Disponibile su Paramount+ a partire dal 1° aprile, Scuola di seduzione segna il ritorno alla regia di Carlo Verdone, qui alle prese con una commedia corale che prova a interrogarsi sulle fragilità sentimentali contemporanee. Il film vede nel cast, oltre allo stesso Verdone, interpreti come: Karla Sofía Gascón, Lino Guanciale, Vittoria Puccini, Beatrice Arnera, Romano Reggiani ed Euridice Axen, riuniti in una storia che mescola ironia e relazioni disfunzionali. Grazie a Paramount+ abbiamo visto il film in anteprima e di seguito vi riportiamo il nostro parere.
Il film segue un gruppo eterogeneo di uomini e donne alle prese con relazioni complicate, insicurezze affettive e un generale senso di smarrimento nel campo dei sentimenti. Le loro strade si incrociano quando decidono di affidarsi a una peculiare “scuola di seduzione”, guidata da una coach carismatica e controversa che promette di insegnare tecniche e strategie per migliorare la propria vita sentimentale. Tra sedute di gruppo, esercizi pratici e confronti spesso imbarazzanti, i protagonisti iniziano così un percorso che li costringe a fare i conti non solo con le proprie incapacità relazionali, ma anche con le aspettative e le illusioni che accompagnano l’idea stessa dell’amore.
Scuola di seduzione si può definire come una sorta di Manuale d’amore in versione 2.0. Con i film di Veronesi condivide la struttura narrativa fatta di storie parallele e personaggi destinati a incrociarsi attorno a un medesimo tema: le relazioni sentimentali. Se in quei titoli il racconto si articolava in capitoli che esploravano diverse fasi dell’amore, qui Verdone prova ad aggiornare quella formula, spostando l’attenzione su un presente segnato da nuovi codici sociali e da un modo differente di vivere l’intimità. Il film mette così in scena un gruppo di protagonisti volutamente eterogeneo: uomini e donne di età diverse, con storie personali molto lontane tra loro, più o meno fortunati nel lavoro e nelle relazioni, accomunati però da una medesima difficoltà nel comprendere i sentimenti. Attraverso le loro vicissitudini emergono dinamiche riconoscibili del nostro tempo: la paura della solitudine, l’insicurezza cronica alimentata dai social network, il desiderio di trovare scorciatoie affettive affidandosi a metodi e “tecniche” che promettono di semplificare ciò che, per sua natura, resta complesso.
La “scuola di seduzione” diventa così il pretesto narrativo attraverso cui il film prova a osservare da vicino le fragilità contemporanee, trasformando il gruppo di personaggi in una sorta di campionario umano dei caratteri tipici della nostra epoca. A livello di tono e costruzione narrativa, Scuola di seduzione si inserisce nel solco della più tradizionale commedia all’italiana contemporanea. Il film alterna momenti di osservazione ironica a situazioni volutamente bizzarre, talvolta sopra le righe e non sempre del tutto credibili. Alcuni passaggi funzionano grazie al ritmo dei dialoghi e alla capacità degli attori di sostenere il registro comico, mentre altri risultano più prevedibili, lasciando la sensazione di trovarsi davanti a dinamiche già viste nel panorama della commedia sentimentale italiana degli ultimi anni.
Lo sviluppo narrativo procede infatti in maniera piuttosto altalenante: a momenti di maggiore freschezza si alternano sequenze più convenzionali, che finiscono per appoggiarsi su meccanismi narrativi familiari.Ciò che funziona meglio è probabilmente proprio il gruppo dei protagonisti. La varietà di caratteri, più giovani e più maturi, disillusi o ancora alla ricerca di un ideale romantico, crea un equilibrio interessante all’interno del racconto. Nonostante le differenze, i personaggi riescono a costruire una dinamica corale credibile, dando vita a un insieme che si amalgama bene con la storia. Tuttavia, al di là della buona chimica tra gli interpreti, il racconto fatica talvolta a sorprendere. Molte delle situazioni seguono vie piuttosto prevedibili e finiscono per riproporre schemi già consolidati nel genere.
Neanche la presenza di Karla Sofía Gascón riesce a spostare in modo decisivo l’equilibrio complessivo dell’opera. L’attrice, candidata all’Oscar per il film Emilia Pérez, era scomparsa per un periodo dai radar mediatici dopo le polemiche legate ad alcuni vecchi tweet riemersi durante la campagna promozionale del film. In Scuola di seduzione la sua partecipazione aggiunge sicuramente curiosità e un certo peso mediatico, ma il personaggio non viene sviluppato fino in fondo quanto potrebbe, rimanendo più una presenza che un vero motore del racconto. Il risultato finale è dunque quello di una commedia sicuramente godibile, capace di intrattenere grazie al ritmo leggero e al lavoro del cast, ma che difficilmente riesce a lasciare un segno duraturo.
Scuola di Seduzione di Verdone si conferma come un prodotto leggero e accessibile, capace di intercettare alcune fragilità emotive del presente ma senza approfondirle fino in fondo. Una commedia che si lascia guardare con piacere, sostenuta da un buon ensemble di attori, ma che nel complesso resta ancorata a schemi narrativi già ampiamente battuti.
Scuola di Seduzione arriva su Paramount+ a partire dal 1 aprile. Ecco il trailer del film:















