July 21, 2019
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Southern Bastards: Questi erano uomini – Recensione

  • di Luca Brindani
  • 20 Gennaio 2017
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Avevamo già avuto modo di parlarvi di Southern Bastards di Jason Aaron e Jason Latour nella nostro classifica dei migliori fumetti del 2016 e abbiamo deciso di occuparcene più approfonditamente, quindi bando allo ciance ed iniziamo!

Southern Bastards è ambientato in una cittadina rurale del sud degli Stati Uniti, Earl Tubb è un vecchio incazzato con il mondo e che gira con un grosso bastone. Euless Boss è l’allenatore di football della scuola, uno che non ha abbastanza mensole in ufficio per tutti i trofei che ha fatto vincere alla sua squadra ma nasconde anche un segreto non tanto segreto, infatti lui è il boss di Craw County, Alabama, patria del Boss BBQ, dei Runnin’ Rebs e dei bastardi più bastardi che potrete mai incontrare su queste pagine.

Appena inizierete la lettura di questo fumetto capirete come avere delle aspettative di qualsiasi tipo con Aaron ai testi e la massima libertà su un tema a lui caro come il sud degli Stati Uniti sia assolutamente sbagliato.

Il personaggio di Earl Tubbs non è un eroe, non è un antieroe, è un fallito , anche il coach Boss è un fallito, Craw County è piena di falliti, il sistema li ha resi ciò che sono ora, non hanno combattuto si sono adeguati al loro status e si sono incattiviti ed è proprio questo un punto a favore di questa serie, non tiferai mai per nessuno, proverai solo una gran pietà per ciò che un tempo era un uomo.

Aaron e Latour imbastiscono una trama alquanto semplice condita però di personaggi pittoreschi, colpi di scena molto gore e tanta ma tanta ingiustizia sociale. La storia inizia nella violenza e continua su questa linea, certi personaggi si dimostrano sempre di più andando avanti delle caricature di una categoria e spesso fanno scelte dovute non da loro ma dovute all’utilità del personaggio verso la trama. 

Il team di autori decide di occuparsi di un particolare personaggio per arco narrativo di 4 numeri, in modo da rendere ancora più partecipe il lettore alle ingiustizie e alle violenze che vengono perpetrate in questo angolo di mondo dimenticato da dio e non solo da lui rinforzando l’idea che questi esseri che erano uomini sono il prodotto del micro mondo che li circonda, un mondo sporco, criminale e dove il più forte è ancora chi comanda, dove anche un coach di una scuola può essere il tuo più pericoloso nemico come il tuo alleato più forte.

Spesso potrebbe capitarvi di incontrare qualcosa come un barlume di speranza, una scintilla di umanità potrebbe uscire da questi immondi bastardi, ma non credeteci, l’umanità a Craw County non esiste, ne esiste una versione distorta, una versione cattiva, una versione che in tutta tranquillità posso definire quasi più genuina dell’umanità che vediamo girando per strada, una razza umana che ha imbracciato il cambiamento e lo ha mandato a quel paese.

Jason Latour ha uno stile grezzo e sporco, adattissimo al tipo di storia che vuole raccontare Aaron , non riesco ad immaginarmi uno stile diverso per questa ongoing sui Bastardi del Sud.

Concludo questa mia recensione con un appunto, se avete una buona conoscenza della lingua Inglese date una possibilità alla versione originale di quest’opera non perché quella Italiana sia fatta male, anzi la traduzione ad opera di Panini Comics è molto fedele e aderente all’originale, ma leggere i personaggi con la loro parlata tipica in questo caso equivale quasi a sentire Aaron trasmetterti tutto sè stesso.

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