Dopo il successo con il debutto dell’ottima remaster dei primi tre capitoli di Tomb Raider, uscita a febbraio dello scorso anno, Aspyr Media sembra averci preso gusto, decidendo di andare a rispolverare questa volta due capitoli della saga di Legacy of Kain in occasione del 25° anniversario del franchise. Formata da cinque capitoli usciti a cavallo tra il 1997 e il 2004 che narrano le vicende dei due vampiri Kain e Raziel nella terra di Nosgoth, il team di sviluppo ha deciso di concentrarsi sui due giochi che vedono protagonista Raziel, nonché anche i capitoli di maggiore successo della saga. Grazie ad un codice gentilmente fornito da Aspyr, abbiamo così potuto rivivere l’iconica avventura del mietitore di anime su PlayStation 5 Pro durante queste vacanze natalizie, quindi mettetevi comodi, ecco la nostra recensione di Legacy of Kain: Soul Reaver 1 & 2 Remastered.

Per chi non conoscesse la storia, il primo Soul Reaver si assesta 1500 anni dopo il capostipite Blood Omen, in cui Razier, luogotenente e braccio destro di Kain, dopo un mutamento fisico in cui gli comparvero delle grandi ali da pipistrello, venne punito da quest’ultimo per gelosia, siccome doveva essere lui tra tutti i vampiri, il primo a subire qualsiasi mutamento genetico. Kain in preda all’ira decide così di strappare le ali di Raziel a mani nude, per poi gettarlo ed esiliarlo nel tetro Lago dei Morti. Dopo diversi secoli però Raziel, sfigurato nell’aspetto e ferito nell’animo, si risveglia grazie al Dio Anziano situato nel fondo del lago. Nutrendo entrambi odio verso Kain, il Dio Anziano ne approfitta per alimentare così il rancore di Raziel, facendo capire a quest’ultimo che l’obiettivo di entrambi è il medesimo: uccidere Kain.

Viaggiare tra i due mondi

Inizia così l’avventura di Raziel, che scopre molto presto che è capace di vivere in due regni diversi dopo la sua caduta nel lago, quello Spettrale e quello Materiale. Anche la sua sete di sangue è cambiata, ora l’ex vampiro non ne necessita più, ora invece per nutrirsi necessita anime, essendo diventato il cosiddetto Soul Reaver. Senza fare ulteriori spoiler e parlarvi del secondo gioco, che ne fa da sequel e prosegue la storia direttamente dal finale del primo, come se fosse un solo grande gioco, fortunatamente non troviamo alcun cambiamento nel lavoro di restauro, con il titolo che segue totalmente e in modo invariato la bellissima storia curata originariamente dalla famosa sceneggiatrice e direttrice Amy Hennig (Jak 3, Uncharted, Battlefield: Hardline).

Il gameplay del gioco è piuttosto semplice e lineare, con il nostro protagonista che può colpire i nemici con pugni o diverse armi contundenti tramite il tasto quadrato e colpire/sparare con la sua spada Soul Reaver tramite il bottone triangolo. Inoltre Razier potrà anche schivare, camminare di soppiatto, saltare e planare, oltre ovviamente divorare le anime dei nemici sconfitti con il tasto cerchio. Difatti i nemici sconfitti nel Mondo Materiale come i vampiri, dovranno essere impalati o bruciati, per poi risucchiare la loro anima, che in mancato successo porterà alla resurrezione continua dei nostri avversari. Come dicevamo precedentemente Raziel può anche sfruttare l’abilità di trasferire il suo corpo tra i due regni, dove in quello spettrale non subirà alcun danno dall’acqua (mortale per i vampiri) e potrà divorare le anime dei wraith.

