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Star Trek: Discovery 2×05 “Santi dell’imperfezione” | Recensione

  • di Davide La Rosa
  • Febbraio 22, 2019
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Star Trek: Discovery

Una volta, nel cuor dell’inverno, mentre i fiocchi di neve cadevano dal cielo come piume, una regina cuciva, seduta accanto a una finestra dalla cornice di ebano. E così, cucendo e alzando gli occhi per guardar la neve, si punse un dito, e caddero nella neve tre gocce di sangue. Il rosso era così bello su quel candore, ch’ella pensò: “Avessi una bambina bianca come la neve, rossa come il sangue e dai capelli neri come il legno della finestra!” Poco dopo diede alla luce una figlioletta bianca come la neve, rossa come il sangue e dai capelli neri come l’ebano; e la chiamarono Biancaneve. E quando nacque, la regina morì.

Si avete letto bene, questo era l’inizio di “Biancaneve”, la fiaba dei fratelli Grimm. Che cosa c’entra con Star Trek? Poi ve lo spiego, dunque iniziamo!

La Discovery, finalmente, intercetta la navetta rubata da Spock solo che a bordo, al posto del vulcaniano, c’è la Georgiou (la perfida imperatrice dell’universo specchio, che ora lavora sotto copertura nella “Sezione 31”). La donna spiega di aver trovato la navetta alla deriva, senza nessuno a bordo. Anche lei, insieme alla Sezione 31, sta cercando Spock.

Stamets e Michael Burnham, nel frattempo, sono disperati perché il guardiamarina Tilly è sparita, dopo essere stata inglobata da un specie di bozzolo schifoso, proveniente dalla rete del micelio. Sono tutti tristi perché la danno per morta, digerita da quel caso. Poi, a caso, Stamets trova la soluzione. Si accorge che dentro a quel bozzolo non sono presenti particelle di Tilly e, grazie alla nota frase di Lavoisier “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”, arriva alla conclusione che, in realtà il bozzolo è [rullo di tamburi] un TELETRASPORTO BIOLOGICO (sì, non ha senso) che ha portato Tilly nella dimensione del micelio. Una conclusione a caso, ma ci prende… e solo perché gli sceneggiatori hanno deciso che doveva prenderci. Proseguiamo veloci.

Per andare nella dimensione dei funghi fanno partire “Il salto” della Discovery, bloccandola a metà. Così la nave è un po’ di qua e un po’ di là, nelle due dimensioni. Stamets e Burnham entrano nel regno dei funghi. Trovano Tilly. È insieme a una creatura di quel posto (che ha preso le sembianze di una vecchia amica della giovane guardiamarina). La creatura chiede aiuto agli umani. Dice che c’è un “Mostro” che sta distruggendo il loro habitat. Sono ufficiali della flotta astrale, devono aiutare quella creatura. Allora girano un po’… e chi era il mostro? Fra un attimo ve lo dico.

Intanto la Discovery sta per precipitare totalmente nel mondo dei funghi (detta così pare Super Mario, ma tant’è). A questo punto arriva un’astronave della “Sezione 31” ad aiutarli con il raggio traente. Dicevamo: chi è il mostro? Il mostro è il Dottor Hugh Culber. Ovvero il medico di bordo della prima stagione; ovvero il fidanzato di Stamets; ovvero uno a cui, Ash Tyler, aveva spezzato il collo. Ora è vivo e vegeto nell’universo fungo. La sua presenza ha destabilizzato tutto. Perché è lì? Come caspita fa ad essere vivo?

E qui arriviamo a BiancaneveFlashback della prima stagione: Stamets trova il cadavere del suo fidanzato e lo bacia disperato. Stamets è tutto pieno di spore di funghi e il bacio scaraventa la traccia energetica di Culber nell’altra dimensione. No, non fatevi domande, non ha senso. In pratica a riportarlo in vita è stato il bacio del suo amato. Un po’ come [SPOILER] nel finale di Biancaneve. Sì, è un delirio totale.

Stanno per rientrare nella nostra dimensioni ma si accorgono che Culber non può tornare perché è solo energia. I due iniziano una serie di discorsi tristi (anche un po’ patetici) che sono un misto tra “Titanic” e le telenovelas anni ’80 di Rete 4. Tutti tristi, Culber è spacciato per sempre… anzi no: colpo di scena. Pare ci sia una soluzione: il teletrasporto biologico. Aggiungendo il DNA di Culber (che presumo avessero nella loro banca dati) il dottore torna nella nostra dimensione.

Nel finale, il capitano Pike, va a bordo dell’astronave della “Sezione 31” e qui gli viene detto che forse, dietro all’angelo e ai segnali rossi, ci sono dei viaggi nel tempo. Staremo a vedere. La puntata si intitola “Santi dell’imperfezione”. Chi sono questi santi? Semplice: sono quelli che uno “Tira giù” dopo aver visto questo episodio.


Di seguito vi lascio il trailer del prossimo episodio dal titolo “The Sounds of Thunder” di cui avrò il (dis)piacere di parlavi settimana prossima:

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