Dieci anni dopo il reboot di La Casa di Fede Alvarez – iconico film del 1981 diretto da Sam Raimi – arriva nei cinema italiani a partire dal 20 aprile La Casa – Il Risveglio del Male diretto da Lee Cronin, ambientato nell’universo narrativo di Evil Dead, quasi completamente scollegato dai capitoli precedenti. Dopo i due film di Sam Raimi dell’81 e dell’87 e dell’Armata delle Tenebre del ’92, Il Risveglio del Male si posiziona come quarto capitolo della saga horror che ha profondamente cambiato il cinema dell’orrore, raccontando una storia originale ed inedita, rifacendosi non solo al cinema di Raimi ma alle più svariate pellicole horror che hanno fatto la storia del genere. Abbiamo visto La Casa – Il Risveglio del Male in antprima e di seguito vi riportiamo il nostro parere.
Spostando l’azione dai boschi alla città, “La Casa – Il Risveglio del Male” racconta l’intricata vicenda di due sorelle intente a riavvicinarsi tra loro, interpretate da Sutherland e Sullivan, il cui ricongiungimento viene interrotto dall’ascesa di demoni in carne e ossa, che le spingono a una battaglia primordiale per la sopravvivenza mentre affrontano il loro incubo peggiore.
Prodotto da Rob Tapert (Ash vs. Evil Dead) e dallo stesso Sam Raimi e sceneggiato e diretto da Lee Cronin con alle spalle un altro buon lungometraggio “Hole in the ground”, Il Risveglio del Male si inserisce nel franchise di La Casa più come uno spin-off che come un sequel diretto alla saga principale. Attingendo alla mitologia creata da Raimi, Cronin confeziona un film a sé stante, carico di identità e originalità che lo trasforma in uno dei prodotti horror/splatter più interessanti dell’ultimo periodo al netto di alcuni cliché tipici del genere che però non ne compromettono la visione.
Abbandonate le atmosfere della “casa nel bosco” di cui il film fa uso solo nella truculenta scena iniziale, l’azione si sposta in città, in una piovosa notte californiana all’interno di un vecchio stabile dove a causa di un potente terremoto verrà riportato in superficie uno dei tre demoniaci “Libri dei Morti” che se letto ad alta voce riesce a scaturire Il Male, impossessandosi di ignari innocenti. A pagare le conseguenze del gesto sarà una “quasi” tranquilla famiglia residente proprio nel palazzo. Ad essere posseduta sarà la madre dei tre giovani ragazzi, Ellie, che insieme alla loro zia Beth avranno il compito di sfuggire alla peggiore notte della loro vita.
Nonostante i clichè del genere, Il Risveglio del Male è la prova che mettere mano ad un franchise storico e ormai ben radicato nella memoria collettiva se fatto con un tono originale e una certa inventiva può portare solo a dei buoni risultati. Riscrivendo le logiche del genere – che La Casa aveva ben scritto negli anni ’80 – ad essere presi di mira non saranno più un gruppo di giovani ragazzi ignari, ma una famiglia e ad essere posseduta sarà proprio la madre che perseguiterà i figli in un crescendo di horror e sangue. Non adatto ai deboli di stomaco Il Risveglio del Male è un horror gore in pieno stile. Dall’inizio alla fine si susseguono scene di violenza estrema, gratuita e truculenta perfettamente confezionate sia sul punto di vista stilistico che visivo. Non mancano uccisioni e morti “divertenti” che in qualche modo citano e si rifanno al grande classico degli anni ’80.
Ad essere particolarmente curata e perfettamente realizzata è tutta la componente sonora della pellicola. Sam Raimi nell’81 era stato capace di creare un film che spaventasse già solo dal sonoro, e quarant’anni dopo Cronin ha saputo eguagliare il suo maestro, creando un’esperienza uditiva incredibile da sperimentare in sala con il massimo del volume.
Cronin oltre che regista è anche sceneggiatore del film, l’amore per il franchise e per il genere horror è palese in questa pellicola che cita continuamente grandi pellicole del passato, una su tutte lo Shining di Kubrick in un paio di sequenze degne di nota. Lo stesso La Casa, viene più volte citato per messa in scena e componente sonora, la sequenza iniziale e quella “dell’ascensore” ne sono la prova. Tutto ciò però non ne fa un film derivativo o privo di idee, anzi lo inserisce perfettamente in un genere che deve molto, anzi moltissimo ai grandi del passato. Nonostante la sceneggiatura funzioni c’è da segnalare una certa “difficoltà” nella partenza, in cui viene preferito un inizio lento ma anche poco esplicativo per poi prendere il via con il secondo e terzo atto. Purtroppo questa prima parte meno curata va a discapito dei personaggi che risultano poco approfonditi e quindi anche il legame con il pubblico viene meno.
La Casa – Il Risveglio del Male si inserisce nel franchise di La Casa quasi più come uno spin-off che come un sequel. Pregno di una sua identità e originalità il film di Lee Cronin deve molto al cinema horror del passato e alla saga originale di Raimi ma riesce perfettamente a vivere di vita propria finendo per essere uno dei film horror/splatter più interessante del periodo. Al netto di alcuni clichè del genere e una scenggiatura in partenza un po’ rallentata, il film è godibile ma attenzione, non adatto ai deboli di stomaco!
La Casa – Il Risveglio del Male arriva nei cinema italiani a partire dal 20 aprile. Ecco il trailer italiano del film:

















