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[Recensione] Avengers 98 – Collisione di Mondi Parte 1

  • di Luca Brindani
  • 25 Maggio 2018
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avengers

Anche i Vendicatori entrano nel Marvel Legacy con Avengers 98. Al suo interno possiamo trovare Avengers #672 di Mark Waid e Jesus Saiz, U.S.Avengers #11 di Al Ewing e Paco Diaz e Uncanny Avengers #28 e #29(prima parte) di Jim Zub e Sean Izaakse.

Inizia “Collisione di Mondi“, il crossover tra Avengers e Champions. In questa prima parte un meteorite con una strana traccia energetica si dirige a tutta velocità verso il pianeta terra, i Vendicatori: Sam Wilson/Falcon, Thor/Jane Foster, Hercules, Spider-Man/Peter Parker e Visione si mobilitano subito. Il gruppo sarà poi raggiunto dai Champions: Ms Marvel/Kamala Khan, Nova, Ciclope, Spider-Man/Miles Morales, Hulk/Amadeus Cho e Viv Vision. Già dall’inizio è Falcon a prendere il comando dei suoi ex compagni e dei suoi attuali compagni, guidando la missione per fermare il meteorite, iniziano quindi già a riaffiorare i dissapori tra i Champions e gli Avengers. Intanto, la meteora inizia ad emanare una stra frequenza che fa vibrare e ricopre di energia i più alti edifici della terra, da Dubai fino a New York City. Come se non bastasse sembra che dietro tutto potrebbe essere l’Alto Evoluzionario.

In U.S.Avengers, si parte con l’ultima storia in due parti prima di “No Surrender“, che vede l’ex gruppo di Citizen V/Roberto Da Costa, composto da Red Hulk, Toni Ho, Enigma e Squirrel Girl dirigersi verso l’ultima posizione conosciuta del loro amico, Sam Guthrie aka Cannonball. Sam è tenuto prigioniero in una sorta di cittadina molto simile a quella dei vecchi show degli anni 60, una versione di “Riverdale” riveduta e corretta, dove si troverà a dover sottostare ad un regnante dispotico attirato dalla cultura Terrestre, in specie quella Americana e rincontrerà dei vecchi amici.

Uncanny Avengers #28, anche questo a pochi numeri dalla fine prima del grande evento Vendicativo, “No Surrender”, ricapitola quello che è stata la squadra Unione in questo periodo senza il comando di Steve Rogers e sotto Anna Marie aka Rogue.

Questo primo numero del Legacy è decisamente pieno di contenuti, forse era da anni che mancava uno spillato contenitore con così tanta forza al suo interno, ma purtroppo ha un punto debole da non poter tralasciare, ossia quello di essere troppo in ritardo. Saltare ora sulla giostra degli Avengers potrebbe comunque essere divertente se non fosse che si incappa di nuovo nell’ennesimo crossover, per quanto possa essere divertente e per quanto a Mark Waid piacciano tanto questi personaggi, si tira dietro una stanca che permea tutto il numero. Come primo capitolo di un crossover non è molto facile poterlo giudicare, ma nel complesso l’idea sembra una delle tantissime buone idee di Waid, tirate fuori da una continuity ricca come quella dei Vendicatori che però sotto un grande evento ne risente troppo. U.S.Avengers è praticamente arrivato alla sua fine, due numeri conclusivi che per quanto divertenti e per quanto Al Ewing sia un ottimo sceneggiatore e con questa serie abbia potuto divertirsi tanto con i personaggi, non è né uno starting point ideale né uno tra i migliori numeri di questa gestione del gruppo (che ricordiamo in origine era New Avengers). Uncanny Avengers volge al termine anche questa, tira tutte le fila di un periodo caratterizzato dall’assenza di Steve Rogers e che in un certo senso ha pagato, dando al lettore quasi l’idea che sia per roster, che per base operativa questo gruppo fosse molto più un gruppo di vendicatori di quello che abbiamo poi avuto nella testata titolare, serie ben gestita da Gerry Duggan, ora traghettata verso la fine da un Jim Zub più ispirato del solito, ma nulla al confronto di Duggan. Artisticamente, se non forse per U.S.Avengers i numeri qui all’interno sono freddi, non hanno disegnatori che si fanno riconoscere per quasi nulla ed è un vero peccato considerando che all’inizio vi erano artisti del calibro di Mike Del Mundo (Avengers), Ryan Stegman (Uncanny Avengers) e altri. Decisamente il debutto meno interessante di Marvel Legacy.


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