Legacy of Kain: Soul Reaver 1 & 2 Remastered

Tornare nel Mondo Materiale a differenza di quello spettrale non sarà possibile in ogni momento però, infatti si potrà attivare solo tramite alcuni portali dopo l’accumulo di anime indicato nella spirale in basso a destra (life points), che in caso di consumo totale, ci porterà a risorgere nuovamente al punto iniziale del gioco, nonostante comunque i progressi in game verranno salvati. In pratica Raziel non subirà mai un vero game over, ma dovrà ripercorre nuovamente i suoi passi dall’inizio ogni volta che si subirà game over o si uscirà dalla partita, anche se per ogni luogo visitato avremo delle shortcut attivabili tramite alcuni santuari sparsi in game. Oltre a ciò infine Raziel sarà in grado anche di utilizzare diversi poteri elementali, che potremo sbloccare nel corso del gioco e sfruttare a nostro vantaggio durante i combattimenti.

Il gameplay di Soul Reaver però non è solo combattimento, di cui alcune boss fight sono anche molto ingegnose e servira spremere le meningi per superarle, ma soprattutto come molti Tripla A dell’epoca e proprio il tanto citato Tomb Raider, i veri protagonisti del gioco sono i molti puzzle presenti in game. Nei due giochi, soprattutto il primo difatti troveremo tantissimi rompicapi, di cui alcuni anche abbastanza tediosi e che porteranno il giocatore a pensare alla soluzione anche per diversi minuti. Non troppo intuitivo è anche capire dove andare di preciso se non si sta molto attenti alle poche conversazioni ed alcuni aiuti extra del gioco, vista una mappa molto labirintica e pochissimi suggerimenti su dove andare. Servirà molto senso dell’orientamento, sappiatelo.

Ai tempi, mi ricordo che con il mio migliore amico, spesso giravamo a vuoto, anche ore, per tutta la mappa in cerca del percorso giusto, soprattutto visto anche la non presenza della bussola (aggiunta ora dagli sviluppatori) e un senso dell’orientamento non prettamente ottimale all’epoca, nonostante i due giochi non siano molto longevi di per se presi per quel che sono. Insomma, in generale siate pronti a tuffarvi in un bel gioco tosto sotto alcuni punti di vista, un bel gioco “old school” come mi piace chiamarlo. Il secondo titolo, come dicevamo prosegue le orme del primo sia nella storia, ma anche nel gameplay, dove la maggior differenza è riscontrabile nell’utilizzo della Mietitrice, che in questo capitolo non avrà limitazioni.

Dal vecchio al nuovo con un semplice tasto

In merito al comparto tecnico, il lavoro svolto dal team di sviluppo è verosimilmente come quello già visto in Tomb Raider I-III Remastered, con i modelli dei personaggi completamente ridisegnati e migliorati, una rimappatura della telecamera tramite la levetta analogica, una graditissima modalità foto, ed una maggior cura al dettaglio e rivisitazione in termini di illuminazione e texture. Anche la mappa è stata ridisegnata completamente, co-creata da Aspyr, Crystal Dynamics e i fan, ed è stato ripristinato anche il ciclo giorno/notte come precedentemente pensato per il titolo originale e poi successivamente scartato. Unico neo mancate a mio modesto parere è solo la non presenza del rewind, di cui mi aspettavo la presenza visto l’ottima e duttile aggiunta nella saga rimasterizzata di Tomb Raider.

Inoltre sono presenti anche delle quality of life per facilitare un po’ il gioco, tra cui la già citata bussola e dei suggerimenti per puzzle attivabili dal menù principale. Cosa molto gradita, come nei tre giochi con protagonista Lara Croft, anche qui sarà possibile switchare in qualsiasi momento tra la grafica rimasterizzata a quella originale istantaneamente, dando così modo al giocatore di provare i titoli nella sua originalità. In aggiunta Aspyr ha infarcito il gioco anche di tantissimi extra tra cui una galleria piena zeppa di artwork, fan art, bozzetti, illustrazioni 3D, cosplay dei fan ed un riproduttore musicale con tutta la soundtrack di entrambi i due titoli. Tra gli extra troviamo anche video inerenti alle introduzioni, demo e fuori onda, la Cronistoria di Nosgoth e quella Oscura, e la possibilità di giocare persino dei livelli cancellati dal gioco.

