Chi avrebbe mai detto che una gallina potesse essere la protagonista di un film? Hen porta questa idea originale e del tutto eccentrica sul grande schermo, ponendo al centro dell’attenzione la vita e le avventure di un esemplare di gallina nera. La pellicola è stata presentata alla ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma, diretta da Gyorgy Pálfi ed è una co-produzione tra Germania, Grecia e Ungheria.

Il film si apre sulla catena di produzione di una fattoria industriale, dove si lavorano uova e nascono galline, migliaia e migliaia. Tra loro si trova una gallina livornese, diversa dalle altre, dalle piume nere. Hen segue le avventure di questa piccola protagonista mentre si affaccia sul mondo esterno, inizia a girovagare, incuriosita dal mondo, fino a che non troverà la sua nuova famiglia.

Sembra assurdo pensare che un film possa avere come protagonista una gallina. Non è la prima volta che al centro del racconto troviamo un animale, basti pensare allo stesso Good Boy che ha recentemente aperto il festival di Alice nella città. Tuttavia, una gallina non rappresenta nell’immaginario comune l’essere a cui affezionarsi o comunque con cui empatizzare e rendere il faro della storia. Eppure, Hen riesce in questo intento. Il suo modo buffo di muoversi, la curiosità che le si legge negli occhi e le disavventure e avventure che le cadono addosso spingono lo spettatore a entrare in una qualche tipo di connessione con l’animale, spinto da una parte dalla tenerezza e dall’altra parte dalla simpatia. Non solo la gallina, l’opera al suo interno vede diverse specie e tipologie di fauna, volpi, cani, piccioni, gatti, galli. L’uomo è solamente un contorno che agisce alle spalle della natura e che segue una storia parallela, ma che si intreccia inevitabilmente con la protagonista volatile.

Un road trip dal sapore bucolico, in queste ambientazioni sconfinate della Grecia che mostrano una natura incontaminata, fino a quando la gallina arriva ad una vecchia taverna greca, la casa che la accoglierà. Qui il pubblico fa conoscenza con il cast umano di Hen, una famiglia un po’ atipica e problematica che porta alla luce la seconda linea narrativa del film. Un anziano signore, padrone della taverna, vive in questo posto isolato, dimenticato da tutti, con la sua famiglia e deve far fronte ad un genero testardo e ribelle che si è messo in alcuni brutti giri tra una specie di mafia e il traffico illegale di migranti disperati. Un parallelismo curioso e coraggioso che pone da un lato la continua fuga della gallina, che non vuole piegarsi a rimanere rinchiusa in una gabbia insieme ai suoi simili e, dall’altra, esseri umani in preda al terrore che tenta il tutto per tutto e lasciano la loro terra, non sapendo nè cosa troveranno nè se sopravviveranno. Hen rappresenta anche una sorta di Pane e Tulipani ma con protagonista una gallina e il parallelismo scatta già dall’inizio del viaggio, in cui si vede la gallina che viene lasciata ad una stazione di servizio.

La protagonista pennuta si aggira per il mondo, curiosa e spaventata rispetto a ciò che ha di fronte, accompagnata da una colonna sonora che funge non solo da sfondo, ma da narratore per quei momenti, la maggior parte, in cui non intervengono i dialoghi. Infatti, come accennato, il focus è quasi interamente rivolto all’animale, lasciando che le battute dei pochi umani che popolano la pellicola siano solamente di passaggio, quasi come parte dell’atmosfera generale. La musica, i suoni, i rumori, dunque, risultano fondamentali non solo per dare ritmo alla storia, ma per accompagnare lo spettatore nelle emozioni e nei pensieri della piccola protagonista e di coloro che le stanno attorno.

Tecnicamente parlando Hen dimostra di essere un film studiato e lavorato nei minimi dettagli, considerando quanto un animale come quello scelto non si presti solitamente per progetti simili. Il risultato è una storia e un montaggio accattivante e ritmato, che funziona anche grazie alla straordinaria espressività della gallina, che grazie a brillanti guizzi di montaggio, musica e immagini riesce a costruire un apparato narrativo che diverte e emoziona il pubblico. Pochi gesti, poche parole, pochi suoni creano situazioni divertenti e drammatiche con pochissimo materiale, come lo scambio di sguardi tra la gallina e un gallo mescolato alla scelta di una canzone greca romantica per rappresentare l’attrazione e l’innamoramento. 

Hen è una pellicola originale e fuori dal comune, un road trip che ha come protagonista una gallina curiosa e desiderosa di scoprire il mondo, senza farsi mai ingabbiare, in nessun caso. Un film che con pochi mezzi e qualche colpo di genio a livello registico e di montaggio visivo e sonoro, riesce a emozionare e divertire lo spettatore.

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