Maestro è il nuovo film diretto e interpretato da Bradley Cooper presentato in anteprima al concorso all’80ª edizione del Festival del Cinema di Venezia. Dopo A Star is Born, Cooper torna con un altro film che parla di musica, questa volta incentrato sul celebre direttore d’orchestra Leonard Bernstein. Tra le varie case produttrici si trovano nomi importanti del cinema come Sikelia Production. Tra gli altri nomi produttori spicca particolarmente la Amblin Production, casa produttrice fondata da Steven Spielberg. Il film è anche prodotto dalla Lea Pictures e arriverà globalmente su Netflix il 20 dicembre.

Dal momento in cui Leonard Bernstein piomba sul palcoscenico della Carnegie Hall, a soli 25 anni a condurre per la prima volta la New York Philarmonic, la sua ascesa è inarrestabile. Accanto a lui, durante la lunghissima carriera in cui alternerà l’attività di direttore d’orchestra a quella di compositore (anche per film drammatici come Fronte del porto e musical come West Side Story) a quella di insegnante e studioso della musica, c’è la moglie Felicia Cohn Montealegre, che condivide ogni sua passione ma mal tollererà le sue relazioni omosessuali.

MaestroIl film vede nel cast grandi nomi come Carey Mulligan che interpreta Felicia Montealegre ovvero la moglie di Bernestein. L’attrice, già nota per la sua interpretazione nel primo film di Emerald Fennell Una donna Promettente, Bradley Cooper protagonista assoluto del film ovvero Leonard Bernstein il noto direttore d’orchestra. Cooper è noto per le sue interpretazioni in A Star is Born di cui ha eseguito anche la regia, è apparso anche in American Hustle e American Sniper e come voce di Rocket nella fortunata trilogia di Guardiani della Galassia. Tra gli altri interpreti troviamo Matt Bomer come interesse amoroso e collega di Bernestein e Maya Hawke che interpreta una delle molteplici figlie della coppia.

Dopo il grande successo di pubblico riscosso con A Star is Born del 2018 Bradley Cooper tenta nuovamente il quartetto fortunato che ha portato bene nel nella stagione dei premi con un film diretto, scritto, interpretato e prodotto da lui stesso. Se nel precedente film, che aveva come protagonista Lady Gaga, Cooper si era fatto accompagnare da due sceneggiatori, in questa nuovo biopic decide di farlo a due penne, una sappiamo essere la sua l’altra invece è quella di Josh Singer già sceneggiatore di alcuni episodi di Fringe, Lie to Me e Law and Order ma conosciuto principalmente per i lavori cinematografici con Il Quinto Potere, The Post, First Man e il film che valse l’Oscar come miglior sceneggiatura non originale ovvero Il Caso Spotlight nella stagione dei premi 2016. Nonostante sia solo al suo secondo progetto, la regia di Cooper non risulta particolarmente riconoscibile o iconica, se non sulla centralità della MDP su Leonard.

La fotografia del film è affidata a Matthew Libatique già direttore della fotografia di altri film come le collaborazioni con Darren Aronofsky in Pi Greco, Il Cigno Nero e The Whale ma anche per il precedente lavoro di Cooper A Star is Born. Il montaggio è curato da Michelle Tesoro che ha lavorato principalmente in produzioni televisive come La Regina degli scacchi o House of Card. La scenografia curata da Kevin Thompson che ha lavorato per altre produzioni Netflix come La Donna alla Finestra o Okja mentre i costumi di Mark Bridges sono apparsi in The Fabelmans, Notizie dal mondo, Il Filo Nascosto, Joker e Licorice Pizza; in questo film sia costumi che scenografia riescono perfettamente a collaborare per trasportarci negli anni 60. La parte sonora è curata da Steven Morrow, Dean Zupancic che hanno già lavorato con Cooper sul set del suo primo film. La parte musicale è del maestro Leonard Bernestein, dove si utilizzano le sue esatte musiche composte da un’orchestra.