Legacy of Kain: Soul Reaver 1 & 2 Remastered
Dal vecchio al nuovo, dal 1999 al 2024.

Buon lavoro anche sul fronte sonoro, con una soundtrack pulita e sempre piacevole, diverse lingue disponibile per il doppiaggio del gioco, tra cui anche la versione originale italiana, che seppur datata e con la possibilità di far storcere ad oggi il naso per la sua qualità, è sempre una graditissima aggiunta. In termini di bug, seppur non ne ho trovati tantissimi, sfortunatamente mi sono imbattuto diverse volte in crash istantanei, soprattutto durante le uccisioni furtive nel primo capitolo, che ahimè mi hanno costretto a ripercorre nuovamente tutti i progressi che avevo già raggiunto. Comunque conoscendo il team di sviluppo e vedendo l’impegno che hanno messo nel fixare i problemi dei tre capitoli della signorina Croft, sono certo che anche qui ben presto vedremo patch e migliorie costanti al gioco nel corso del nuovo anno.

Infine se siete dei cacciatori di trofei, anche qui troverete pane per i vostri denti, con 84 coppe da sbloccare di cui anche un bel platino inerente solo al primo capitolo però se giocate su PS5, mentre su PS4 li potrete ottenere entrambi. Avendo platinato il primo gioco, devo dire che a parte qualche trofeo, l’ambita coppa non sarà così difficile da ottenere in una sola run, anche se bisognerà stare molto attenti a diversi trofei missabili che vi costringeranno a rigiocare il titolo da capo. Considerando che una run di ambo i giochi dura sulle 4/5 ore normalmente, con una decina d’ore dovreste riuscire a portarvi a casa tranquillamente l’ambito platino.

Non c’è due senza tre, ma anche quattro…

Valutando nel suo complesso l’opera di restauro di questi due titoli, Aspyr Media è riuscita assolutamente a confezionare un ottimo prodotto, soprattutto rivolto verso i fan nostalgici della saga e con l’intento di avvicinare anche qualche neofita attratto da giochi di cui magari hanno solo sentito parlare da videogiocatori più “anziani”. Il mio consiglio è assolutamente quello di recuperare questa collection, sia per una quantità enorme di contenuti extra che farà sbavare ogni fan, sia soprattutto perchè considero questi due giochi degli ottimi titoli e un pezzo di storia degli anni d’oro di PS1 e PS2.

Per non parlare del prezzo d’uscita fissato a 29,99 euro, che a mio modesto parere, se siete incerti sull’acquisto è comunque un investimento da fare ad occhi chiusi, soprattutto in caso siate anche un minimo attratti dal genere offerto. Per lo zoccolo duro dei fan inoltre, notizia bella fresca, sarà disponibile anche la versione fisica del gioco in due diverse versioni differenti per Xbox, PlayStation e Nintendo Switch, con la Standard Edition o Collector’s Edition curate da Limited Run Games, di cui sono già stati aperti i pre-order.

In conclusione, Aspyr Media ha fatto nuovamente centro con questa remaster, che dopo il successo della prima trilogia di Lara Croft, si appresta a lanciare a febbraio Tomb Raider IV-VI Remasteredd’altronde non c’è due senza tre, ma visto l’amore e impegno del team verso il restauro di queste vecchie opere, per me sarebbe meglio anche “senza quattro”, con la speranza di vederli presto al lavoro su qualche altra saga iconica, dato che ad oggi Aspyr Media, in questo campo e assolutamente un sinonimo di garanzia. Grazie al team texano Raziel è rinato ancora e chissà se anche Embracer Group ne approfitterà per darci il sequel tanto atteso che io e molti fan bramiamo da anni…non ci resta che attendere e sperare, ma nel frattempo “Ben tornato Raziel!”.


Legacy of Kain: Soul Reaver 1 & 2 Remastered è disponibile su PlayStation 5, Nintendo Switch, PlayStation 4, GeForce Now, Xbox Series X/S, Microsoft Windows e Xbox One.

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