Sciopero degli sceneggiatori: cosa sta succedendo e quali sono le serie a rischio? Tutti i dettagli

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Da poche ore negli USA è iniziato lo sciopero degli sceneggiatori, con il WGA (Writers Guild of America) che ha ufficialmente dato il via all’annunciata azione di protesta.

La genesi di questa larga protesta è da ricercarsi nel rifiuto da parte della AMPTP (Alliance of Motion Picture and Television Producers), rappresentante degli studios cinematografici e delle piattaforme streaming, di ottemperare a tutte le richieste avanzate negli scorsi mesi dalla stessa WGA, concernenti soprattutto ad un adeguamento delle difficili condizioni salariali nelle quali versa la categoria.

La richiesta avanzata dalla WGA di fatto consiste in un aumento della retribuzione delle cosiddette “residuals”, inquadrabili come una sorta di diritto d’autore alla quale ha diritto uno sceneggiatore dal momento che un copione da lui scritto va in replica. Vi è poi un altro aspetto tutt’altro che secondario, ovvero la marcata tendenza degli studios cinematografici nello spingere la professione dello sceneggiatore verso uno status da impiego freelance. Ma quali sono le richieste e le necessità di studios, piattaforme e produttori?

C’è da considerare come gli effetti della pandemia si stiano facendo sentire ancora oggi, e di come questi abbiano intaccato pesantemente le casse degli studios più prestigiosi i quali sono stati costretti ad attuare pesanti politiche di licenziamento su larga scala. Inoltre c’è il modus operandi completamente diverso adottato dalle piattaforme streaming. Com’è noto, la maggior parte di esse non divulgano i dati sulla fruizione dei prodotti in catalogo, comportando quindi l’impossibilità di calcolare i diritti d’autore in base allo specifico successo di una produzione. Per fare un esempio pratico, lo sceneggiatore di una serie di grande successo sarebbe retribuito con le stesse residuals di uno che ha scritto una serie ignorata dal pubblico.

Tale dinamica sta letteralmente riducendo alla fame un gran numero di sceneggiatori, dimostrando ulteriormente come i problemi maggiori sembrino arrivare proprio dal fronte televisivo. La WGA spinge per una assunzione vera e propria che porti ad una retribuzione che duri per tutto il tempo necessario per la scrittura di una serie e che, contestualmente, le writer’s room, non siano più sottoposte ad una riduzione di organico.

Il maggiore ostacolo in questo senso è che le piattaforme adottano verso le serie un metodo di lavoro differente rispetto agli studios. Se una volta si produceva l’episodio pilota per poi decidere se procedere con la produzione, ora invece la luce verde viene data solo quando sono state scritte tutte le sceneggiature delle puntate. Ne consegue che a fronte di una eventuale assunzione degli sceneggiatore come auspicata dalla WGA, il rapporto di lavoro sarebbe destinato a proseguire per un tempo potenzialmente lunghissimo. Tra le conseguenza dello sciopero vi è inoltre l’interruzione della produzione di alcune delle serie più attese dei prossimi mesi, le quali fino a poche ore fa si trovavano ufficialmente in fase di scrittura.

Tra le interruzioni che hanno fatto più “rumore” rientra sicuramente Cobra Kai. Poche ore fa il co-creatore della serie Jon Hurwitz avrebbe infatti confermato come il lavoro di scrittura della sesta stagione sia attualmente sospeso. Tr gli altri show molto amati attualmente sospesi vi sono Abbott Elementary, Power Book III: Raising Kanan – prequel e secondo spin-off di Power – e Yellowjackets, tutti e tre in attesa della terza stagione. Ashley Lyle, showrunner di Yellowjackets, ha rivelato che i lavori sui nuovi episodi sono attualmente in stallo, confermandone la ripresa una volta che il WGA avrà ottenuto la soddisfazione delle proprie richieste,

Curiosamente, lo sciopero non toccherà la produzione della seconda stagione di House of the Dragon, la cui scrittura è stata completata prima che l’azione venisse ufficializzata. A subire gli effetti immediati dell’iniziativa del WGA sono stati tuttavia i più noti Late Show americani, i quali sospenderanno la loro messa in onda per tutta la settimana. Tra questi figurano Saturday Night Live, The Tonight Show starring Jimmy Fallon, Jimmy Kimmel Live!, The Late Show with Stephen Colbert, Late Night with Seth Myers e The Daily Show.

Ad ora è difficile prevedere gli sviluppi futuri. Sembra certo che tale sciopero andrà avanti almeno qualche settimana, anche se rimane un certo grado di incertezza. Lo sciopero attule è infatti diverso da quello avvenuto a cavallo tra il 2007 ed il 2008, che vide molti sceneggiatori lanciarsi in produzioni al di fuori dal circuito cinematografico. Tuttavia ad oggi i vari social media e YouTube sono i veri concorrenti del cinema e delle piattaforme streaming, ed è obiettivamente difficile immaginare la categoria degli sceneggiatori impegnata ad alzare il livello qualitativo dei contenuti dei social.

Ad ogni modo è fuori da ogni dubbio che l’attuale stato d’empasse portato dallo sciopero alle produzioni televisive e cinematografiche finirà per favorire l’intrattenimento social. La situazione è quindi ancora molto nebulosa e sembra dovremo aspettare ancora qualche settimana per capirne gli sviluppi.

Fonte: Deadline

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