Pecore sotto copertura arriva nelle sale il 7 maggio, distribuito da Sony Pictures. Il film è diretto da Kyle Balda (Minions), regista noto nel mondo dell’animazione, mentre la sceneggiatura è firmata da Craig Mazin, adattata dal romanzo GlennKILL di Leonie Swann edito in Italia da La Nave di Teseo. Il progetto si avvale di un cast eccezionale che include: Hugh Jackman, Emma Thompson, Nicholas Braun, Nicholas Galitzine, Molly Gordon, Hong Chau e con le voci di: Bryan Cranston, Julia Louis-Dreyfus, Patrick Stewart e Regina Hall. Abbiamo visto il film in anteprima e di seguito vi riportiamo il nostro parere.
La storia si svolge in una tranquilla fattoria di campagna dove un pastore, solito leggere romanzi gialli alle sue pecore, si ritrova improvvisamente coinvolto in un vero caso di omicidio. In un ribaltamento tanto surreale quanto brillante, gli ovini del gregge sembrano sviluppare un’insospettabile capacità deduttiva, trasformandosi in improbabili investigatori determinati a risolvere il mistero prima degli esseri umani.
Pecore sotto copertura è basato sul romanzo “Glennkill: A Sheep Detective Story” di Leonie Swann, opera che nei primi anno 2000 conquistò il pubblico internazionale grazie a una premessa tanto semplice quanto geniale: un giallo classico raccontato dal punto di vista di un gregge di pecore. Il libro si inserisce nella tradizione della commedia britannica, pur essendo scritto da un’autrice tedesca, e ne assorbe con sorprendente naturalezza i tratti distintivi. Le pecore protagoniste, ciascuna con una propria personalità e un proprio modo di interpretare la realtà, diventano veicolo di una comicità mai aggressiva, che si sviluppa attraverso fraintendimenti, logiche alternative e uno sguardo ingenuo ma lucido sul comportamento umano. Glennkill è quindi un perfetto comfort novel, che si trasforma nel perfetto comfort movie.
Pecore sotto copertura è infatti un family movie capace di parlare a più generazioni, configurandosi quasi come un erede contemporaneo di titoli come “Babe, maialino coraggioso”, con cui condivide non solo l’ambientazione rurale e il punto di vista “non umano”, ma anche la volontà di costruire un racconto in cui l’ingenuità degli animali diventa strumento di osservazione del mondo adulto. Il film del 1995 si muoveva nella direzione della tenerezza e del racconto di formazione, mentre qui la narrazione prende una piega più ambiziosa, trasformando il gregge protagonista in un insolito gruppo investigativo alle prese con un caso di omicidio. Nonostante la premessa rischiosa, il film riesce a mantenere una sua coerenza interna, sostenuta da una messa in scena molto curata, in cui la componente visiva gioca un ruolo fondamentale.
Particolarmente riuscita è la resa del gregge in CGI, che si distingue per un realismo convincente e mai caricaturale. Le pecore non vengono trasformate in spalla comica, ma conservano un peso fisico credibile all’interno dell’ambiente, integrandosi con naturalezza nei paesaggi rurali e nelle dinamiche della narrazione. Dal punto di vista narrativo, il film ha anche una buona costruzione del mistero. Il giallo non si rivela scontato, ma si sviluppa attraverso una serie di indizi e deviazioni, che mantengono alta l’attenzione fino alla risoluzione finale. L’opera si avvicina più di quanto ci si aspetterebbe alla tradizione del whodunnit, richiamando nella struttura e nella gestione degli indizi le atmosfere tipiche di Agatha Christie, pur rielaborate in chiave più leggera e contemporanea.
Pecore sotto copertura è quindi una vera e propria coccola cinematografica, un prodotto pensato per avvolgere lo spettatore in un tono costante di leggerezza, senza rinunciare a una sua dignità narrativa. Hugh Jackman, Emma Thompson, Nicholas Braun, Molly Gordon e tutto il cast, riescono così a dare vita a un insieme corale armonico, in cui ogni umano e ogni pecora assume una propria identità distintiva senza mai rompere l’equilibrio generale. Un film che non punta alla sperimentazione ma alla costruzione di un universo caldo e accessibile.
Pecore sotto copertura si conferma come una commedia mystery originale, capace di unire leggerezza e struttura gialla con una buona eleganza narrativa. Pur senza rivoluzionare il genere, il film funziona grazie a un’idea forte, a una messa in scena convincente e a un tono sempre coerente, risultando una visione ideale per un pubblico di grandi e piccini.
Pecore sotto copertura arriva al cinema con Sony Pictures a partire dal 7 maggio. Ecco il trailer del film:















