niente scontato in un roguelike.


River City Saga: Journey to the West è disponibile ora su Nintendo Switch, PC e PlayStation 5.

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