“Per arrivare dove vuoi arrivare, cosa sei disposto a fare?”. Così si apre Il Falsario, con un quesito che lo stesso protagonista rivolge allo spettatore, in qualità di voce narrante che, a ritroso, racconterà questa storia falsamente ispirata a una storia vera. Diretto da Stefano Lodovichi, il film vede tra i protagonisti Pietro Castellitto, Giulia Michelini, Andrea Arcangeli, Pierluigi Gigante, Aurora Giovinazzo, Edoardo Pesce e Claudio Santamaria. L’opera è stata presentata alla scorsa Festa del Cinema di Roma. Un cast importante, per una pellicola originale Netflix e prodotta da Cattleya, che sarà disponibile in piattaforma dal 23 Gennaio prossimo. 

Il Falsario racconta la falsa storia vera di Antonio “Toni” Chichiarelli, un giovane pittore che arriva nella Roma degli anni ’70 con il sogno di diventare un grande artista, ma viene trascinato nell’ambiente della criminalità, diventando il più abile falsario d’Italia, coinvolto in affari oscuri, ricatti e legami con la Banda della Magliana e le Brigate Rosse, fino al suo omicidio nel 1984 e il presunto ruolo nel caso Moro.  

Pietro Castellitto porta sul grande schermo un personaggio decisamente improbabile, diviso a metà tra la semplicità e l’ingenuità da una parte e la scaltrezza e la truffa dall’altra, in un uomo tanto finto quanto complesso che ne Il Falsario riesce a infilarsi tra le reti della malavita e della politica. L’aspetto positivo del film è che, nonostante il dramma, riesce a mantenere un’atmosfera sempre estremamente leggera, che si muove tra battute ilari e modi di dire romaneschi che rendono il tutto godibile e mai patetico. La pellicola sceglie di seguire una regia dinamica, che cambia spesso ambientazione, ritmo, contesto, velocemente ma non in maniera disordinata, facendo sì che il tutto sia estremamente fluido e che intrattiene il pubblico. Nonostante il personaggio di Toni si riveli essere moralmente scorretto, lo spettatore non potrà fare a meno di amarlo e di identificarsi in lui, sia negli aspetti positivi che in quelli negativi. Lodovichi porta in scena una storia falsa, ma che si aggrappa e si amalgama a fatti realmente accaduti e così, coadiuvato anche dall’ottimo cast, la narrazione assume una patina verosimile a cui risulta difficile non credere. Un plauso anche a Giulia Michelini che veste i panni di una donna forte e indipendente, che sarà in qualche modo la salvezza di Toni in questa grigia Roma degli anni ’70.

La storia italiana di quel periodo era compromessa dai cosiddetti anni di piombo, che Lodovichi e il comparto tecnico hanno riportato sullo schermo in maniera estremamente curata, dalla narrazione all’estetica. I costumi sono dettagliati e verosimili, rappresentano a pieno l’annata della storia, così anche il trucco e il parroco dei personaggi. Il periodo storico si riflette anche sulla fotografia, che da un lato mostra la patina e i brillantini tipici degli anni ’70, mentre dall’altra utilizza colori cupi e scuri, in modo da rappresentare al meglio un periodo storico buio, fatto di attentati, droga, rapine e ricatti, quasi come a dare al mondo contemporaneo della storia un’idea negativa, in cui il male vive sulla terra, tutti i giorni e ovunque, in maniera dilagante. Ottimo anche l’uso della colonna sonora che sfrutta i classici di quegli anni, amati ancora oggi, per dipingere al meglio la narrazione, ma anche per tenere incollato lo spettatore allo schermo. 

Il sogno di un uomo si tramuta velocemente in un incubo, la tipica storia in cui da avere tutto quanto, ai suoi piedi, il protagonista si ritrova senza nulla, immerso in una situazione più grande di lui, dove l’arte e il talento diventano mezzi di guadagno subdoli. Toni per vivere si occupa di riprodurre opere d’arte famose, dei falsi perfettamente realizzati che valgono centinaia di migliaia di lire, finendo però, suo malgrado, in un giro che coinvolge delinquenti e assassini. Il Falsario non vuole solo raccontare le vicende di un personaggio estremamente carismatico, ma anche riflettere su quanto l’ambizione, ad un certo punto, possa fluire inevitabilmente, nell’ingordigia, dove il denaro, il lusso e le donne non bastano mai, portando ad una fine che può essere solo che deleteria per l’uomo. Non solo, la riflessione è anche sull’amicizia, sui rapporti umani, che si scontrano con una vita come questa. Essere disposti a tutto per raggiungere il proprio scopo, dunque, non sempre è sano e moralmente corretto.

Il Falsario è la falsa storia vera di un uomo che ha usato il suo talento per compiere azioni scorrette moralmente, infilandosi in un giro di droga, omicidi, rapimenti e riscatti, il tutto immerso in un’atmosfera che è quella cupa e grigia di un’Italia degli anni ’70 che soffre i cosiddetti anni di piombo, con tutto ciò che ne consegue storicamente, socialmente e politicamente. Stefano Lodovichi dirige la pellicola in maniera dinamica ed eccentrica, coadiuvato da un cast perfettamente armonioso e talentuoso, capitanato da Pietro Castellitto.


Il Falsario è il nuovo film diretto da Stefano Lodovichi e con protagonista Pietro Castellitto, in arrivo su Netflix dal 23 Gennaio. Ecco il trailer:

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