Hammamet è un film del 2020 diretto da Gianni Amelio, già regista di “Felice chi è diverso” e “La Tenerezza”, con protagonista Pierfrancesco Favino. La pellicola si concentra sugli ultimi sei mesi di vita di Bettino Craxi, precisamente a cavallo tra il 1999 e il 2000 quando l’ex Premier si rifugiò nella sua villa ad Hammamet in Tunisia e dove morì. Come dichiarato da Amelio la pellicola non si propone né di essere un Pamphlet né un documentario, per cui ci saranno, nel film, alcuni fatti e personaggi inventati. Inoltre lo scopo del regista non è quello di realizzare un film politico/militante ma raccontare la storia di un uomo che ha perso tutto e che si vive i suoi ultimi istanti con i propri cari e alcuni personaggi che riemergono dal suo burrascoso passato.

Ciò che spicca maggiormente è l’incredibile prova attoriale di Pierfrancesco Favino. La sua è stata una vera e propria metamorfosi favorita anche da un gran lavoro di make-up. Cinque ore di preparazione per truccare e ricreare il viso dell’ex Premier modellandolo sul volto dell’attore romano. Favino non si è limitato a imitare Craxi ma ha fatto un gran lavoro di immedesimazione nel portamento, nella voce, nella cadenza, insomma è riuscito a creare il giusto equilibrio tra il personaggio conosciuto e l’attore che lo interpreta. Con la sua grande professionalità è riuscito a comunicare, soprattutto con il linguaggio del corpo, il dramma, la solitudine e la malattia che hanno accompagnato l’ex Premier ed ex Segretario del PSI negli ultimi mesi di vita. Molto interessante anche i vari rapporti tra Bettino e i personaggi di contorno, l’esempio più lampante è quello con i due figli. Con la figlia ha un rapporto più intimo, lei farebbe di tutto per aiutarlo nonostante gli alti e i bassi, mentre con il figlio si respira tensione nell’aria. Con il nipotino si comporta come un nonno amorevole qualunque mentre con il suo vecchio “avversario” politico ma non nemico che va a fargli visita intrattiene un rapporto di reciproca rispettabilità da un lato e disappunto dall’altro.

Dal punto di vista prettamente tecnico il film è ineccepibile a partire dalla regia. Gianni Amelio adotta uno stile di regia molto classico, quadrato e al servizio della narrazione. Molto bella la scena iniziale del vetro che si infrange oppure la scena ambientata durante il 45° Congresso del PSI del 1989, ricostruito fedelmente. Molto bello anche il piano-sequenza nella villa di Craxi usato all’inizio per presentare il protagonista. Da menzionare anche la buona fotografia di Luan Amelio Ujkaj (figlio di Gianni Amelio) che predilige tonalità tendenti al freddo per gli esterni e luci calde soffuse per gli interni. Una scelta vincente è stata quella di ambientare il film proprio nella vera residenza di Craxi, aggiungendo così molto realismo. Anche il montaggio di Simona Paggi è buono, con stacchi molto chiari sui vari flashback per poi tornare sullo trascorrere del tempo, che prosegue in modo cronologico fino alla morte del protagonista. Il ritmo è abbastanza equilibrato anche se in alcuni punti era necessario approfondire e in altri tagliare corto. Tutto sommato il film, dal lato tecnico, è molto buono.

Quello che invece non convince del tutto è il fatto di aver alterato alcuni nomi, come quello dei figli dell’ex Premier e di aver inventato di sana pianta uno dei personaggi cardine del film, nello specifico il figlio di Vincenzo. Si può essere d’accordo sulla scelta di fare un film biografico in cui emerge di più la vita privata dell’uomo piuttosto che il personaggio politico oppure un film in cui il regista fa parlare la macchina da presa senza pregiudizi MA romanzare e alterare alcuni fatti storici è una scelta azzardata anche perché si rischia di rovinare ciò che di buono si era costruito. Lo spettatore si sente ingannato da tale scelta anche perché il personaggio fittizio di cui si sta parlando è fondamentale ai fini dello svolgimento del film. Inoltre la pellicola, oltre a mostrare qualche scena ad esempio quella del 45° Congresso, quella con i turisti che insultano l’ex Premier o quella in cui compare Silvio Berlusconi in TV, non è comunque abbastanza chiarificatrice sull’effettivo peso che Craxi ha esercitato nella vita degli italiani, per cui da quel punto di vista si poteva fare di più.


Hammamet di Gianni Amelio verrà distribuito nelle sale cinematografiche di tutta Italia Giovedì 9 Gennaio 2020. Qui di seguito potete visionare il trailer ufficiale del film:

RASSEGNA PANORAMICA
Hammamet
6.5
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hammamet-di-gianni-amelio-la-solitudine-di-bettino-craxi-recensioneHammamet è dunque un film ben realizzato dal punto di vista tecnico. Ottima regia e fotografia. Buon montaggio e ottime scenografie. Un lavoro di make-up impressionante. Lodevole direzione degli attori tra cui spicca la performance di Favino. Il film propone la vita privata e intima dell'uomo Craxi più che del personaggio. Molto belli i rapporti che intrattiene il protagonista con i vari comprimari ad esempio i figli, il nipotino, l'amante e l'ex "avversario" politico. Su alcune cose si poteva fare meglio come ad esempio la caratterizzazione di alcuni personaggi che compaiono troppo poco, più alcune situazioni che richiedevano un maggior approfondimento. La scelta di inventare di sana pianta un personaggio cardine del film è un azzardo che in un film biografico non andrebbe fatto.

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