Bisogna considerare che Maestro è un film che parla principalmente a due mondi, a quello degli amanti della musica classica e può essere incuriosito dalla vita del noto direttore d’orchestra, e a quello del pubblico statunitense. Si nota infatti come il progetto sia confezionato appositamente per la stagione dei premi, non un difetto in toto, ma l’approccio utilizzato da Cooper è tale che nonostante il tutto sembri estremamente ben impacchettato, risulti poi per essere estremamente dimenticabile. Pellicole del genere, come altre nella storia recente del cinema, risultano quindi un compitino ben eseguito, ma privi di quell’autorialità riconoscibile che dovrebbe caratterizzare un certo tipo di film. Opera estremamente – e anche ingiustamente – troppo autoreferenziale, per essere considerata tra i migliori prodotti audiovisivi dell’anno. La punta di diamante dell’intera pellicola è l’interpretazione di Carey Mulligan che ruba la scena ogni qual volta è presente anche con uno sguardo – nonostante sia di per se problematico far interpretare ad una attrice britannica una donna e attrice come fu Montealegre che era di origine costaricana.

Ottima l’ultima scena della direzione d’orchestra dove la musica di Bernestein ne fa da padrona. Il film è girato con la doppia tecnica del colore e del bianco e nero, come già presente in Blonde. La parte storica viene narrata in bianco e nero, nel momento in cui viene mostrato il lavoro fatto su West Side Story inizia a prendere colore. Il film ha inoltre diversi personaggi interessanti come quello di Bomer, il primo interesse amoroso di Cooper nel film, che viene presto accantonata per la storia di lui con Montealegre, il tema della bisessualità di Bernstein, resta così estremamente in sottofondo, nonostante sia stata uno degli aspetti fondamentali della sua vita. Torna così un altro problema del cinema contemporaneo, in cui la bisessualità viene quasi completamente accantonata, quasi come inesistente.

Cooper consegna a Netflix uno dei suoi lavori più lunghi che narra una delle passioni che lo accompagna fin da bambino: la musica lirica e classica, con un film che sicuramente verrà apprezzato dagli amanti di questo genere di musica o da chi ama scoprire nuovi artisti. La scena viene completamente rubata da Mulligan e Cooper come per A Star is Born è riuscito a farsi rubare la scena nuovamente da una grande stella dello spettacolo.

Maestro è un film biografico su uno dei direttori d’orchestra più noti d’America. Il cast è davvero ben organizzato e completo ma tra tutti gli attori chi ruba la scena è sicuramente Carey Mulligan. La regia di Cooper, qui alla sua seconda opera, risulta sotto alcuni punti ancora acerba e sotto altri sicuramente ben gestita con close up ben realizzati. Interessante l’uso del bianco e nero combinato col colore, molto bello anche l’uso della soundtrack che va direttamente a pescare dalla produzione di Bernstein. In conclusione un film fatto esclusivamente per la stagione dei premi ma estremamente autoreferenziale, caratteristica che lo rende un compito ben svolto, ma allo stesso tempo estremamente dimenticabile.


Maestro diretto da Bradley Cooper arriva su Netflix a partire dal 20 dicembre. Ecco il trailer italiano del film:

RASSEGNA PANORAMICA
Maestro
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l'anno di nascita corrisponde con l'uscita di The Truman Show, studente di scienze della comunicazione, vive tra letteratura fantastica e cinema horror. Una personalità basata su Jennifer Check, Barbie e Orlok
maestro-bradley-cooper-e-davvero-un-maestro-recensione-venezia-80Maestro è un film biografico su uno dei direttori d'orchestra più noti d'America. Il cast è davvero ben organizzato e completo ma tra tutti gli attori chi ruba la scena è sicuramente Carey Mulligan. La regia di Cooper, qui alla sua seconda opera, risulta sotto alcuni punti ancora acerba e sotto altri sicuramente ben gestita con close up ben realizzati. Interessante l'uso del bianco e nero combinato col colore, molto bello anche l'uso della soundtrack che va direttamente a pescare dalla produzione di Bernstein. In conclusione un film fatto esclusivamente per la stagione dei premi ma estremamente autoreferenziale, caratteristica che lo rende un compito ben svolto, ma allo stesso tempo estremamente dimenticabile. 

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