Dodici anni dopo il debutto di Ahsoka Tano e del Capitano Rex in Clone Wars, durante lo Star Wars Day 2020 si è conclusa (purtroppo?) Star Wars: The Clone Wars. La serie animata che per anni ha retto sulle sue spalle l’intero franchise di Star Wars, giunge a conclusione con uno degli archi narrativi più discussi e attesi di sempre, il famigerato assedio di Mandalore.

Le ultime quattro puntate della settima stagione di Clone Wars, disponibili in Italia e nel resto del mondo su Disney+, sono un unico lungometraggio animato diviso in quattro parti piene di pathos, azione, scene pazzesche, fan service e tanto, ma tanto amore. Pur non conoscendolo personalmente, siamo piuttosto sicuri di poter affermare che tre cose per certo ama Dave Filoni: La prima sono i lupi, ma quelli stavolta non c’entrano niente, le altre due invece sono Ahsoka e Darth Maul. Fin’ora (The Mandalorian a parte, FORSE) infatti il creatore di Clone Wars ha sempre riproposto i suoi due personaggi preferiti nelle storie che ha raccontato all’interno della galassia di Star Wars, e non poteva che concludere con loro la serie da cui tutta la sua carriera in LucasFilm è partita.

Maul, ormai già da tempo non più un “Darth“, e Ahsoka sono infatti, oltre che i protagonisti, i veri e propri mattatori del film (scusateci se insistiamo con questo termine, ma è chiaro che le intenzioni fossero quelle di finire con un film, così come tutto era iniziato). Ogni scena con loro è pregna di emozioni e simbolismo, grazie anche a tecniche e tecnologie che li animano, in grado da sole di lasciare estasiato lo spettatore.

La trama è semplice, il che rende difficile per noi parlarne senza imbatterci in possibili spoiler. Maul, ormai tornato su Mandalore dopo i fatti di “Figlio di Dathomir“, organizza una trappola per attirare l’attenzione di Obi-Wan Kenobi e Anakin Skywalker. Il piano però non va come previsto e invece dei due Cavalieri Jedi, impegnati nel salvataggio del Cancelliere Palpatine dalle grinfie del Generale Grievus durante gli eventi de “La Vendetta Dei Sith“, arriva Ahsoka Tano. L’ex Padawan Togruta ha infatti stretto un’alleanza con Bo-Katan, sorella della Duchessa Satine di Mandalore e attuale leader dei Gufi Notturni, un clan nato da una costola dell’ormai estinta Ronda della Morte. Una volta su Mandalore Ahsoka sfiderà Maul con l’intento di catturarlo e scoprirà cosa si cela dietro al piano originariamente orchestrato dall’ex apprendista di Darth Sidious.

Come già accennato sopra, oltre alle emozioni e alla scrittura, perfetta quest’ultima nell’intrecciarsi più volte con gli eventi de “La Vendetta Dei Sith“, il film vanta un comparto tecnico di primissimo livello. Le luci, gli effetti particellari, i dettagli sui volti e sui fondali, per non parlare delle musiche sono tutti elementi da lodare nella più totale delle maniere! Il tutto poi culmina nel magnifico scontro tra Ahsoka e Maul del secondo episodio dell’arco narrativo, “L’Apprendista Fantasma“.

A scapito di qualche piccola incongruenza rispetto al canone (Ahsoka, Rebels), l’arco narrativo finale di Star Wars: The Clone Wars ha toccato uno dei punti più alti dell’intera saga, caricando di dignità e carisma i protagonisti che hanno vissuto questo viaggio durato ben dodici travagliatissimi anni. Un viaggio e una serie a cui, da fan della saga, sentiamo di dovere un grande GRAZIE. #CloneWarsSaved.

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