Il 25 Giugno debutta su Amazon Prime Video Solos, miniserie antologica realizzata da David Weil e che vede un cast stellare, con nomi del calibro di Anthony Mackie, Morgan Freeman, Anne Hathaway, Helen Mirren, Dan Stevens, Constance Wu, Nicole Beharie e Uzo Aduba. Sarà stata capace questa miniserie antologica sci-fi a convincere? Noi grazie a Prime Video abbiamo avuto il piacere di vedere la serie in anteprima e ecco cosa ne pensiamo.
Ma di cosa parla questa serie? Non vi è una vera e propria sinossi che possa davvero spiegare in poco di cosa tratta questo prodotto: Amazon ne ha rilasciato una che ci permette almeno di toccare superficialmente cosa abbiamo di fronte quando premiamo il tasto play.

La serie antologica in sette episodi esplora le strane, bellissime, struggenti, divertenti, straordinarie verità di cosa significhi essere umani. La serie è ambientata nel nostro presente e nel futuro e sottolinea come, anche nei momenti in cui ci sentiamo più soli, siamo in realtà tutti connessi attraverso l’esperienza umana. Queste storie incentrare sui personaggi portano avanti l’idea che anche durante i nostri apparenti momenti di solitudine, anche nelle circostanze più disperate, siamo tutti connessi attraverso l’esperienza umana.

Ogni episodio di Solos può essere benissimo gustato a sé, non vi sono collegamenti come invece per alcuni dei futuri di Black Mirror, per citare il genitore di tendenza televisiva di cui questa serie è figlia. In ogni puntata facciamo la conoscenza di personaggi diversi tra di loro: Tom, Peg, Sasha, Nera, Stuart, Jenny e Leah. Tutti questi personaggi sono accomunati dalle più tipiche sensazioni umane, i rimpianti, i dubbi, le paure, ma soprattutto la solitudine mitigata in un certo senso dalla tecnologia che permea la serie.  Vi sono personaggi come Tom che rappresentano l’uomo che ha tutto ma che perde sempre quando si parla di essere una vera persona ed un padre; Leah, che si ingabbia da sola per riuscire a realizzare un progetto impossibile, Sasha che non accetta di andare oltre ad un evento traumatico e continua a essere focalizzata solamente su quello e persino Stuart, che rimpiange le sue scelte di vita mentre guarda il mare. Ogni puntata, in meno di mezz’ora, ci porta nella psiche di queste persone, delle quali capiamo le motivazioni, cosa le spinge ad andare avanti e anche cosa li blocca o li ha feriti al punto da isolarsi. Eppure, Solos è una serie anche ottimistica in un certo senso, nella quale si cerca di far prevalere il senso di umanità che ci contraddistingue tutti come specie umana, e lo fa usando emozioni che in questo lungo anno abbiamo provato tutti, ma portandole in un contesto futuristico, per non far invecchiare male il prodotto e renderlo eccessivamente figlio di questa tragica pandemia.

Dal punto di vista puramente visivo, la serie è molto interessante. Dovendo mettere in scena episodi che vedono al proprio interno solo una persona e difficilmente altre relazioni umane, la regia è spesso portata ad indugiare sul soggetto, sui suoi manierismi e su tutte quelle emozioni che si palesano sul volto dell’essere umano durante la rivisitazione di luoghi e momenti passati sotto forma di ricordi, oppure momenti di paura ed ansia. Nulla è lasciato al caso dal punto di vista tecnico: inquadrature, luci e fotografia sono al servizio delle le ottime interpretazioni e i dialoghi nell’arrivare allo spettatore. Vi sono momenti, come ad esempio quello nella prima puntata in cui Tom rivive una particolarità della sua giornata, che assumono un significato diverso quando filtrati sotto un’altra luce, oppure il cambio di luci dell’atmosfera quando ad essere protagonista è Sasha. Tanti piccoli elementi che da soli aggiungono poco, ma che, insieme al cast e ai dialoghi, fanno di Solos il prodotto più simil teatrale ed umano della piattaforma.

Solos è una serie dal grande impatto emotivo, seppur sia palesemente uno dei tanti prodotti derivati da Black Mirror o comunque figlio di quella tendenza televisiva ormai intenta a proporre prodotti antologici dove osare,  un obbiettivo che, in questo caso, riesce ad essere raggiunto. Già dal titolo, capiamo che non ci troviamo di fronte al classico prodotto fantascientifico o distopico ma bensì un racconto dell’umanità più pura, minata da paure, dubbi, rimpianti e dalla morte. La serie realizzata da David Weil e caratterizzata come già detto da un cast stellare, che vede in azione anche tre premi Oscar, racconta in maniera indiretta ma comunque potente gli stati d’animo degli esseri umani, costretti da soli o con presenze sgradite in casa. Weil racconta l’umanità, ma anche il distanziamento sociale in cui siamo finiti da più di un anno e allo stesso tempo ci avverte sul nostro futuro. Solos non è una serie facile, gioca molto sulle emozioni e sulle interpretazioni magistrali degli attori principali, ma se non tutti gli episodi sapranno convincervi, sicuramente almeno uno toccherà una delle vostre corde emotive, ne siamo più che certi e speriamo che questo esperimento della piattaforma ne possa portare molti altri.


La nuova serie antologica di Amazon Prime Video Solos sarà disponibile sulla piattaforma di streaming a partire da venerdì 25 giugno. Di seguito il trailer ufficiale:

RASSEGNA PANORAMICA
Solos
6.5
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Sono Luca, fin da piccolo mi sono interessato ai fumetti e successivamente alle serie tv, quando mi è stata data la possibilità di parlare delle mie passioni mi sono ficcato in questo progetto. PS: Ryan Ottley mi ha chiamato Tyrion non ricordandosi il mio nome.

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