Mortal Kombat II è finalmente al cinema e non deluderà affatto i fan della saga videoludica e gli amanti del cinema. La regia è di Simon McQuoid e nel cast troviamo Karl Urban, nei panni della star del cinema Johnny Cage e Adeline Rudolph nella coraggiosa Kitana, insieme a Jessica McNamee, Martyn Ford, Lewis Tan, Hiroyuki Sanada, Joe Taslim, Tati Gabrielle e Ludi Lin. La pellicola è distribuita da Warner Bros. Pictures.
Dopo il fallimento nel primo torneo, lo stregone Shang Tsung convince l’imperatore Shao Kahn a giocare d’azzardo un’ultima volta per conquistare la Terra. Il piano consiste nell’attirare i guerrieri terrestri direttamente nel Outworld per un secondo, brutale torneo organizzato nel cuore del dominio imperiale. I campioni del nostro mondo sono costretti ad accettare la sfida per prevenire un’invasione immediata e per vendicare gli attacchi subiti dalle truppe di Kahn. La battaglia si sposta così in un regno ostile e magico, dove i difensori della Terra devono affrontare nuovi mostruosi nemici e l’ombra opprimente dell’Imperatore stesso, deciso a sottomettere l’umanità una volta per tutte.
Mortal Kombat II è uno di quei rari casi in cui il sequel supera il film precedente, ovvero quello del 2021. In quest’opera si sente in maniera maggiore l’anima e l’atmosfera della saga videoludica, trasposta intelligentemente in forma cinematografica, andando a catturare l’attenzione sia dei fan del videogioco che coloro che amano questo genere di prodotto. Una lotta dura, una storia di riscatto e vendetta, un’occasione per riprendersi la propria libertà. Questo è ciò che McQuoid vuole comunicare nel suo film, senza dimenticare di stemperare l’azione e la drammaticità con una comicità che, però, non risulta mai pesante o fuori luogo, ma semplicemente serve a caratterizzare i personaggi e il loro background.
Jhonny Cage è un attore ormai caduto nel dimenticatoio, che per anni ha usato le sue conoscenze nella lotta per sfornare film action di successo, ma questo è il passato. Ora lo vediamo disilluso e scoraggiato, fino a quando non viene chiamato per salvare la Terra dalle grinfie di Shao Kahn, che desidera conquistare e sottomettere l’intero creato. Un mondo che non appartiene a Cage, almeno inizialmente. I personaggi sono inquadrati e caratterizzati a dovere, con un villain, Shao Kahn, che incute timore, con co-protagonisti che si trovano a metà tra ciò che è giusto e sbagliato e con eroi che possiedono insicurezze e forze espresse in maniera equilibrata.
Il ritmo di Mortal Kombat II è veloce, dinamico, rapido, non lascia respirare lo spettatore, tra calci rotanti e le cosiddette fatality che divertono e stupiscono. Non c’è un dialogo di troppo o un dettaglio che stanca, la trama procede in maniera serrata, così come anche il torneo che coglie i partecipanti alla sprovvista, buttandoli in un’arena cupa e oscura, senza sapere con chi si sfideranno e il pericolo in cui stanno incorrendo. La regia ha gestito le scene di combattimento in maniera magistrale, con movimenti di macchina che passano da primi piani, a dettagli a mezzi busti in pochissimi secondi, aumentando la curiosità e la tensione del pubblico. A ciò contribuisce anche la colonna sonora che assiste il ritmo e aiuta a creare aspettativa su ciò che succederà agli eroi della Terra che lottano sullo schermo. Una grande cura nei dettagli registici, soprattutto nelle scene prettamente legate al torneo, fanno sì che Mortal Kombat rinasca dalle sue ceneri.
Un ulteriore aspetto che colpisce di Mortal Kombat II è la fotografia che ha un impatto incredibile a livello estetico e visivo, un’esperienza davvero fuori dal comune che catapulta lo spettatore nel mondo incredibile dell’Outworld estraniandolo, per poco tempo, dalla realtà. Ogni regno è caratterizzato da vibes e atmosfere uniche che rendono l’universo di Mortal Kombat tangibile in maniera incredibile. Le luci e le ombre si fondono creando un’immagine che sembra quasi un dipinto brutale che prende vita davanti ai nostri occhi, con i neri, i viola e i blu che danno spessore allo schermo e, in contemporanea, alla narrazione. Le atmosfere sono cupe, viscerali, fedelissime allo spirito del gioco ma con una dignità cinematografica che raramente si vede in un action di questo tipo. Per la durata del film sembrerà quasi di trovarsi all’interno di quell’arena fatale, a combattere per la propria libertà e per vendetta.
Finalmente Mortal Kombat II dimostra che si può lavorare con la CGI e farlo bene, con effetti speciali che risultano estremamente verosimili e mai posticci o legnosi. Nonostante le tecniche e le tecnologie siano ormai arrivate a livelli decisamente alti, molte pellicole risentono ancora di un comparto VFX sotto la media, che distrugge completamente la sospensione dell’incredulità e delude lo spettatore. Qui, invece, ogni dettaglio è curato e minuzioso, in un risultato che cattura l’occhio per la sua imponenza visiva. Dai poteri alle iconiche fatality, dal design dei personaggi alle scenografie pazzesche, tutto è equilibrato e reale, quasi come se il ghiaccio e il fuoco oltrepassassero lo schermo e diventassero reali. Non un semplice action a tema videoludico, ma pura adrenalina visiva e uno spettacolo tecnico di altissimo livello.
Mortal Kombat II è un sequel che non delude il pubblico, anzi, risolleva la saga con un’opera dalla qualità tecnica, visiva, registica e di scrittura davvero altissima. Tra effetti speciali curati e una fotografia curata nei minimi dettagli, la pellicola diretta da Simon McQuoid si rivela un’ottima trasposizione cinematografica, che tra combattimenti ben coreografati e un ritmo serrato tiene lo spettatore incollato allo schermo.
Mortal Kombat II, il nuovo film tratto dalla saga videoludica con Karl Urban, è ora al cinema con Warner Bros. Pictures. Ecco il trailer italiano:















