October 21, 2019
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[Recensione] GLOW – Una storia di wrestling

  • di Luca Vania Tulumello
  • Giugno 27, 2017
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Spesso quando si nomina il wrestling in una discussione, la stragrande maggioranza delle persone non sa mai se si sta facendo riferimento ad uno sport vero e proprio o ad una specie di teatrino kitsch. Non è un caso, infatti, che il panorama dei prodotti d’intrattenimento di genere “sportivo” non abbia quasi mai trattato di wrestling, tranne per delle rare eccezioni (The Wrestler, Beyond the Mat), mentre invece i titoli che raccontano storie di crescita o riscatto tramite lo sport sono tantissimi, basti pensare a film come Rocky, Momenti di gloria, Million Dollar Baby, L’arte di vincere, Cars, Sognando Beckham e molti altri altri ancora.

Creata da Liz Flahive e Carly Mensch per Netflix, con la produzione esecutiva, tra gli altri, di Jenji Kohan (Orange Is The New Black), GLOW è una serie tv sul wrestling! Sì, una serie sul wrestling con delle protagoniste donne e non una serie su un gruppo di donne nel contesto del wrestling, ed è importante cogliere questa sottile differenza. La serie infatti non si banalizza e maschilizza parlandoci delle problematiche e delle situazioni che incontrano un gruppo di donne nel fare wrestling, ma ci racconta le vite personali e professionali di un gruppo di persone, donne e uomini, che con ruoli e compiti diversi e sopratutto con zero esperienza del settore alle spalle, si impegnano nel riuscire a mandare in onda GLOW, Le Grandiose Lottatrici del Wreastling!

 

GLOW racconta il dietro le quinte del wrestling e in particolare di una compagnia di wrestling femminile nella Los Angeles degli anni ottanta realmente esistita, la quale da appunto il nome alla serie, e lo fa da un punto di vista nuovo e del tutto femminile, come nessun altro prodotto d’intrattenimento audio visivo aveva fatto prima d’ora nei confronti di questo sport-spettacolo.

Senza nulla togliere alla buona sceneggiatura basata sul riscatto dei protagonisti, sull’amicizia, sulle responsabilità e sulla rottura degli stereotipi da parte delle lottatrici, la forza di GLOW, a nostro avviso, viene in grandissima parte anche dal cast e dalla comicità espressa.

Il cast della serie è a dir poco perfetto! Ogni personaggio sembra calzare a pennello all’attore scelto e nessuna delle ragazze del gruppo passa inosservata o inferiore rispetto alle principali protagoniste. Parlando appunto delle protagoniste poi, bisogna senz’ombra di dubbio elogiare le bravissime Alison Brie e Betty Gilpin, rispettivamente Ruth Wilder e Debbie Eagan su schermo. Le attrici sono capaci sempre di generare un grandissimo feeling nello spettatore, che si tratti di empatia, antipatia, grinta o stima, lo spettatore non rimarrà mai indifferente a ciò che queste due donne fanno e al loro rapporto. Davvero due ottime interpretazioni. Infine, tra i pochi interpreti maschili spicca in assoluto Marc Maron, interprete di Sam Sylvia, sfortunato regista di GLOW ed ex regista di film di serie B dal dubbio gusto.

Figlio dei Guardiani Della Galassia di James Gunn , GLOW intrattiene anche grazie a musiche anni Ottanta potenti e d’impatto, mai fuori contesto e sempre e comunque orecchiabili.

Alla luce di tutto ciò, crediamo che questa serie sia davvero un’ottimo prodotto d’intrattenimento. Netflix ha scommesso ancora una volta su una storia che comunque, ha alla base delle donne e ancora una volta sembra aver fatto centro. Aspettando con ansia una seconda stagione, non ancora annunciata, non possiamo che consigliarvi di dare uno sguardo alle bizzarre e coraggiose Gorgeous Ladies of Wrestling!

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